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Da Firenze: "Mercato? Voto 7, la regina è un'altra. A Grosso servirà tempo..."

Da Firenze: "Mercato? Voto 7, la regina è un'altra. A Grosso servirà tempo..."TuttoNapoli.net
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Oggi alle 22:20Radio Tutto Napoli
di Davide Baratto
Andrea Giannattasio analizza su Radio Tutto Napoli il calciomercato della Fiorentina, valutando acquisti, strategia, e progetto Fabio Grosso

Prosegue su Radio Tutto Napoli il pagellone dedicato al calciomercato delle otto grandi della Serie A. Per analizzare la sessione estiva della Fiorentina, protagonista di una profonda rivoluzione tra entrate e uscite, è intervenuto Andrea Giannattasio di Radio Firenze Viola. Il giornalista ha valutato il lavoro della società viola, soffermandosi sui numerosi cambiamenti apportati alla rosa e sulle difficoltà iniziali incontrate da Fabio Grosso.

Qual è il tuo voto al calciomercato della Fiorentina, probabilmente la squadra che ha effettuato più operazioni in questa sessione estiva?
"Eh sì, perché soltanto in entrata ci sono 13 volti nuovi. In uscita, invece, credo che, considerando settore giovanile, rientri, giocatori spostati e partenze, siamo sui 25-30 movimenti. Il voto, secondo me, è molto buono: siamo sul 7. Naturalmente, se uno dovesse basarsi su questo avvio di campionato disastroso, potrebbe anche decidere di abbassarlo. È però vero che, quando cambi così tanto, devi concedere all’allenatore un minimo di tempo per assemblare la squadra. Aggiungo che praticamente tutto il reparto offensivo è stato rivoluzionato negli ultimi dieci giorni. Beto è arrivato adesso, così come Nije, Gonçalves dallo Sporting, ieri, e Gnonto. Pellegrino è arrivato qualche settimana fa, ma anche lui non è qui da molto; lo stesso vale per Mastantuono. L’allenatore ha perso Kean, Gudmundsson e Piccoli, con i quali aveva svolto tutto il ritiro estivo. Bisogna quindi concedere un po’ di tempo a Grosso per lavorare. Detto questo, la società ha speso 130 milioni di euro e ha dimostrato una buona volontà: il voto non può che essere 7, almeno secondo me".

Possiamo considerare la Fiorentina la regina del mercato, anche per la qualità dei calciatori acquistati?
"La Fiorentina aveva esigenze diverse rispetto ad altre squadre. Credo che le regine del mercato siano state Roma e Como: sono due formazioni già molto forti che avevano bisogno di essere puntellate e, secondo me, entrambe hanno fatto un grande lavoro. Hanno preso quei due giocatori che servivano e credo che saranno protagoniste di questo campionato. Subito dopo queste due, direi che la Fiorentina occupa un posto importante. Insieme all’Atalanta, è la squadra che, alle spalle di Roma e Como, ha condotto il mercato più importante".

La strategia della Fiorentina è stata quella giusta? La rosa è stata costruita e viene gestita correttamente, al di là delle prime due sconfitte e delle difficoltà nell’inserimento dei nuovi acquisti?
"Ti dico di sì, perché l’esigenza prioritaria della società e di Fabio Paratici era quella di cambiare completamente la squadra dopo la scorsa stagione. C’era proprio la necessità di svuotare uno spogliatoio malato, diciamocelo chiaramente, reduce da una stagione terribile che ha portato a vedere una Fiorentina costantemente in lotta per non retrocedere. L’idea era quella di fare piazza pulita e, di per sé, questo era anche il sentimento dei tifosi. Poi, man mano che si comincia a cedere qualche elemento, qualcuno dice che forse sarebbe stato meglio trattenerlo. Io credo invece che, in determinate situazioni, la tabula rasa sia sempre la soluzione migliore. In generale, quando arriva un nuovo dirigente nell’area tecnica, è frequente che si faccia tabula rasa. Paratici non è arrivato adesso, ma a gennaio; in quella sessione, però, non c’era il tempo per rivoluzionare la rosa. Questo mercato è servito sicuramente per mandare via tanti giocatori. La Fiorentina non ha l’esigenza, la necessità o l’obbligo di qualificarsi in Europa quest’anno. Se arriva ottava o nona non succede un disastro, perché Paratici ha detto che quello della Fiorentina è un percorso di quattro anni. Mi aspetto che, nell’arco di quattro anni e con investimenti come quelli effettuati in questa stagione, la Fiorentina possa lottare per la Champions League. Non può però farlo immediatamente. Penso quindi che sia stata una scelta giusta, pur a fronte di difficoltà come quelle che stanno emergendo e che, secondo me, continueranno a emergere ancora per qualche mese. Il punto interrogativo non riguarda tanto la metodologia o i giocatori scelti. La domanda, secondo me, è se sia giusto affidare una rivoluzione così importante, con calciatori anche molto giovani — perché Ulaia è un 2006, Valdepeñas è un 2006 e Mastantuono è un 2007 — a un allenatore come Grosso, che giovane non è ma non possiede ancora una grandissima esperienza. Se la domanda è se sia giusto affidare a Grosso un progetto del genere, su questo avrei qualche dubbio".