Questura nega divieto striscioni ad ADL, Tarallo: “Vi racconto cos'è accaduto"
Carlo Tarallo, giornalista di Notix.it che in esclusiva ha raccontato del tentativo di ADL di vietare gli striscioni bocciato dalla Questura, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania: "Abbiamo appreso che ieri mattina De Laurentiis avrebbe – uso il condizionale, ma ne sono certo – chiesto di adattare il regolamento d’uso del Maradona, integrandolo con il divieto di esporre striscioni in tutti i settori dello stadio. Quindi non soltanto nelle curve, ma anche nei distinti, dove sono presenti gli striscioni dei vari club”.
Si sa anche perché sarebbe stata presa questa decisione? “Purtroppo qui si apre un capitolo, perché per motivi che mi sono completamente ignoti e sconosciuti, quest’anno si sta nuovamente surriscaldando e inasprendo il rapporto tra De Laurentiis e le curve. Naturalmente questo è un provvedimento che, secondo De Laurentiis, avrebbe dovuto colpire tutto lo stadio, perché altrimenti sarebbe stato veramente allucinante, ma aveva l’obiettivo di impedire ai gruppi organizzati delle curve di esporre una delle loro principali bandiere identitarie: il classico striscione che identifica i gruppi. Io registro un clima che non mi piace. Ci sono state contestazioni a De Laurentiis anche a Genova. So che a Castel di Sangro i gruppi erano arrivati – lo abbiamo anche filmato e abbiamo pubblicato dei video – ma non sono arrivati proprio sotto l’hotel dove alloggiava il Napoli. Lì, come al solito, i tifosi volevano soltanto inneggiare alla squadra e darle il proprio sostegno in vista dell’inizio del campionato”.
Cosa è successo dopo? La società ha avuto un confronto con le autorità? “La questura avrebbe fatto notare a De Laurentiis che una decisione del genere avrebbe causato enormi problemi anche dal punto di vista dell’applicazione. Sarebbe stata una misura che, di fatto, avrebbe riguardato soltanto il Maradona, perché in tutti gli stadi d’Italia e del mondo gli striscioni che identificano gruppi con storie decennali vengono normalmente esposti. Non parliamo, naturalmente, di uno striscione offensivo, razzista o violento. Si tratta semplicemente di striscioni che identificano il gruppo che si colloca in quella parte dello stadio. La questura avrebbe quindi fatto presente a De Laurentiis che una decisione del genere avrebbe creato enormi problemi. E poi chi si sarebbe trovato a gestirli? La questura stessa e le forze dell’ordine".
Qual è il tuo giudizio su questa situazione, soprattutto nell’anno del centenario? “Assolutamente nell’anno del centenario, con una stagione che si preannuncia difficile per il Napoli ma anche molto appetitosa, perché la squadra è quella che è, l’unica cosa da evitare è creare un clima di tensione allo stadio che, sappiamo benissimo, poi si riverbera anche sul risultato sportivo. Che ci piaccia o no, la serenità e la compattezza dell’ambiente sono condizioni essenziali per raggiungere i risultati. E questo lo sappiamo bene, soprattutto noi che ci occupiamo di sport dalla mattina alla sera”.
Abbiamo già vissuto una situazione simile qualche anno fa. Cosa rischia il Napoli se si dovesse tornare a una contrapposizione tra società e tifoseria? “Ci siamo passati non più tardi di tre o quattro anni fa, credo fosse la stagione di Spalletti, quando addirittura si arrivò a una contrapposizione frontale tra la tifoseria organizzata e la società. Fu un disastro. È incomprensibile. Posso capire la contestazione, d’accordo, ma se sei un uomo d’affari, un presidente con tanta esperienza, cosa fai? Cerchi di stemperare, cerchi di capire. Vediamo qual è stata la causa, affrontiamo i problemi, ma cerchiamo una soluzione. Io noto che De Laurentiis sta prendendo una piega che non mi piace, perché si scontra con le istituzioni, si scontra con i tifosi. È quella che viene definita una sorta di sindrome da delirio di onnipotenza. Tutti gli uomini potenti che ho conosciuto, del passato e del presente, arrivano a un punto in cui i successi rischiano di inebriare il cervello. De Laurentiis non è un personaggio semplice, ma è chiaro che i successi che ha raggiunto, meritatissimi, gli hanno dato una maggiore consapevolezza del proprio ego”.
Quindi il divieto avrebbe riguardato tutti gli striscioni, anche quelli dei club? “Sì, per tutto lo stadio. Non soltanto i gruppi delle curve, ma anche i club. Penso, per esempio, al Club Napoli Cava de’ Tirreni o al Club Napoli di Afragola, che hanno i propri striscioni. E poi ci sono i gruppi organizzati, come i Fedayn, che hanno la loro scritta in Curva A. L’idea sarebbe stata quindi quella di vietarli in tutto lo stadio. Sarebbe stato uno stadio asettico. L’unico al mondo”.
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