Meret o Milinkovic? Monti: "Dura cedere il serbo senza fare minusvalenza"
Gianluca Monti, giornalista de Il Mattino, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video: "I tifosi si convincono sempre e soltanto con i risultati. Vale per Allegri come per qualsiasi altro allenatore. Non esiste una formula alternativa. Credo però che sarà fondamentale il suo impatto all'interno dello spogliatoio. Non tanto dal punto di vista mediatico, perché Allegri è sempre stato un grande comunicatore, ma nella gestione dei rapporti con quei calciatori che magari non si sono sentiti valorizzati fino in fondo nella gestione Conte. Sono convinto che proverà a creare subito empatia con il gruppo. Il suo credo è sempre stato molto chiaro: se hai giocatori forti devi metterli nelle condizioni di rendere al massimo. Il Napoli ha una rosa di valore e Allegri dovrà costruire quel rapporto che permetta ai calciatori di trascinarlo verso gli obiettivi che il club si è prefissato".
Lukaku e De Bruyne non hanno brillato al Mondiale. Ti aspetti una loro rinascita con Allegri?
"Visti ieri, sinceramente, non mi hanno impressionato. Soprattutto Lukaku mi è sembrato lontano dalla migliore condizione. Però questo discorso racconta anche altro: il livello attuale del calcio italiano. Molti calciatori che in Serie A fanno la differenza, quando escono dal nostro contesto e si confrontano con altre realtà, non sempre riescono a mantenere lo stesso impatto. Questo non significa che siano scarsi, ma che il livello generale del nostro campionato non è più quello di una volta. Detto questo, nel calcio italiano questi restano giocatori importanti. Se Allegri riuscirà a metterli nelle condizioni ideali, potranno ancora incidere. Tutto è relativo: nel nostro campionato il Napoli resta una squadra forte e questi calciatori possono ancora fare la differenza".
De Laurentiis continua a parlare di strutture e futuro del club. Cosa ti aspetti?
"La questione delle strutture è il vero tema. Se c'è una cosa che il Napoli dovrebbe accelerare è proprio questa. Da oltre vent'anni si parla di centro sportivo e di investimenti infrastrutturali, ma siamo ancora ai progetti. In prospettiva di una futura cessione del club, patrimonializzare la società sarebbe fondamentale. Non solo per eventuali investitori, ma anche per lasciare qualcosa di concreto alla città. Mi auguro che questo possa essere il momento giusto, anche se resto prudente: tra il dire e il fare, su questo argomento, c'è sempre stata una certa distanza".
Il Napoli sarà ancora competitivo per lo scudetto?
"Assolutamente sì. Io condivido quanto detto da De Laurentiis. Anche senza rivoluzioni il Napoli resta una squadra in grado di lottare con l'Inter. Il mercato servirà soprattutto per migliorare la profondità della rosa e ridurre il divario tra titolari e riserve. Ma la base è già molto forte. Continuo a pensare che il Napoli sia una grande squadra per un campionato che resta mediamente mediocre. E in questo contesto parte ancora tra le favorite".
Come immagini il futuro della porta azzurra tra Meret e Milinkovic-Savic?
"Su Milinkovic-Savic il Napoli ha investito molto e non credo sia così semplice pensare a una cessione immediata. Quando sento dire che andrà via, mi chiedo sempre: dove e a quali condizioni? Meret resta un portiere affidabile e di assoluto livello. Semmai il tema riguarda la gestione dei ruoli. L'accoppiata con Milinkovic-Savic è forte, ma probabilmente poco chiara nelle gerarchie. Serve capire chi sarà il titolare e chi il secondo. Inoltre bisogna considerare anche l'aspetto fisico: Meret non offre sempre le stesse garanzie dal punto di vista della continuità. Per questo avere un'alternativa credibile è fondamentale. Ma non credo che questa sia una situazione destinata a risolversi nel giro di pochi giorni. Potrebbe trascinarsi anche fino alla parte finale del mercato".
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