Futuro Conte, Scotto: "C'è un motivo se sono ottimista sulla sua permanenza"
Giovanni Scotto, giornalista de Il Roma, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi vedere qui sul sito o ascoltare sulle app (qui per Iphone o qui per Android) ed in auto col DAB.
Oggi grandissime polemiche perché una cosa che sembrava assodata, un qualcosa che sembrava un passaggio obbligato, un iter abbastanza scontato, invece il Consiglio Comunale si è diviso sulla cittadinanza onoraria a De Laurentiis. Te l’aspettavi? “Sì e no. Confermo quanto hai descritto tu con una certa sorpresa. Sinceramente non me l’aspettavo, però capisco che certi meccanismi basati sulla democrazia a volte restituiscono risultati inaspettati. Mancava il numero legale, tra l’altro non era presente neanche il sindaco, quindi questo è il motivo ufficiale. Però, come sai bene, dietro questi aspetti si nasconde a volte una volontà politica. Facendo qualche verifica molto rapida, traspare che nel Consiglio Comunale non tutti sarebbero d’accordo con questa cittadinanza onoraria a De Laurentiis. Questo sinceramente mi sorprende molto, mi dispiace. Francamente mi sembra anche illogico. La motivazione sarebbe dovuta a uscite passate di De Laurentiis, però è qualcosa che mi sconcerta abbastanza. Penso però che bisogna anche accettare il fatto che il Parlamento, seppur comunale, e la Giunta esprimano democraticamente una volontà. Quello di cui sono convinto è che alla fine si troverà sicuramente la strada per dare la meritatissima cittadinanza onoraria a De Laurentiis, pur accettando il fatto che non tutti sono d’accordo. Quando la democrazia si esercita, seppur con questi strumenti a volte un po’ ambigui, bisogna comunque accettarlo senza attaccare le istituzioni e la rappresentanza dei cittadini napoletani, perché De Laurentiis per qualcuno viene vista ancora oggi come una figura divisiva. Io non sono affatto d’accordo, perché dal maggio del 2023, secondo me, De Laurentiis ha unito tutti”.
Potrebbe esserci la questione politica? “Sì, penso di sì. C’è anche una questione relativa a questo. Il Comune e la Giunta auspicano unità di intenti e cooperazione per la ristrutturazione del Maradona e gli Europei del 2032 e qualcuno dalla Giunta lamenta questa mancanza di presenza, di collaborazione. Quindi sì, purtroppo la politica a volte si esercita anche in questa maniera. Penso che incida anche la questione stadio, però parliamo comunque di una cittadinanza onoraria che secondo me è a dir poco scontata e doverosa. Penso che la mancanza del numero legale sia qualcosa che si potrà superare in futuro, però effettivamente fa notizia. Fermo restando che oggi c’è distanza tra il Consiglio Comunale, la Giunta Manfredi e il Calcio Napoli sulla questione stadio”.
Si parla tantissimo del futuro di Antonio Conte. Da diversi giorni raccontiamo di questo gradimento per il ritorno di Maurizio Sarri, però è tutto procrastinato all’incontro che ci sarà, immaginiamo, settimana prossima. È quello il momento della verità secondo te? “L’intenzione è di fare questo incontro con l’obiettivo acquisito, quindi la qualificazione in Champions League. Mancano ancora tre punti, che secondo me non sono pochi. Il Napoli deve vincere lunedì. Mi aspetto quindi questo incontro quando arriverà l’obiettivo, che ormai è vicino. Non credo che il Napoli rischi di non andare in Champions League, però sia Conte che De Laurentiis hanno condiviso questo viaggio a tappe che porterà poi a questo incontro. È un incontro previsto da sempre, perché Conte, pur avendo un contratto, si vede con il presidente per fare il punto sugli obiettivi e sulle valutazioni sia sportive che economiche. Quest’anno sicuramente ci sarà da parlare, perché De Laurentiis non è contento del rendimento della squadra in Champions League. Il Napoli, senza la qualificazione ai playoff, ha perso 20 milioni, che sono una cifra vitale per le casse della società. Nella prossima edizione della Champions ci sarà un 40% di aumento dei ricavi, che chiaramente fanno gola a De Laurentiis. Quindi l’obiettivo di fare la Champions, ma anche di andare avanti almeno ai playoff, è fondamentale. Poi c’è la questione infortuni, che ha turbato questa stagione, De Laurentiis in primis. Conte dal canto suo vorrà capire quali sono gli obiettivi. Le posizioni sono chiare: De Laurentiis vuole miglioramenti dal punto di vista della gestione fisica dei calciatori. Conte vedremo cosa risponderà. Credo che ci passerà di mezzo lo staff medico ed è anche giusto, perché le responsabilità vanno divise anche con lo staff medico e con i preparatori atletici. Conte poi dovrà dare qualche garanzia in più a De Laurentiis sulla Champions. È qui, secondo me, il nodo: la costruzione della squadra e il mercato. Il Napoli vuole tagliare un po’ il monte ingaggi, non tantissimo, ma vuole ridurlo e soprattutto iniziare a ringiovanire la rosa. Se Conte condividerà queste politiche e accetterà magari di puntare su qualche calciatore meno pronto, meno impattante, allora si potrà andare avanti insieme. Altrimenti potrebbe anche aprirsi una strada che porta a una separazione. Non ho citato la Nazionale perché, per quello che mi risulta, non è quello il motivo per cui Conte lascerebbe il Napoli. Conte mette il Napoli come priorità assoluta, a patto che si condividano determinate idee”.
