Parole Conte su mercato, Lupo: "Poco rispettoso del club e di Manna"
Fabio Lupo, direttore sportivo, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi seguire sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o per Android), qui sul sito anche in video.
Pochi sanno o ricordano che Fabio Lupo, ex direttore sportivo del Palermo, poteva essere il primo a portare Lobotka in Italia.
"Parliamo della stagione 2017-2018. Poi ci fu il salto a Vigo, giustamente, ma rimane quel rimpianto. Quell’anno, tra Loboka e Guendouzi, non so quale dei due mi sia dispiaciuto di più non essere riuscito a prendere per un pelo. Però va bene così. È andata bene al Napoli? No, ma anche Guendouzi poteva essere un’opportunità. Quell’anno facemmo un grande lavoro di scouting, eravamo in anticipo su tante situazioni, ma poi alcuni problemi economici, che si evidenziarono e portarono al fallimento del Palermo due anni dopo, non ci permisero di raggiungere quegli obiettivi. Però qualcosa di buono l’avevamo intuito."
Riferendosi ad Alisson Santos e a Giovane ha detto, Conte ha detto: “Hanno preso questi ragazzi, io proverò ad aiutarli”. Non ha usato il “noi”. Che effetto può fare, mediaticamente, per un direttore sportivo?
"In effetti non ha suonato benissimo, soprattutto perché in altre occasioni aveva detto “abbiamo preso”. Ha voluto sottolineare questo aspetto e, diciamo così, non è stato elegante né rispettoso. È come se Manna avesse detto: “Hanno perso i ragazzi, ha perso Conte”. Non si può fare un distinguo così netto. Allenatori e direttori sportivi devono essere un tutt’uno davanti alla squadra e all’ambiente. Poi, internamente, possono esserci divergenze anche ideologiche o comprensibili contrasti, ma davanti ai microfoni bisogna essere compatti. Altrimenti si trasmette un segnale negativo. Credo che questa volta Conte non abbia avuto rispetto di Manna. E aggiungo: se tu, Antonio Conte, che sei un allenatore di altissimo livello, subisci un mercato, anche quella è una tua responsabilità, ammesso che sia effettivamente così."
In estate molte richieste di Conte erano state accontentate. È d’accordo?
"Sì, è stato fatto un mercato importante, costruendo una rosa di grande livello e profondità. Poi sono subentrati molti infortuni, che hanno creato problemi di disponibilità. Alcuni aspetti sono legati anche a questioni muscolari, quindi probabilmente alla gestione dell’organico nelle tre competizioni. Però la rosa estiva era importante e il Napoli si presentava come protagonista per lo scudetto e per un percorso di rilievo in Champions. Stanno mancando alcuni risultati e questo dispiace alla piazza e a Conte. Ma così come gli sono stati riconosciuti grandi meriti per la vittoria dello scorso anno, qualche responsabilità va attribuita anche a lui se la stagione non è all’altezza delle aspettative."
Quali responsabilità, direttore?
"Probabilmente la gestione della rosa e la selezione degli obiettivi. Così si rischia di non raggiungerne nessuno: né la conferma dello scudetto, né un percorso significativo in Champions. La Coppa Italia si è interrotta, che è comunque un traguardo importante, e ora rischia anche la qualificazione in Champions. È una stagione complicata rispetto alle potenzialità dell’organico. Quando si vince si raccolgono i meriti, quando le cose non vanno bisogna assumersi le responsabilità."
Un giudizio su Perrone, centrocampista del Como accostato al Napoli e protagonista ieri al Maradona? Può essere un profilo da Napoli?
"Sì, sta dimostrando una continuità impressionante. Ho visto il Como diverse volte e lui è sempre stato protagonista. È utilizzabile in più sistemi: può fare il doppio mediano, il play, l’interno. Ha qualità di palleggio ed è un calciatore molto duttile. È in una fase di completamento del suo percorso professionale e calcistico."
I dati dicono che è stato il giocatore con più duelli vinti, più contrasti, più passaggi completati in zona d’attacco e più palloni recuperati. Che ne pensa?
"Questa analisi conferma quello che dicevo: è un calciatore completo, sa fare la cosa giusta in ogni zona del campo. È un 2003, quindi molto giovane. Non parliamo di 23 o 24 anni, ma di un ragazzo nel pieno della sua crescita. L’esperienza in Italia lo sta maturando. È pronto per palcoscenici ancora più importanti, fermo restando che il Como sta diventando una realtà di grande ambizione."
In chiusura su Giovane, che tipo di calciatore ha acquistato il Napoli?
"È un giocatore di enormi qualità tecniche. Però forse il suo percorso andava completato prima. Non so se fosse il momento giusto per lui per arrivare a Napoli e risolvere i problemi della squadra. Forse poteva venire per completare la rosa, fare sei mesi di ambientamento e poi esplodere l’anno prossimo. Le qualità non si discutono, ma forse non era questo il momento giusto né per lui né per il Napoli."
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