Pastore: "Atalanta-Napoli peggio di Inter-Juve! Si parla di Chiffi, ma il disastro è del Var"
Giuseppe Pastore, giornalista di Cronache di Spogliatoio, è intervenuto nel corso di "Napoli Talk" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android): “Il solito lunedì di lamentele. Poi aspettiamo il martedì, escono gli audio, ci facciamo il sangue amaro ancora un po’ e poi ripartiamo nel weekend successivo. È una stagione che ci sta avvitando in una spirale di recriminazioni e polemiche”.
Hai detto che Atalanta-Napoli è stato persino peggio di Inter-Juve sul piano arbitrale. Perché?
“Sì, secondo me è peggio. In Inter-Juve c’è un episodio grave ma anche ‘sfortunato’: Bastoni simula, però dal vivo in tanti avremmo giurato fosse fallo. Qui invece c’è il doppio standard di Chiffi e Aureliano: soprattutto Aureliano, che sta passando un po’ in silenzio. Il VAR resta zitto sul secondo episodio e questo crea un pasticcio sconcertante, che si aggiunge a una serie lunga e ormai noiosa”.
Il Napoli ha scelto Manna per commentare. Ti è piaciuta la sua uscita?
“Devo dire la verità: no. Non perché non avesse, tra virgolette, ragione, ma perché è una pratica ormai diffusa mandare un dirigente a parlare e lamentarsi… però Manna non è Marotta, per usare un eufemismo. Mi è sembrato un po’ goffo, un po’ agitato. E questa reazione di nervi non va bene: agitare spettri e sospetti rischia di innervosire anche i giocatori”.
Quindi come se ne esce, se non parlano i club?
“Non lo so. Però dovrebbe parlare chi guida il sistema: il responsabile arbitrale è sparito da mesi, e resta il primo responsabile insieme a Gravina, che come presidente federale ha in mano anche la gestione complessiva. Gli arbitri mi sembrano nervosi, impauriti, quasi terrorizzati: e questo porta ad altri errori, soprattutto nelle partite più delicate”.
Open VAR è una buona idea o un boomerang?
“È un’ottima idea, perché tutti vogliamo trasparenza: sentire cosa si dicono gli arbitri e come si arriva a una decisione va nella direzione giusta. Il problema è quando la trasparenza diventa ‘a pezzi’: alcune cose non le sentiamo, altre vengono tagliate, non si presenta più chi dovrebbe commentare. Così si crea ancora più distacco con i tifosi”.
Secondo te in Italia è saltato il concetto di ‘chiaro ed evidente errore’?
“Ormai è caduto qualunque protocollo. Milan-Parma è un esempio perfetto: se fischi un fallo su Maignan, una decisione che può avere un senso, non puoi poi cambiarla al VAR se non è un chiaro ed evidente errore. E invece succede. Nel calcio ideale, il rigore o un gol annullato dovrebbero arrivare solo in casi davvero estremi. Qui invece si entra su episodi grigi e si cambia rotta”.
Il paradosso è che più se ne parla in tv, meno dovrebbe essere ‘chiaro ed evidente’…
“Esatto. Se un episodio genera mezz’ora di discussione in ogni studio, vuol dire che non è chiaro ed evidente. Il problema è che si vuole rendere tutto complicato. E in Champions tanti di questi contatti nemmeno vengono guardati: sembra davvero un altro regolamento”.
Passiamo al campo: il Napoli rischia la qualificazione Champions?
“No, però deve fare punti. Direi che l’obiettivo minimo è fare 9 punti nelle prossime tre partite, con la settimana libera e avversari inferiori, due dei quali in grave crisi. Poi magari recuperi anche qualche infortunato e allunghi un po’ la rosa. Secondo me non serviranno 36 punti da qui alla fine: per il quarto posto ne basteranno una ventina”.
Però ti ha colpito il tracollo del Napoli nel secondo tempo a Bergamo…
“Sì, e non c’entra l’arbitraggio. Una squadra di Conte che viene giù in modo così verticale mi fa pensare che ci sia poca benzina nella testa. Mancano tante giornate: attenzione, perché questa cosa non è ‘contiana’ e va capita”.
Palladino cambia la partita coi cambi, il Napoli invece si spegne. È un tema?
“È un tema enorme. L’Atalanta ha tradizione di gare cambiate dalla panchina e ha una profondità che la rende temibile. Il Napoli fa i cambi e muore su se stesso: le riserve quest’anno incidono poco. E giocatori come Politano e Lukaku, in questo momento, non mi sembrano in grado di spostare davvero”.
Cosa ti è sembrato “strano” oltre agli episodi arbitrali?
“Due gol di testa, gol da calcio d’angolo: cose che al Napoli succedono raramente. E poi la partita, fino al 55’, sembrava indirizzata: Atalanta stanca per la Champions, Napoli dominante. Invece è arrivata un’ondata contraria. E ho la sensazione che il Napoli abbia concentrato tutto il dibattito sull’arbitraggio, bypassando alcune domande di campo”.
Che tipo di risposte deve dare Conte?
“Conte dovrebbe spiegare perché il Napoli, in diverse trasferte, ha mostrato un filo conduttore negativo: o non si accende, oppure stacca la spina. E questo ha poco a che vedere con la sua carriera. Forse si soffre anche l’assenza di un obiettivo ‘nobile’: lo scudetto era l’unico che potesse accendere davvero. Secondo, terzo, quarto posto non scaldano allo stesso modo. E da qui possono arrivare certi cali di tensione”.
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