Il mental coach Tirelli: "C'è un unico mantra nella testa dei giocatori del Napoli"
Stefano Tirelli, mental coach, è intervenuto nel corso de "Il Bar di Tuttonapoli", trasmissione sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (qui per Iphone o qui per Android). Di seguito le sue dichiarazioni.
Per il Napoli -7 dall'Inter: c'è uno spiraglio e che lavoro si fa sulla testa dei giocatori?
"Lo spiraglio è un dato di fatto perché i punti in gioco sono ancora tanti. In questi casi è come se si dovesse portare dentro ad ognuno dei giocatori un'unica grande affermazione, che è 'si può fare', senza alcun dubbio. Non bisogna lasciare alcuna possibilità di incertezza anche perché le parole chiave sono consapevolezza e quindi possibilità di raggiungere l'obiettivo. La consapevolezza è data dal fatto è che quando in Napoli è in formazione tipo o quasi, quando recupera la maggior parte dei giocatori, si nota la forza della squadra: questo da oggi in poi deve portare al mantra del 'si può fare', un mantra continuo".
Cosa può succedere invece ai giocatori dell'Inter:
"Timore e paura sono due parole che differiscono. Si parla di paura quando si vive un'emozione molto forte che ci mette in crisi, senza un dato effettivo a cui riferirci. Mentre il timore è l'analisi oggettiva della situazione, che per quanto riguarda l'Inter è in divenire, è in miglioramento se guardiamo l'ultima partita, però il timore è dato dal fatto che si riconosce che il Napoli è lì a 7 punti e sta continuando a macinare vittorie. Dall'altra parte l'Inter anche ha delle motivazioni importante: oltre all'obiettivo scudetto, ci sono dei giocatori che hanno un desiderio di rivalsa, conosciamo tutti gli episodi... Diciamo che è molto equilibrata questa sfida mentale. Da una parte c'è un 'più di questo non possiamo perdere', nel Napoli, una leggerezza maggiore; dall'altra parte l'Inter ha una forza di rivincere che ha dimostrato contro la Roma reagendo positivamente".
La paura ha contato per i giocatori dell'Italia?
"La parte mentale va di pari passo con quella fisica. Ciò che manca all'Italia negli ultimi lustri purtroppo è la capacità di mantenere dei ritmi per tutti i 90 minuti. Quello che manca a livello italiano è una capacità di espressione fisica costantemente ad alta intensità, questo limitato da un iper tatticismo che fa parte della filosofia italiano che ormai in Europa non paga più. Succede che se a livello fisico ti mancano delle energie - che nelle altre squadre permangono per tutti i 90 minuti - siccome devi distribuire il carico energetico non solo ai muscoli ma anche al cervello, e allora hai meno lucidità e meno capacità di mantenere l'attivazione mentale fino all'ultimo secondo. L'Italia sta svillupando un'organizzazione in termini di rinforzo e forza mentale, ma probabilmente dobbiamo lavorare di più".
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