Da Torino: "Juve l'unica col Napoli a rispettare paletti UEFA! Il voto al mercato..."
Prosegue su Radio Tutto Napoli il pagellone dedicato al calciomercato delle otto grandi della Serie A. Per analizzare la sessione estiva della Juventus è intervenuto il giornalista Vincenzo Marangio, che ha esaminato il lavoro svolto dalla nuova dirigenza nonostante i limiti economici e la mancata qualificazione in Champions League. Spazio anche al voto conclusivo e alle prospettive dei bianconeri in campionato e in Europa League.
La Juventus ha cominciato il calciomercato un po’ in sordina e inizialmente non era chiara la sua strategia. Carnevali è arrivato in punta di piedi, ma alla fine ha concluso operazioni importanti: che mercato è stato?
"Sì, perché stiamo parlando di un mercato che presentava una difficoltà iniziale importante. Prima di tutto, la Juventus non si è qualificata alla Champions League, ma all’Europa League, e questo riduce le risorse economiche, le possibilità di spesa e anche l’appeal. I grandi campioni, ne cito uno su tutti, Bernardo Silva, che la Juventus aveva seguito alla fine della scorsa stagione, preferiscono chiaramente giocare in Champions League e quindi non arrivano. L’altra problematica nasce dal fatto che la Juventus veniva da due programmazioni totalmente sbagliate, prima quella di Giuntoli e poi quella di Comolli. Sono state sostenute spese enormi ed è stata costruita una rosa composta da giocatori qualitativamente non da Juventus, come hanno dimostrato, ma che dal punto di vista economico, sia per il costo dei cartellini sia per gli ingaggi, rappresentavano una spesa enorme. Erano quindi anche difficili da vendere. Questa è la grande difficoltà nella quale si sono mossi Carnevali, Massara e Ottolini, in particolare Carnevali e Massara, che dovevano anche accontentare Luciano Spalletti. Le problematiche iniziali sono nate dalla lunga rincorsa a due obiettivi che ha fatto perdere un po’ di tempo alla Juventus: Dibu Martínez, che poi non è arrivato ed è andato al Chelsea a fare non so quale dei tanti portieri presenti, e Kolo Muani, il grande mistero di questo mercato. È un calciatore seguito da tutte e tre le precedenti dirigenze e voluto a tutti i costi, che finora non ha brillato in maniera particolare, ma sul quale Spalletti vuole puntare tantissimo. Evidentemente Kolo Muani non bastava. In porta sono poi arrivati, come sapete bene, Vicario e Grabara, il portiere polacco che farà vedere sicuramente ottime cose. Per un certo periodo si era parlato addirittura di Milinkovic-Savic, che invece è rimasto al Napoli a fare il secondo. Successivamente sono arrivati gli innesti nelle zone cruciali: in difesa Lucumí e Çelik, che può giocare sia a destra sia a sinistra; poi Alajbegovic e Woltemade, arrivato ieri per completare il reparto offensivo insieme a Kolo Muani. L’impossibilità di arrivare a Kessié ha fatto scattare il piano B, cioè Sarr, che rinforza il centrocampo anche alla luce dell’infortunio di Thuram. Probabilmente dovrà operarsi e, con ogni probabilità, lo rivedremo nel 2027, quindi a gennaio. Queste erano, in sostanza, le grandi difficoltà nelle quali si è mossa la Juventus. Attraverso operazioni a incastro, prestiti e soprattutto alcune uscite che sembravano inimmaginabili, come quelle di David e Openda, è riuscita a effettuare cessioni che si temeva non potessero concretizzarsi. È stato così creato un gruppo, una squadra e una rosa più vicini alle esigenze di Luciano Spalletti. È chiaro che, come immagino accada a Napoli e in tante altre piazze, il tifoso si aspettava il grandissimo colpo. Qualcuno dirà che determinati acquisti non sono giocatori da Juventus, ma in questo momento ciò che passava il convento era questo. Siamo molto curiosi di scoprire che tipo di giocatore sarà Woltemade: non è uno che porta tanti gol, ma garantisce centimetri e tecnica. Bisognerà capire anche se Kolo Muani, con Spalletti, riuscirà a compiere il salto di categoria. Senza trascurare Alajbegovic, che secondo me è uno dei talenti più interessanti arrivati nel campionato italiano".
Qual è il tuo voto finale al mercato della Juventus e dove può arrivare la squadra di Spalletti in campionato e in Europa League?
"Se fosse riuscito anche l’ultimo colpo, cioè l’acquisto di Tagliafico, per il quale serviva la cessione di Cabal, avrei potuto assegnare anche un 7,5 al mercato della Juventus. Tenendo conto soprattutto delle grandi difficoltà nelle quali si è mossa, complessivamente mi sento comunque di dare un 7. Come sapete molto bene, però, una cosa è il mercato e un’altra è il campo. Il campo dice sempre la verità e ci dirà se avremo ragione oppure no, ma io mi sento di dare 7. Bisogna considerare le difficoltà economiche e i paletti imposti dall’Uefa. Voglio dirvi una cosa che, secondo me, dovete ribadire anche voi: credo che Juventus e Napoli abbiano rispettato quest’anno i paletti dell’Uefa. La Roma, invece, se n’è fregata nonostante il settlement agreement; anche l’Atalanta ha speso, ha pagato sei milioni di multa e comunque non li ha rispettati. Il Como ha detto che avrebbe eventualmente pagato la sanzione. Ci sono invece due società come Juventus e Napoli che hanno rispettato le limitazioni. Speriamo almeno che l’Uefa sia coerente nei provvedimenti che adotterà: chi ha trasgredito deve pagare multe salate oppure subire il blocco del mercato. Altrimenti sembrano stupide le società che hanno rispettato le regole, come il Napoli, che non ha potuto acquistare senza prima cedere proprio per rimanere dentro quei paletti. Questa è una nota a margine che vi lascio".
Dove può arrivare la Juventus?
"Se non vince l’Europa League deve mangiarsi le mani, perché onestamente sono tutte squadre ampiamente alla sua portata. Anche le formazioni inglesi non sono imbattibili, così come l’Espanyol. Il Milan può rappresentare la grande rivale, ma intanto la Juventus deve superare il girone da prima o, al massimo, da seconda classificata e poi giocarsi la vittoria dell’Europa League. In campionato, ovviamente, la Juventus non è da Scudetto. Potrebbe essere una sorpresa e inserirsi tra le prime due o tre, ma deve necessariamente chiudere tra le prime quattro e centrare la Champions League. Come sapete bene, può riuscirci vincendo l’Europa League oppure attraverso il piazzamento in campionato. Se le italiane faranno bene nelle coppe, potrebbe esserci anche la possibilità di qualificare una quinta squadra. Io vedo la Juventus tra le prime quattro, naturalmente non vincitrice dello Scudetto. In Europa League, invece, credo che abbia grandi possibilità di arrivare fino in fondo e vincere la competizione".
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