C’è anche l’ostacolo relativo ai calciatori bocciati da Conte e che potrebbero tornare? “Sì, qui credo che Conte, da allenatore di grande spessore e da uomo serio, si prenderà le sue responsabilità. I calciatori bocciati da lui, come Lindstrom, Cajuste e anche Gaetano, sono stati più che scelte, indicazioni di Conte. È vero che non si trattava di prime scelte, soprattutto Ngonge non era la sua prima scelta, però Conte ha indirizzato il mercato e qui credo che si farà un discorso anche coinvolgendo il direttore sportivo, mettendo sulla bilancia gli acquisti riusciti e quelli meno riusciti. Penso ad Anguissa, che è indubbiamente un acquisto riuscito, però penso anche a Gilmour che ad oggi non è un acquisto riuscito. De Laurentiis valuterà tutte queste componenti, fermo restando il nodo dei tanti prestiti che rientreranno. Dobbiamo capire anche cosa ne sarà di Zanoli, di Ostigard e di altri profili”.
Conte deve essere più malleabile per una permanenza? “Io credo che De Laurentiis sottoporrà anche questo tema. Mi risulta che De Laurentiis abbia notato, come tutti noi, il grande rendimento di Ostigard con il Genoa. Lui rimpiange di averlo ceduto, perché era un calciatore con un ingaggio basso e preso a poco, mandato via quando arrivò Conte. Dobbiamo capire che tipo di atteggiamento avrà Conte: se vorrà ancora vestire i panni da manager e quindi avere una grande incidenza sul mercato, oppure se aprirà effettivamente a una gestione più morbida e condivisa con il direttore sportivo. Il Napoli ha preso calciatori che non sono andati bene, ma anche altri molto interessanti e bravi. Le avvisaglie sono chiare: ringiovanire la rosa e tagliare il monte ingaggi porterà a un mercato più attento dal punto di vista degli investimenti e con una rosa da sfoltire. Qui Conte deve dare una risposta a De Laurentiis”.
Se dovesse esserci una separazione, quale potrebbe essere il profilo adatto? “Credo che uno dei motivi per cui De Laurentiis vorrebbe confermare Conte sia proprio la mancanza di un’alternativa dello stesso livello. De Laurentiis in passato ha commesso l’errore di rinunciare ad allenatori ben calati nella realtà e vincenti, penso a Spalletti, per poi ritrovarsi con un progetto da rifondare. Oggi non c’è un nome che dia a De Laurentiis la garanzia di competitività che offre Antonio Conte. Ecco perché sono ottimista sul futuro di Conte. Credo che De Laurentiis voglia quanto meno onorare il terzo anno di contratto. Ammesso che vogliano salutarsi, c’è poi da sistemare quest’anno di contratto. Non penso a un esonero per un discorso di costi e non penso neanche a una risoluzione, a meno che non ci sia un’altra società dietro. Su Sarri, da quello che so, si sono tornati a parlare. Dopo i problemi di salute avuti da Sarri, De Laurentiis lo ha chiamato e da lì si è riaperto un dialogo. Credo che De Laurentiis abbia raccolto la disponibilità di Sarri a tornare. È un allenatore che considera tra i migliori avuti a Napoli e che può offrire garanzie dal punto di vista della crescita dei calciatori, del rendimento e del gioco. Conte resta la priorità, ma Sarri è sicuramente un’ipotesi percorribile. Attenzione però: anche Sarri ha un contratto con la Lazio e anche qui una separazione sarebbe complicata”.
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