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Forgione: "Napoli totalmente sbandato! Pare che il gruppo non creda alle idee di Allegri"

Forgione: "Napoli totalmente sbandato! Pare che il gruppo non creda alle idee di Allegri"
Oggi alle 19:00Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone
Angelo Forgione boccia duramente il Napoli dopo il 3-1 di Villarreal: "Vedo una regressione spaventosa, la squadra non riesce a pressare".

Angelo Forgione, giornalista e scrittore, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tematica sul Napoli e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania: "È stata una gara deficitaria e disastrosa. Il Napoli l'aveva messa sui propri binari, poi un episodio ha cambiato completamente la partita. Dopo l'errore di Politano la squadra ha perso le misure, il mordente e il contatto tra i reparti. Nel secondo gol un avversario è partito praticamente da centrocampo arrivando al limite dell'area senza che nessuno andasse a contrastarlo. Presi quei due cazzotti, il Napoli è completamente scomparso. Nel secondo tempo ti aspettavi una reazione, invece la squadra era totalmente fuori dalla partita e non ha prodotto nulla. Nemmeno durante l'intervallo Allegri è riuscito a scuoterla. Vedo un Napoli in completa confusione: i calciatori sembrano non capire il tecnico e il tecnico sembra non capire i calciatori. Anche le dichiarazioni finali di Allegri mi sono sembrate preoccupanti, perché ha chiamato soprattutto la squadra alle proprie responsabilità. Il problema più grave è che il Napoli non pressa. Quando prova a farlo è completamente scollato. Una squadra che non porta pressione in nessuna zona del campo è destinata a soffrire: non riesce a difendere, non riconquista il pallone e di conseguenza fatica anche ad arrivare al gol. Ho visto una regressione spaventosa".

Dopo oltre tre mesi di lavoro quanto è responsabile Allegri di questa situazione?
"Bisogna chiedersi da dove partano le responsabilità. Alla base c'è anche una decisione aziendale. Questa può essere considerata parzialmente una squadra a fine ciclo, con alcuni giocatori avanti con l'età e altri che hanno lo stomaco pieno dopo aver vinto due Scudetti. A Napoli vincere due volte significa aver speso tantissimo anche sul piano mentale. Una volta scelta questa strada, però, Allegri ha sposato il progetto e continua a dire che la squadra è forte. A quel punto emerge anche un problema di comunicazione. Ho la sensazione che il gruppo non creda fino in fondo nelle idee dell'allenatore e forse lo stesso Allegri finge di considerare questa rosa più forte di quanto realmente sia. Credo che già da gennaio debba iniziare un processo di rigenerazione e ringiovanimento, inserendo giocatori con motivazioni nuove. Questo non significa che tutti siano a fine ciclo: contro il Villarreal c'erano anche ragazzi arrivati da poco. Proprio per questo non si può spiegare tutto soltanto con la fame o con le motivazioni. Ci sono problemi di squadra e di organizzazione che stanno emergendo in maniera evidente".

Credi che il Napoli abbia perso competitività e mentalità anche a livello europeo negli ultimi anni?
"Sì, ed è una questione che riguarda il club nel suo complesso. La crescita europea si è fermata nel 2023 e da quel momento il Napoli ha collezionato troppe brutte figure. Questo danneggia l'immagine della società e anche il ranking. Basta guardare l'attacco. Si è passati da Osimhen con Raspadori e Simeone come alternative a Hojlund, che è un giocatore importante ma deve ancora esplodere definitivamente, con Giovane e Lucca alle spalle. È una regressione importante sulla quale bisogna ragionare. Tre anni fa c'erano Osimhen e Kvaratskhelia, ma è cambiata anche la filosofia. Il Napoli aveva allenatori più propositivi. Conte ha il suo status e in campionato ha ottenuto risultati, ma anche il suo percorso europeo è stato molto negativo. Adesso si rischia addirittura di fare peggio. Sono segnali nefasti rispetto alla direzione presa dal club negli ultimi tre anni, nonostante nel mezzo sia arrivato uno Scudetto".

Adesso arriva il Venezia: basta una vittoria per parlare nuovamente di ripartenza?
"No. Bisogna innanzitutto investire energie sul campionato, perché è il campionato che permette di tornare in Europa. Ma soprattutto voglio vedere una crescita della squadra. I risultati arrivano di conseguenza. Puoi battere il Frosinone perché ti lascia gli spazi e poi ritrovarti tre o quattro giorni dopo nuovamente punto e a capo. Non può funzionare così. Servono tre o quattro prestazioni consecutive nelle quali si vedano delle certezze, anche se magari una partita non riesci a vincerla per un episodio. In questo momento, invece, vedo una squadra totalmente sbandata".

De Bruyne è passato dalla grande prestazione contro il Frosinone a una serata molto complicata. Esiste ancora un problema di convivenza con McTominay?
"Sì, c'è un problema che il Napoli non riesce a risolvere. De Bruyne e McTominay si pestano i piedi, c'è poco da fare. Quando giocano insieme li vedo entrambi andare in difficoltà e finiscono per neutralizzarsi a vicenda. Bisogna trovare una posizione differente. De Bruyne mi sembra anche un calciatore molto autorevole nelle proprie convinzioni. Il confronto dialettico con Allegri durante la partita mi è sembrato mostrare la volontà del giocatore di fare cose differenti rispetto a quelle richieste dall'allenatore. È giusto che si confrontino e chiariscano. Se De Bruyne deve essere il faro del Napoli, bisogna anche metterlo nelle condizioni di fare ciò che sente maggiormente nelle proprie corde. A volte sono gli allenatori a doversi adattare alle caratteristiche dei calciatori e non necessariamente il contrario".