Troise: “Elmas-Alisson, chi c'è a quelle cifre? Conte non cambierà, ma dopo la sosta..."
Ciro Troise, giornalista del Corriere del Mezzogiorno, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi seguire sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o per Android), qui sul sito anche in video, analizzando l'attualità in casa Napoli.
Altro che impact player, si può parlare di Alisson che può essere in questo finale di campionato l'uomo in più di questo Napoli? "Sì, assolutamente. Io credo che il Napoli abbia fatto una scommessa e la sta vincendo, quella di trasformare un giocatore molto abile a gara in corso in quello di cui il Napoli aveva terribilmente bisogno. Una delle cose che non ha funzionato per me è quella, basta vedere Inter 11 gol dalla panchina, Napoli 3 in questo campionato. Però poi, viste anche le assenze, il Napoli è riuscito a dargli centralità, a farlo giocare dal primo minuto ed è il giocatore con quelle caratteristiche che nel calcio italiano mancano. Chi ce le ha viene fuori, perché è un campionato dove si salta poco l'uomo, molto tattico e alla fine, se ci fate caso, giocatori come Conceição, per esempio, spiccano pur avendo grandi qualità nel dribbling, ma non molto efficaci, perché per la quantità di gioco che produce Conceição, per esempio, dovrebbe avere molti più gol e assist a fine stagione. Quindi credo che possa fare bene Alisson Santos".
Alisson sorprende anche un po' il modo che ha proprio di calciare, va a tagliare la conclusione sul primo palo, quasi anticipando il portiere, perché lì magari il 90% dei calciatori quel pallone lo mette sul secondo palo a giro. Lui invece ha anche nelle corde questa conclusione, che tra l'altro poi colpisce pure. "Sì, assolutamente, è proprio una caratteristica che ha, quella di sorprendere sul primo palo il portiere. Nel caso di Svilar non poteva farci nulla, Paleari obiettivamente poteva fare qualcosa in più. Sì, è una caratteristica. Il Napoli dall'alto è pieno di mancini. Gli mancava da tempo, dai tempi di Kvara, uno che da sinistra andasse sul destro e finalmente l'ha trovato".
Chi ti ricorda Alisson come giocatore? Qualcuno lo sta paragonando addirittura a Lavezzi. "No, Lavezzi era molto più potente, poi andiamoci piano. Lavezzi spiccava in una Serie A dove affrontava giocatori come Ivan Ramiro Córdoba, Alessandro Nesta, Javier Zanetti, quindi andiamoci piano. A me il giocatore tra quelli che ho visto a Napoli ultimamente che mi ricorda di più è proprio Neres, dall'altra parte però. Perché Neres è un mancino che gioca a destra, quindi di base, tanto è vero che va via dal Benfica, uno dei motivi principali è che lo dirottavano a sinistra. Quindi il discorso è quello: ha quello spunto, quel dribbling, quella rapidità di pensiero e di esecuzione che ricorda proprio Neres".
Sul centrocampo del Napoli contro il Toro. Era un inedito questa coppia Gilmour ed Elmas, però entrambi hanno ben figurato. "Assolutamente. Si sono anche alternati nelle consegne di gioco, nelle caratteristiche. Non hanno dato soltanto a Gilmour il compito di impostare il gioco, di aiutare i difensori nella prima costruzione, ma si abbassava stavolta anche Elmas che, riguardo per esempio al laboratorio Conte, è una delle soluzioni che quest'anno e mezzo ha sorpreso di più. Un giorno mi avessero detto che Elmas fa il play non ci avrei mai creduto e invece è successo. Ce ne sono tante: da Olivera centrale, da Gutiérrez a destra e così anche Elmas play."
Col rientro degli infortunati, Anguissa, De Bruyne e McTominay, secondo te Conte cambierà il sistema di gioco o insisterà su questo schema, magari sfruttando McTominay e De Bruyne al posto di Alisson e Vergara? "Per me sul lungo periodo cambierà, inizialmente no, perché andrà tutto con i piedi di piombo sul reinserimento di questi giocatori. Avete visto Anguissa un tempo, De Bruyne una ventina di minuti, non so se McTominay sarà schierato dal primo minuto, probabilmente essendo un infortunio molto meno grave sì. Però io credo che inizialmente, dopo la sosta, se ne potremmo vedere qualcosa di nuovo".
