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Gazzetta, Malfitano: “Inter e Napoli in pole! Gutierrez via a 30mln? Sarebbe un capolavoro”

Gazzetta, Malfitano: “Inter e Napoli in pole! Gutierrez via a 30mln? Sarebbe un capolavoro”
Oggi alle 18:45Radio Tutto Napoli
di Antonio Noto
Salvatore Malfitano analizza il Centenario, il nuovo corso di Allegri e le strategie di mercato azzurre.

Salvatore Malfitano, giornalista de La Gazzetta dello Sport, è stato ospite della nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live su sito, app smartphone e smartTv e Dab Campania: "Secondo me è stato un secolo davvero ricco di storia, ricco di gloria anche per una città e per una squadra che hanno saputo anticipare i tempi e riscrivere un po’ le dinamiche del calcio fino a quello che conosciamo oggi.

Non parlo solo dell’Italia, parlo di un impatto mondiale che il Napoli ha avuto nella storia del calcio e che a volte, secondo me, è anche molto sottovalutato, magari soprattutto dalle nostre generazioni, che hanno un approccio meno curioso nei confronti della storia del club. Se io vi dicessi che il Napoli, per un periodo, è stato il club ad aver affrontato il costo maggiore per l’acquisto di un singolo calciatore, cioè quello che oggi magari è il Real Madrid o il Barcellona, parliamo di cose molto importanti proprio a livello di movimento internazionale. All’epoca era Jeppson quell’acquisto. Oggi sono Barcellona e Real Madrid, questi grandi colossi che riescono a muovere queste cifre, mentre all’epoca era il Napoli. Questo è solo per dirne una. Poi è divertente il fatto che in realtà non sia proprio il primo agosto la data ufficiale, ma il 25 agosto, che però viene retrodatato convenzionalmente al primo agosto e quindi festeggiamo oggi."

In questa stagione del Centenario cosa ti aspetti dal Napoli di Allegri? Può lottare realmente per lo Scudetto?

"Io penso di sì, perché, a differenza di altre squadre, il Napoli sta mantenendo quasi del tutto invariato il blocco che gli ha permesso di arrivare al secondo posto l’anno scorso, nonostante tutti gli infortuni e le emergenze che ci sono state. Ad oggi non vedo nessuna delle squadre che hanno chiuso alle spalle del Napoli che si sia rinforzata nella sostanza. Forse la Roma potrebbe arrivare un po’ più pronta a questa stagione, ma ad oggi non mi sembra un organico in grado di insidiare un posto nella prima fila della griglia prestagionale. Io metterei sempre Inter e Napoli davanti a tutte, per il momento. Le altre mi sembrano abbastanza in ritardo. Se il Napoli riuscisse a trovare quei due o tre innesti che servono, sia numericamente sia qualitativamente, per dare l’organico migliore possibile ad Allegri, perché non puntare allo Scudetto? L’Inter non mi sembra una squadra insormontabile. Non credo che sia in grado di rinforzarsi con calciatori che le possano cambiare il volto. Intanto, per tutti quelli che ci sono già in rosa, sarà passato un anno in più. Secondo me sarà un duello che promette bene."

Dopo il ritiro di Dimaro e i primi giorni di Castel di Sangro, quali impressioni ti ha lasciato il primo Napoli di Massimiliano Allegri?

"Ho avuto un’impressione che, secondo me, accomuna un po’ tutte le squadre di Allegri quando sbarca su una nuova panchina. Allegri cerca sempre di mantenere una continuità di fondo rispetto a quello che c’era l’anno precedente e poi è un allenatore che, man mano, studia l’assetto migliore per la squadra. Ricordo, ad esempio, quando arrivò alla Juventus: continuò con la difesa a tre e poi, a un certo punto, la Juventus cominciò a giocare con il 4-2-3-1, con Mandžukić esterno largo. È un allenatore che sa adattarsi, non parte da dogmi troppo rigidi. Secondo me il vero Napoli non lo vedremo neanche all’inizio della stagione. Cominceremo a vederlo dopo la sosta lunga, intorno alla metà di ottobre. Lì, secondo me, si inizierà a vedere il vero Napoli. Le partite viste finora sono amichevoli precampionato, nelle quali il fattore fisico incide molto, perché c’è una preparazione da gestire e i calciatori non sono al massimo della forma. Al tempo stesso c’è ancora da studiare quello che potrebbe essere l’undici titolare e in che modo metterlo in campo. Ad oggi siamo orientati su un 4-3-3, ma non mi sorprenderei se a ottobre il Napoli cominciasse a giocare con la difesa a tre oppure con tre o due giocatori dietro la punta, piuttosto che con due esterni. Sarà curioso vedere dove ci condurrà l’inizio della stagione dal punto di vista tattico."

La possibile cessione di Gutierrez può rappresentare il vero sblocco del mercato del Napoli? Ti aspetti un acquisto già durante il ritiro di Castel di Sangro?

"Innanzitutto, senza voler essere troppo polemico, credo sia giusto essere critici sul fatto che il Napoli aspetti la fine del mercato per provare a piazzare un colpo. Secondo me il Napoli avrebbe dovuto muoversi molto prima, sia in entrata sia in uscita. Le operazioni in uscita si possono concludere anche più velocemente, magari abbassando un po’ i prezzi o cercando soluzioni alternative. Arrivare alla fine del mercato rallenta tutti i percorsi di inserimento e adattamento dei calciatori, che poi non hanno svolto la preparazione estiva con la squadra. Sono tutte problematiche che già conosciamo. Per quanto riguarda l’eventuale cessione di Gutierrez, il Napoli non ha in prospettiva un acquisto da 30-40 milioni da fare. Nel momento in cui riuscisse davvero a incassare 30 milioni di euro per Gutierrez, come li ha chiesti, secondo me sarebbe un capolavoro a tutti gli effetti. Il calciatore è stato pagato poco più della metà, quindi sarebbe una plusvalenza purissima, arrivati a questo punto del suo contratto. Inoltre permetterebbe di andare a prendere quei due rinforzi mirati nelle zone in cui il Napoli ne ha bisogno."

In attacco ritieni necessario un altro intervento oppure Lukaku può essere un’alternativa valida a Hojlund?

"Mi auguro che non si intervenga in attacco, dove secondo me Lukaku è un’ottima seconda opzione rispetto a Hojlund. La gente si lamenta del suo ruolo di alternativa, ma parliamo di un calciatore che può essere utilizzato con continuità. Credo che almeno 30-35 presenze le faccia tutte. Anche perché Højlund ha avuto non solo dei problemi fisici, ma anche dei momenti di astinenza. Avere l’opzione Lukaku dalla panchina, secondo me, è fondamentale. Alzerebbe anche l’asticella dello stesso Rasmus Højlund. Avere un po’ di competizione in più in quel reparto può essere importante. Secondo me è anche un aspetto che l’anno scorso è mancato a Højlund per poter fare il grande salto. Vedremo in questa stagione che cosa accadrà, soprattutto lì davanti."