Verso Inter-Napoli, Forgione: "Basta atteggiamento remissivo! Vergara? Non serve proteggerlo"
Angelo Forgione, giornalista e scrittore, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, la prima radio tematica sul Napoli in onda tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e Dab Campania: "Alla terza giornata non può mai essere una sfida Scudetto. Sicuramente è una partita di cartello che arriva persino troppo presto, considerando che si affrontano la prima e la seconda dello scorso campionato e che subito dopo comincerà anche la Champions League. Ci darà però delle indicazioni: capiremo se il Napoli sta crescendo e se riuscirà a mantenere, ridurre o aumentare il distacco dall'Inter. Dopo la sconfitta casalinga contro il Como, che considero un'altra concorrente diretta, il Napoli si è già messo in una situazione psicologicamente complicata. A Milano bisognerà capire soprattutto se andrà per provare a vincere oppure con la paura di perdere".
Allegri ha detto che quella con l'Inter è una partita che "va giocata". Ti convince questo approccio?
"Non mi convince molto, perché tutte le partite vanno giocate. Non capisco fino in fondo la retorica di questa dichiarazione e un po' mi preoccupa. L'idea che anche un pareggio possa andare bene rientra nella filosofia di Allegri. Se parti così rischi di essere, non dico sconfitto, ma almeno un po' remissivo. Poi magari le partite le vinci comunque, perché Allegri ha dimostrato di saperlo fare. Però credo che un allenatore moderno debba innanzitutto trasmettere la volontà di vincere".
Una partita come quella contro l'Inter può essere più congeniale al calcio di Allegri rispetto a quella con il Como?
"Sicuramente contro l'Inter concentrazione e stimoli vengono quasi automaticamente. Il problema è riuscire ad avere lo stesso livello di applicazione contro Como o Genoa. Bisogna alzare il livello standard di concentrazione e cominciare anche a prendere coscienza delle potenzialità della squadra. Se non attacchi tu, oggi nel calcio ti attaccano gli altri. Contro una squadra come il Como, se permetti all'avversario di arrivare continuamente nella tua area di rigore, devi aspettarti che prima o poi accada qualcosa di negativo".
Il Napoli ha le caratteristiche per giocare basso, soffrire e provare a colpire in poche occasioni?
"È proprio questo il dubbio. Il Napoli con Conte aveva imparato a giocare in un'altra maniera. Poteva anche ripartire, ma manteneva generalmente un baricentro medio-alto e in determinati momenti lo alzava ulteriormente. Non ricordo una squadra costantemente schiacciata come quella vista contro Como e Genoa. Se i centrocampisti provano ad andare in pressione ma il resto della squadra non sale, finisci per scollegare i reparti e peggiorare la situazione".
Quindi temi che quello visto finora possa essere il Napoli definitivo di Allegri?
"Voglio sperare di no. Siamo soltanto all'inizio e probabilmente siamo anche un po' prevenuti nei confronti di Allegri. Vediamo quale sarà l'atteggiamento contro l'Inter, perché rappresenta un banco di prova importante contro quella che probabilmente è la squadra più forte del campionato. Poi arriverà l'Arsenal. Como, Inter e Arsenal sono tre partite consecutive che ci diranno molto su quanto la squadra stia assimilando i dettami del nuovo allenatore. La prima è andata male, speriamo che la seconda e la terza ci dicano qualcosa di positivo".
Il bilancio delle prime due partite è comunque negativo?
"Per me è assolutamente negativo. Bisogna avere equilibrio nei giudizi, ma non capisco come si possa essere particolarmente ottimisti dopo quello che abbiamo visto. Le due partite sono state quasi speculari: per circa sessanta minuti un Napoli remissivo e poi una squadra che prova ad attaccare per vincere contro il Genoa o recuperare contro il Como. La prima l'hai vinta perché davanti avevi il Genoa, la seconda l'hai persa perché il Como è una squadra ormai cinica e pericolosa, capace di castigarti al primo errore".
Allegri ha attribuito alcune difficoltà agli errori tecnici individuali. È una spiegazione sufficiente?
"Gli errori tecnici ci sono stati, ma bisogna anche capire perché arrivano. Quando sei costantemente in sofferenza è più facile sbagliare. Anguissa commette un errore, ma arrivava dopo tante costruzioni complicate contro il pressing del Como. Olivera sbaglia, ma si è trovato spesso nell'uno contro uno. Non possiamo ridurre tutto all'errore individuale senza analizzare il contesto che lo ha prodotto".
Allegri insiste molto sulla necessità di saper soffrire. È questo l'aspetto che ti convince meno?
"Una squadra deve certamente saper soffrire, ma all'interno di una partita. Non puoi attaccare per novanta minuti e ci saranno sempre fasi nelle quali l'avversario viene fuori. Il problema nasce quando imposti la gara partendo dall'idea di stare dietro, soffrire e poi provare a colpire. Se metti la squadra nella condizione di soffrire per impostazione, rischi che accada il peggio. Considerando anche le difficoltà attuali della difesa, forse sarebbe meglio provare ad attaccare di più e tenere il pericolo lontano dalla propria area".
Allegri ha detto che non bisogna dare troppe responsabilità a Vergara perché ha ancora poche presenze in Serie A. Sei d'accordo?
"Non voglio essere troppo polemico con quella dichiarazione, forse ha semplicemente sbagliato il termine 'responsabilità'. Credo volesse dire che Vergara non debba essere considerato un titolare inamovibile, e questo lo posso comprendere perché il Napoli ha tanti giocatori importanti. Ma Vergara ha già dimostrato di sapersi responsabilizzare da solo e di avere le spalle larghe. Lo ha fatto in momenti di grande difficoltà della squadra, sia in campionato sia addirittura in Champions League, mostrando grande serenità".
Quindi non ritieni necessario proteggerlo particolarmente?
"No, non credo ne abbia bisogno. Ha dimostrato di possedere qualità importanti e secondo me può diventare un calciatore di altissimo livello. Non dico necessariamente un fuoriclasse, ma sicuramente un giocatore importante. Non bisogna proteggerlo come se fosse ancora un ragazzino. Naturalmente può capitare che in una partita non entri e venga preferito un altro calciatore: questo fa parte delle scelte di un allenatore".
Ti aspetti di vedere Vergara contro l'Inter?
"Credo che giocherà, magari partendo dalla panchina. Adesso le alternative in quella zona del campo sono diminuite e quindi aumentano le possibilità che venga utilizzato durante i novanta minuti. Del resto oggi si può essere titolari anche entrando dalla panchina, soprattutto se dimostri di essere un calciatore capace di cambiare le partite".
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