In queste dieci giornate che mancano da qui alla fine del campionato si stanno già mettendo i mattoncini per costruire la prossima stagione, ci sono delle indicazioni? "Assolutamente sì. Questo è il periodo in cui si programma nel calcio, quello che arriva in estate è quello che si decide ora, ovviamente con la suscettibilità di un mondo dove i risultati possono poi trasformare tutto. Perché il Napoli non deve neanche pensare di aver già raggiunto la qualificazione in Champions, perché mancano dieci partite e il Como è a meno cinque, la Juve a meno sei, non è a meno venti, a meno venticinque, quindi bisogna stare attenti. E invece credo che al di là di questo sì, dei ragionamenti e delle riflessioni si stanno già facendo. Per esempio abbiamo parlato molto di due giocatori in prestito con diritto di riscatto, Elmas e Alisson Santos. Credo che in questi giorni bisogna già muoversi per riscattarli, perché io non credo che il Napoli con 30 milioni complessivi riesca a prendere due giocatori più bravi di Elmas e di Alisson Santos".
E poi un giocatore come Elmas che ti ricopre tutti quei ruoli, un jolly, è preziosissimo. "Sì, anche perché toccando tutto è l'unico che non si è mai infortunato, quindi anche qui sì".
Elmas e Hojlund sono quei calciatori chenon hanno sofferto grossi patemi quest'anno, che però non hanno fatto la preparazione con il Napoli. Anche questo è un aspetto da porre sotto la lente d'ingrandimento? "Assolutamente sì. Oi ha avuto un problemino, un affaticamento al retto femorale, saltò Torino a Eindhoven, Inter all'andata e rientrò a gara in corso a Lecce, saltò tre partite. Certo, rispetto agli altri è andato benissimo. Per me ci sono due fattori da considerare: non aver fatto il mese e mezzo di ritiro, che chiunque ha giocato con Conte ti dice che è troppo, perché rischi di sovraccaricare. Abbiamo fatto una trasmissione con Reginaldo da poco, è uno degli ultimi da cui ho sentito questo concetto. E poi l'età media, soprattutto non hanno le fatiche della scorsa stagione. Gilmour se la portava dietro dalla scorsa stagione la pubalgia. McTominay questa sorta di infiammazione ci sta convivendo dalla fine della scorsa stagione. Di Lorenzo quel problema al piede, che ha patito qualche scoria durante l'anno, si inizia a vedere già alla fine della scorsa stagione. Sono tre fattori che non possono essere sottovalutati".
Secondo te in estate uno tra AnguissA e Lobotka potrebbe essere ceduto e magari al suo posto potrebbe arrivare Gomes di cui si parla tantissimo? "Non mi sorprenderebbe, soprattutto se Anguissà non dovesse rinnovare il contratto. Perché poi andare ad avere un giocatore come Anguissà che avrebbe il contratto in scadenza nel 2027, quindi durante l'anno si potrebbe liberare a zero, non sarebbe il massimo della vita secondo me. Quindi sicuramente può starci questa riflessione. Su Lobotka dipende invece, perché ha un contratto un pochino più lungo, dipende dalle richieste che avrà, dal progetto tecnico che ci sarà. E lì c'è Gilmour che secondo me, non so se è il titolare proprio, ma merita finalmente di avere almeno un progetto tecnico in cui si gioca una porzione ampia di minutaggio. Perché è un giocatore forte, diverso da Lobotka ma forte".
Buongiorno ha fatto veramente molto molto bene contro il Torino. "Per me è la partita in cui veramente ha cancellato Genova, perché è la migliore da quella giornata. E stavolta torna a giocare centrale facendo bene. Quindi è una partita importante, veramente, per lui. Per me anche dovuto all'atteggiamento della squadra, che ho visto finalmente andare a difendere in avanti per ampie porzioni di gara. Il Napoli ha spesso patito, soprattutto in emergenza, questa difficoltà a coprire il campo, si ampliavano le distanze, si aprivano gli spazi. Invece ho visto una squadra in netta crescita".
Il Napoli non sembrava voler affondare il colpo, anche un po' nella gestione del risultato. "Sì, assolutamente. Ci sono tanti fattori. Giocavi in casa e in casa il Napoli stava facendo benissimo. Il Napoli è secondo per media punti in casa, l'unica squadra imbattuta della Serie A in casa. Poi c'è il fatto che già avere Anguissà e De Bruyne ti dà entusiasmo, ti fa credere che la situazione sta migliorando, che c'è un futuro migliore e questo fa tutta la differenza del mondo, l'aspetto mentale. E poi anche il fatto che per porzioni di gara dalla panchina venivano dentro giocatori serissimi: Anguissà, De Bruyne. Sono questi per me i tre fattori che hanno fatto in modo che la squadra fosse migliore. Poi, devo essere onesto, anche il cambio di Conte, qualche giocatore in crescita di condizione come Politano. Non ci dimentichiamo che Politano ha accelerato i tempi per rientrare dall'infortunio muscolare. Quindi come al solito sono tante situazioni che poi vanno a fare in modo che una squadra migliori".
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