Forgione: "Se il Napoli arriva secondo è un mezzo miracolo! Conte? Dovrà ammorbidirsi"
Angelo Forgione, giornalista e scrittore, è intervenuto nel corso di "Napoli Talk" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android): “Simeone? Lui ha un cordone ombelicale con Napoli. Ricordo parole d’amore vere, dette sul pullman durante la sfilata sul lungomare: ‘Come fai a non amare Napoli? Guardati intorno, è tutto azzurro’. E quell’amore lo preserva ancora: lo dimostra l’esultanza dedicata a un napoletano, lo dimostrano i gesti. Mi dispiace sia andato via perché voleva giocare, ma la sua napoletanità non si discute. È uno dei più napoletani tra gli stranieri passati da qui”.
Contro il Torino potrebbe rientrare Anguissa: quanto pesa il suo ritorno?
“Se rientra, speriamo, è una presenza fondamentale: fisico, muscoli, interdizione, lavoro, tiro, incursione. Anguissa è un centrocampista che in Italia ha pochi uguali: magari ne trovi in Spagna o in Inghilterra, qui è merce rara. È stato una perdita enorme e il Napoli ne ha pagato il prezzo”.
Però continua l’emergenza: si parla di nuove defezioni e di un’altra coppia inedita in mezzo. È una stagione senza pace?
“Sì, e non do più nulla per scontato: oggi uno sembra pronto, domani non lo è. È una stagione assurda, atroce, che spero non si ripeta mai più. Eppure il Napoli è ancora terzo, con margini importanti: se arrivasse secondo sarebbe mezzo miracolo. Però è chiaro che a certi livelli, Champions inclusa, reggere così è difficilissimo”.
A fine stagione servirà una spiegazione: 37 infortuni sono un numero che fa paura.
“È la causa di tutto. Se si è attivato questo processo infausto vuol dire che qualcosa non ha funzionato. A fine stagione bisogna fermarsi e capire: preparazione, recuperi, gestione, responsabilità. Perché Conte cercherà la rivincita e per farlo serve evitare questa catena di infortuni che non finisce mai”.
Nota lieta: Lukaku decisivo a Verona e parole molto forti nel post-gara. Che effetto ti hanno fatto?
“Servono calciatori così. Lukaku è un leader silenzioso, e il suo legame con Conte è evidente: è quasi un allenatore in campo, una sua emanazione. Non averlo avuto a disposizione è stato un problema. È vero, si è sopperito con un altro attaccante che promette di essere il futuro del Napoli, ma non era una scelta tecnica: era necessità. Se Lukaku recupera davvero la forma, può essere un’arma importante in un campionato di tutt’altra fattura”.
Però c’è anche il tema economico: monte ingaggi alto, bilancio in rosso, stipendi pesanti. Come si concilia tutto questo?
“Le necessità di Conte devono sposarsi con quelle di De Laurentiis. Conte è intelligente e dovrà ammorbidirsi, fare una piccola marcia indietro e non ripetere certi errori. Il Napoli deve svecchiare la rosa e abbassare il monte ingaggi. Poi ci sono le offerte: se arrivano proposte importanti per Lukaku, con Hojlund in casa puoi anche valutare. Altrimenti, se restasse e stesse bene, sarebbe un’arma in più”.
Prima di chiudere: la città è scossa per la morte del piccolo Domenico Calenno. Il Napoli e Napoli si sono stretti attorno alla famiglia.
“È una tragedia che non si deve ripetere. Siamo nel 2026, la medicina ha strumenti enormi, e una catena di errori così è inammissibile. La madre ha detto una cosa giusta: non devono pagare tutti i medici, perché ci sono eccellenze. Però la paura resta e la fiducia viene colpita. È un dolore per la famiglia e per tutta la comunità”.
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