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Di Vicino: "Gila può dare un grosso aiuto al Napoli. Sul calcio 'semplice' di Allegri..."

Di Vicino: "Gila può dare un grosso aiuto al Napoli. Sul calcio 'semplice' di Allegri..."
Oggi alle 14:20Radio Tutto Napoli
di Antonio Noto
Giorgio Di Vicino a Radio Tutto Napoli: Nico Paz resta un sogno, fiducia su Gila e un consiglio ad Allegri: "Il calcio è semplice".

Giorgio Di Vicino, ex giocatore del Napoli, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video.

Nico Paz resta un sogno impossibile per il Napoli oppure, tra centenario e possibili cessioni, si può accarezzare questa idea?

"È il sogno un po' di tutti, perché ha dimostrato di essere un talento, ha dimostrato in Serie A di fare grandi cose. Ha grandi doti, quindi è un talento, è un grande calciatore. Ovviamente, come dicevo prima, è il sogno di tutti. Mai dire mai, il presidente comunque ci ha stupito in questi anni, sia come allenatori che come calciatori, basti pensare a De Bruyne e ad Antonio Conte. Staremo a vedere, tra l'altro è l'anno del centenario, chissà."

Passando a una trattativa più concreta, Mario Gila può essere il primo acquisto a essere ufficializzato dal Napoli oppure, quando una trattativa si prolunga, c'è il rischio che si complichi?

"Ovviamente ogni anno è sempre la stessa storia, si fanno tanti nomi. Però è abbastanza vicino, è un acquisto che, nel caso, può dare un grosso aiuto al Napoli."

A proposito del Mondiale, cosa ti ha colpito di questa prima fase? E una battuta su Alajbegovic.

"Il calciatore bosniaco ha delle ottime qualità. Se ne parla poco perché, come dicevi prima tu, ci sono Ronaldo, Messi, Vinicius e tanti calciatori che sono partiti a mille. Il calciatore è interessante, lo staremo a vedere."

Il fatto che sia ambidestro quanto è raro? È una caratteristica che si allena oppure ci si nasce?

"Sì, è abbastanza raro. Questo ti dice tutto sulle qualità del ragazzo, che non si accontenta ma vuole andare sempre avanti e migliorare."

Quindi si nasce ambidestri oppure è una qualità che si può sviluppare?

"Sono doti che, secondo me, comunque si hanno dalla nascita, però penso sempre che con il lavoro, con gli allenamenti e con la dedizione ci si possa arrivare. Pian piano ci si può migliorare sempre."

Nelle scuole calcio si lavora anche su questo aspetto?

"Sì, assolutamente, anche se è difficile perché i ragazzi hanno in testa questa cosa: 'Io sono destro, io sono mancino'. Quindi bisogna lavorarci pian piano e cercare di farli migliorare."

C'è qualche squadra che ti ha colpito in maniera particolare in questo Mondiale?

"A parte le solite, ieri l'Ecuador ha fatto vedere qualcosa di interessante. Al di là della condizione fisica, tutti al massimo, c'era qualche giocatore interessante. Però siamo sempre là: aspettiamo che finisca quest'altro turno e poi si tireranno le somme, perché alla fine resteranno sempre le solite."

Ieri parlavamo di una frase simbolo di Massimiliano Allegri: 'Il calcio è semplice'. Secondo te cosa significa?

"È semplice perché è sempre stato così. Non bisogna inventarsi nulla. Sono sempre undici calciatori da una parte e undici dall'altra. Gli allenamenti semplici sono la cosa migliore, non bisogna inventare troppe cose. Ne parlavo anche con il mister Frustalupi, all'Inter e al Wolfsburg mi dicevano le stesse cose: non inventare nulla, perché la cosa semplice è sempre la cosa migliore. Poi ci sono le qualità dei calciatori, i tempi e gli spazi, sono quelli che fanno la differenza."