Esonero Allegri? Gaito: "Protetto mediaticamente. Un grande club interveniva da tempo"
Il direttore Antonio Gaito ha aperto così il suo editoriale quotidiano nel "Buongiorno Tutto Napoli", la prima trasmissione live già dalle 7 sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tematica sul Napoli live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania.
Quarta sconfitta in dieci giornate, nessuna vittoria negli scontri diretti e 14 punti dalla vetta: Allegri merita ancora la riconferma?
“La risposta ormai è scontata ed ovvia, non per pregiudizio verso Allegri ma perché i numeri e le partite sono emblematici. Il Napoli resta a metà classifica e non riesce nemmeno a fare un passettino avanti, nonostante di fronte ci fosse la Juventus peggiore di cui io abbia memoria. Le grandi società che non si rassegnano a una stagione interlocutoria cambiano subito l’allenatore: lo ha fatto persino il Bologna, e Palladino ha confermato di essere un ottimo tecnico, tanto che ora è un’altra squadra ed ha agganciato il Napoli. Nel Napoli questo non accadrà, non se ne parla neanche, e bisognerebbe chiedersi perché altri allenatori vengano messi in discussione subito anche a livello mediatico e altri no. C'è chi difende Allegri perché schierato ed altri lo fanno perché credono così di difendere la scelta incomprensibile della società. Ma non fanno il bene del Napoli. Quando sei a metà classifica con una rosa del genere non c’è giustificazione che tenga, né gli infortuni né il mercato. A meno che non vogliano dimostrare che Frosinone, Bologna o pure la stessa Lazio siano superiori al Napoli".
Gli infortuni possono essere un’attenuante?
“No, perché anche le altre squadre hanno enormi problemi. Spalletti ha spiegato di aver cambiato modulo perché mancavano anche riserve a centrocampo, esce McKennie e mette un difensore, e non aveva più cambi: siamo in 13, ha detto, e andiamo avanti. Non c’è più alcuna giustificazione per un Napoli che per 70 minuti non riesce a tirare in porta contro questa Juventus. Dopo un quarto d’ora iniziale in cui sembrava poter dare la mazzata finale, la squadra si è spenta ed è diventata orizzontale, un film già visto tante volte. La Juventus, contestata persino dai suoi tifosi, è cresciuta nel corso della partita, ha riportato l’ambiente dalla sua parte e ha vinto.”
Quali sono i difetti tecnici che emergono?
“Sono gli stessi di sempre, e li si vedeva già nel precampionato: la linea difensiva arretra invece di aggredire e collassa. Si è ripetuto sul gol di Alajbegovic, con Marianucci che gli lascia 20 metri per sistemarsi il pallone e calciare. Non c'è stato neanche un blocco basso, è proprio la linea che collassa su Meret. Il centrocampo non si abbassa, quindi si crea un buco tra reparti e alle spalle di De Bruyne e Anguissa vanno a giocare Alajbegovic, Douglas Luiz e Koopmeiners. Alajbegovic aveva già avuto la stessa palla gol nel primo tempo, salvata da Meret. È un difetto che si porta dietro da tempo, e non è una questione di insicurezza recente".
Che spiegazione ha dato Landucci alla linea che arretra?
“Ha detto che non è una scelta loro ma della squadra, che non segue le direttive: la difesa deve aggredire e invece scappa all’indietro. Per me è una frase ancora più grave e preoccupante, se voleva difendere Allegri scaricando sui giocatori. Peraltro questi giocatori hanno sempre preferito difendere in avanti, come nel secondo tempo col Monza. Evidentemente è sintomo di una mentalità e di un’insicurezza trasmesse, oppure di un movimento corretto che non riescono a insegnare. Ma la domanda che dobbiamo farci è: anche senza il gol di Alajbegovic, immaginando uno 0-0, che giudizio avremmo avuto? Non sarebbe cambiato nulla, non c'è nulla di positivo da parte del Napoli. Il Napoli, a differenza della Juventus, nel secondo tempo non ha nemmeno provato a vincere. Ora si svegliano tutti, ma questi sono discorsi di mesi fa, e c’è chi li ha ignorati o derisi".
Che Juventus ha affrontato il Napoli?
“Una Juventus in stato di shock, reduce da giorni di ritiro, contestata e derisa da tutti, che nel primo tempo cercava solo di essere compatta e di mostrare attaccamento, con tanti falli. Era stata infilata troppo facilmente dal Genoa e ha provato a limitare i danni con il blocco basso. È probabilmente la peggiore Juventus che potremo affrontare, con tutti gli esuberi in campo. Quando la squadra nel complesso non funziona, ogni settimana si dà la colpa a un singolo; ora la vittoria darà alla Juventus almeno una botta di vita, non credo abbiano risolto pure loro chissà quale problema, ma almeno con l'umore positivo per avere vinto contro un Napoli che resta comunque la vicecampione d’Italia anche se qualcuno lo dimentica e bombardano i tifosi: vogliono far credere che la rosa sia da metà classifica, inferiore pure al Frosinone".
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