Giordano sicuro: "Il Napoli uscirà dal mercato rafforzatissimo! Nessuno potrà comprare quei 4"
Il giornalista della Gazzetta dello Sport Antonio Giordano è intervenuto nel corso di 'Napoli Talk' sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o qui per Android): "Lotta scudetto? Per me sono 2 più 3, non ci scappa. Lo dice la classifica, non lo dico io. Poi le valutazioni sono personali e perciò dico 2 più 3, le due sono l'Inter e il Napoli e più 3 sono il Milan, la Juventus e la Roma. Il campionato è troppo corto per pensare che a 18 giorni dalla fine sia un affare privato e non siamo in presenza di un duopolio. E' un pentapartito che cercando insomma di superarsi all'interno di questa sfida e diventando veramente spettacolare. La Juve comincia ad assumere le sembianze di Spalletti, sul quale nutro una stima che insomma mi sembra palpabile, già da quelle frasi. Gasperini sempre una garanzia? Certo, assolutamente, è un allenatore che ha sempre dato un'impronta molto molto chiara alle sue squadre e ha lavorato sempre bene. Prima stagione a Roma. E poi vale per Allegri quello che sappiamo tutti, la sua storia, la sua vissuta, la capacità di essere leader dentro le squadre, tanto nelle grandi come il Milan-Juventus e quanto nelle piccole come il Cagliari. Quindi credo che sia giusto ritenere queste tre antagoniste di fatto dell'Inter, che è la favorita, perché quattro punti di vantaggio sul Napoli e tre sul Milan contano.
E poi il Napoli che credo uscirà dal mercato rafforzatissimo. Ne sono sicuro, qualcuno, no. Nessuno può comprare Anguissa, nessuno potrà comprare Gilmour, nessuno potrà comprare Lukaku, nessuno potrà comprare, e questo però accadrà più in De Bruyne. Se stai lì a quattro dall'Inter e ci metti questi giocatori e poi ti rientreranno, glielo auguro, Meret, che è uno dei ragazzi più sfortunati che abbiamo avuto modo di incontrare, e Neres, perché non ce lo dobbiamo dimenticare, abbiamo cambiato il valore assoluto dell'organico.
Sorpreso dalla scelta di Raspadori? Al Napoli ci hanno pensato, ma che gli altri fossero in vantaggio era abbastanza chiaro. Credo che per caratteristiche Raspadori per me va bene sempre in tutti i ruoli d’attacco, tranne da mezzala che non mi piace. Va in una grande squadra di un allenatore che a me piace tantissimo Quando era calciatore, ero innamorato di Palladino. Poteva fare l’esterno il falso 9, un po’ come Raspadori me con un fisico diverso, anche con una struttura ovviamente più potente ma non possente. Un'eleganza innata e quindi si vedeva anche quando ne parlavo di lui.
Mi aspetto un giorno Palladino sulla panchina del Napoli? No, non lo so perché poi queste sono cose abbastanza lontane. Lui ha appena cominciato questa sua nuova vita, l'ha cominciata bene, perché tra Monza e Firenze ha fatto benissimo. Devo dire che non credevo facesse così bene all'Atalanta, nel senso che pensavo che l'Atalanta avesse più di un problema, per tante cose, la vicenda Lookman, forse un po' di sazietà, invece mi sono sbagliato, è più bravo di quello che sospettavo, l'Atalanta è più brava del calcio, molto vicino, non vicinissimo a quello di Gasperini, che per me non è replicabile quello che ha fatto a Bergamo, appartiene alla storia del calcio. Però Palladino è veramente bravo e poi all'Atalanta c'è un'area manageriale di grande livello, cito Toni D'Amico, sul quale sono legato perché lo voglio bene. Perché è un ragazzo a modo, perché sta di calcio e perché è stato il centrocampista della Cavese.
Evoluzione e incidenza del Var? Io sono favorevolissimo al VAR, perché il VAR doveva avere una funzione cioè quella di sanare tutte le stramberie che accadono durante una partita, diciamo sopra l'area di rigore e che sono contrari a chi gestisce il sistema. Non lo dico mica per partito preso. Il discorso è molto più serio di quello che lo vogliamo far sembrare, a volte banalizzandolo dietro un episodio che può essere vero. Sistema arbitrale è un sistema collassato da tempo per cause non di forza maggiore ma di etica assoluta, se il capo della procura federale del mondo arbitrale deve sottoporsi a cinque anni a otto mesi di carcere per detenzione di sostanze stupefacenti del mercato internazionale, insomma c'è un problema. C'è un problema come se il presidente del CSM, è la legalità che manifesta la totale illegalità, c'è la delinquenza organizzata, se il presidente dell'AIA viene squalificato per 13 mesi e non decade, perché ci sono delle norme che consentono almeno fino al secondo grado di giudizio e di difenderti come è anche giusto. Però intanto è stato condannato dalla procura federale, intanto vuol dire che ci sono delle cose che sono accadute, per esempio le pressioni su due designatori. Poi ci aggiungiamo tutto quello che succede ogni santo giorno, ogni santa partita in campo. Il paradosso di tutto questo discorso è che noi domenica sera abbiamo visto un grande arbitro in campo, Inter-Napoli è stata arbitrata in una delle maniere più belle che io ricordo, non dico quanti anni, non vado a citare Casarin, Agnolin ed Elia, che rappresentano la stella polare della mia infanzia. Doveri ha arbitrato da Dio, era da dargli 8 nel primo tempo, soltanto che succede che ci scappa un rigore in una di quelle zone opache che hanno inserito dentro il VAR, E’ dentro il nuovo calcio, il calcio definito contemporaneo, è un obbrobrio assoluto, Non ha colpa Doveri, se non avesse dato quel rigore staremmo ancora parlando perché giustamente l'Inter si sarebbe risentita, a chi ti fa Napoli, visto che siamo su una radio di Napoli, io dico se fosse stato l'incontrario, se tutto questo fosse successo nell'area di rigore dell'Inter e non avessero dato il rigore come avreste reagito? L'ho chiesto anche io. Era doveroso dare il rigore, per una cosa assurda, perché c'è un contatto dopo che Mkhitaryan ha già toccato il pallone, il pallone è stato indirizzato, l'Inter è ancora in possesso del pallone che non può essere utilizzato da Mkhitaryan sul quale finisce lo scarpino di Rrhamani. C'è un'azione morta, quell'azione, quella di Mkhitaryan è morta, non era morta quella di Pesilli sul Politano a Roma. Tanto per fare un esempio che la gente ricorda. In quella circostanza l'arbitro non venne richiamato. Ve ne cito ancora un altro, Doveri ha arbitrato lo spareggio per la salvezza in Serie B, l'intervento nell'area di rigore è simile, forse identico, a quello di domenica sera, forse un pezzettino con qualche frazione in secondo in più, dovrei andarlo a rivedere. Quella volta Valeri non viene chiamato al VAR, l'avessero chiamato avrebbe dato il rigore. A quello mi riferivo quando parlo di trasformazione quasi da, come dire, da moderatore di eventi enormemente fallaci, sbagliati. Alla Maurizio Mosca, insomma sì, siamo a quel livello, quella dimensione lì”.
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