Il punto del Direttore: "Napoli troppo piatto, ha bisogno di Alisson. E lui merita di partire dal 1'"
Il direttore di Tutto Napoli Antonio Gaito ha fatto il punto della situazione in vista di Parma-Napoli, nel corso di 'Sabato Azzurro' su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android).
Quanto pesa l’assenza di Lautaro Martinez per l’Inter?
"Sicuramente è un giocatore fondamentale per l'Inter, però al di là di quello che può essere il suo contributo tecnico e di peso in area di rigore, sottolineiamo anche le doti da leader, di carisma e di trascinatore. È un'assenza che può pesare anche in questo senso. Rispetto all'anno scorso l'Inter ha qualche punto in più anche perché ha saputo assicurarsi dei sostituti migliori in attacco. L'anno scorso, quando mancava Lautaro o Thuram, c'era necessità di turnover con Taremi e Arnautovic e lì l'Inter ha perso punti. Quest'anno Bonny all'inizio e poi Esposito hanno dato qualcosa in più, quindi ha sostituti migliori. Però in questo momento l'assenza di Lautaro per almeno due o tre partite può essere pesante, perché dà anche un segnale agli altri: senza di lui l'Inter può avere più difficoltà e può essere meno resiliente."
Che partita deve fare il Napoli contro il Parma?
"Il compito del Napoli è vincere questa partita con il Parma, perché vincendo gli puoi mettere pressione e loro non hanno la loro guida. Ho reso l'idea che questa squadra in questo momento ha bisogno di Alisson Santos, perché è una squadra un po' troppo piatta, che fatica a trovare la verticalità. Ha bisogno di accelerazioni anche singole. Col Parma ancora di più, perché è una squadra con baricentro molto basso, molto solida, prende pochi gol ed è molto organizzata. Se il Napoli vince con Alisson che entra e fa la giocata decisiva è bravissimo Conte, ma io resto dell'idea che è meglio non regalare il primo tempo come spesso accaduto, perché poi si prova a recuperare nel secondo tempo."
Sulla partita d'andata e l'assenza di Pellegrino:
"Io la partita dell'andata non la prenderei tanto in considerazione, perché il Napoli in quel periodo era senza forze e giocava ogni tre giorni. Ora è un altro Napoli, con più recuperi e meno partite ravvicinate. Pellegrino secondo me è un'assenza importante, perché permette al Parma di giocare con baricentro basso: è un attaccante che difende bene il pallone, fa salire la squadra e subisce tanti falli. Uno che piacerebbe a Conte per intenderci. Non hanno un'alternativa e questa assenza li penalizza molto, anche sulle palle inattive, dove è utile sia in attacco che in difesa."
Pellegrino potrebbe essere un profilo utile al Napoli in futuro?
"Non è una notizia, il mio era un riferimento alla spesa per Lucca. Era solo una riflessione sulle caratteristiche. A volte si possono evitare spese elevate per un'alternativa se si individuano bene i profili. Pellegrino avrà dei limiti tecnici, però ha caratteristiche precise: difesa del pallone, fisicità e capacità di subire falli. È terzo per falli subiti e primo per falli fatti tra gli attaccanti, quindi è specializzato in questo gioco di grande lotta. Conte vuole quel tipo di gioco e abbiamo visto che altri giocatori non riescono a farlo perché hanno caratteristiche diverse."
Il Napoli ha difficoltà nella gestione delle partite?
"Sì, anche nelle vittorie il Napoli arriva con grande sofferenza e spesso attraverso episodi. Non è un Napoli che dà grandi garanzie. Siamo concentrati sui passi falsi dell'Inter, ma il Napoli deve provare a vincerle tutte e non è semplice perché ha diversi limiti. Per questo insistevo su Alisson Santos: ti aiuta a nascondere i limiti di manovra e gestione, perché può accendere la luce da solo e creare superiorità contro squadre chiuse."
Alisson Santos dovrebbe giocare titolare?
"C'è risultatismo alla base delle analisi: se il Napoli vince con una giocata di Alisson entrando dalla panchina, allora la scelta è giusta. Però per come è stato determinante in mezz'ora poteva dare di più anche nel primo tempo, dove si è costruito poco o nulla. Per fortuna Conte lo ha inserito, perché non sempre succede se vedi Allegri che mette Leao solo quando prende gol, ma secondo me merita anche per meritocrazia di partire dall'inizio. Al massimo, se non parte titolare, dovrebbe entrare prima, perché è una carta molto importante, forse il giocatore più caldo del campionato"
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