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Fabbroni: "Giovane? Mi aspetto di più, col Genoa sembrava stesse lì per caso"

Fabbroni: "Giovane? Mi aspetto di più, col Genoa sembrava stesse lì per caso"
Oggi alle 13:50Radio Tutto Napoli
di Fabio Tarantino

Mario Fabbroni, giornalista, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi seguire sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o per Android), qui sul sito anche in video.

Partiamo da Giovane: la sua prova contro il Genoa non ti ha convinto?
"Sì, devo dire che mi aspettavo qualcosa in più. È un calciatore che ha buoni numeri e margini di miglioramento, su questo non c’è dubbio. Però mi aspetto un coinvolgimento emotivo maggiore. A volte sembra quasi che sia lì per caso: entra in partita ma senza costruire situazioni realmente volitive."

Quindi più un problema mentale che tecnico?
"Esattamente. Oltre alla qualità tecnica deve mostrare una qualità mentale, una qualità di impegno. Conte questo lo pretende e credo se lo aspetti anche stasera, visto che dovrebbe essere lui il prescelto per sostenere l’attacco insieme a Vergara e Højlund."

Il pubblico di Napoli quanto incide su questo aspetto?
"Tantissimo. Il pubblico napoletano ama chi dà tutto. Vuole vedere il sacrificio per la maglia, per la città, per lo stadio. A volte questi discorsi vanno anche oltre il calcio e diventano identitari, emotivi, quasi culturali."

Contro il Genoa non hai visto questo tipo di atteggiamento?
"No, sinceramente no. E non lo dico solo io: anche le pagelle dei colleghi sono state piuttosto tiepide. È vero che ha giocato poco ed è stato anche sfortunato, perché poi è uscito per l’espulsione di Juan Jesus, ma non ha impressionato."

Quel rigore ha cambiato la partita e la classifica…
"Sì, perché oggi il Napoli è tre punti sopra Juve e Roma. È un episodio che fa discutere, ma nasce da un atteggiamento offensivo della squadra che non ha rinunciato a spingere nonostante tutto."

Entriamo nel merito del rigore: per i vertici arbitrali non c’era…
"Esatto. E qui nasce il problema principale: che calcio vogliamo? Un calcio sempre più televisivo, elettronico, o un calcio in cui la tecnologia è solo un supporto?"

Secondo te il VAR oggi crea più confusione che chiarezza?
"Sì, perché dovrebbe togliere dubbi e invece li alimenta. Se al VAR lasci anche l’interpretazione dell’intensità del contatto, entri in un campo pericoloso. Da un’immagine non puoi stabilire tutto."

Il concetto di ‘chiaro ed evidente errore’ non regge più?
"Così com’è oggi, no. Perché un’immagine può chiarire il contatto, ma non l’intensità, soprattutto su un giocatore stanco, nel finale di partita."

Che soluzione vedi allora?
"Io penso a un VAR a chiamata. L’arbitro resta centrale, ma le squadre hanno due o tre chiamate a tempo per chiedere una revisione. Però si deve guardare l’immagine per quello che è, non per reinterpretare tutto."

Siamo arrivati a un punto di non ritorno?
"Sì. Siamo arrivati al paradosso che si auspica una partita senza VAR per dire ‘abbiamo giocato a calcio’. Lo ha detto anche Gasperini, ed è assurdo."

Vergara è stato messo alla gogna per le sue dichiarazioni…
"Ingiustamente. È stato sincero, leale. Ha detto una cosa normale: quando senti un contatto in area sei anche contento, perché sai che può nascere un rigore. I calciatori non sono buoni samaritani, curano gli interessi della propria squadra."

È stato dipinto come simulatore senza esserlo.
"Esattamente. Le immagini dicono che il contatto c’è. Poi puoi discutere se sia rigore o no, ma da qui a dire che Vergara è un simulatore ce ne passa."

Passiamo alla partita di stasera: che sensazioni hai su Napoli-Como?
"Sarà una gara complicata, soprattutto per le tante assenze: McTominay, De Bruyne, Anguissa, Neres, Lukaku non al meglio. Però è anche un’opportunità."