PElilLO...NELL'UOVO

PElilLO...NELL'UOVOTuttoNapoli.net
© foto di Vincenzo Balzano
mercoledì 20 maggio 2009, 18:30Rubriche
di Marcello Pelillo
Il pubblico non è così esigente come sembra, è soltanto consapevole di...

C’è delusione, turbolenza nella tifoseria azzurra per una squadra che non sembra aver la giusta grinta per terminare in maniera decorosa la stagione. Ancora una sconfitta interna contro una compagine che lontano dal proprio stadio non aveva mai vinto. Alla delusione per un brutto Napoli che ormai dura da cinque mesi, si aggiunge la scarsa aspettativa per il futuro. Il pubblico ha dato credito in questi anni ad una società che, negli anni della C, parlava di Champions e progetto per il futuro. Un pubblico che è stato determinate per la scalata azzurra attraverso il grande seguito che si traduceva in quei milioni di euro che facevano del Napoli una balena in un acquario. Sono passati ben cinque anni, il Napoli è tornato in A scoprendo anche alcuni ottimi calciatori, ma i programmi per il secondo quinquennio scuotono una tifoseria che si aspettava altro. La gente non chiede un presidente mecenate, ma vorrebbe riascoltare la parola Champions per troppo tempo pronunciata quando c’erano da scalare le categorie. Vorrebbe una squadra dalle ambizioni di Genoa e Fiorentina perchè c’è consapevolezza di averne la forza economica attraverso il seguito e la passione di sei milioni di tifosi nel mondo che significano tanti milioni di euro da sponsor e diritti televisivi. Del resto, il pubblico chiede di avere un Napoli degno della sua storia e non parliamo esclusivamente degli irripetibili anni degli scudetti con il miglior giocatore. Parliamo della storia del Napoli lunga 82 anni(senza contare l’attuale) durante i quali gli azzurri sono finiti 2 volte primi, 4 volte secondi, 7 volte terzi, 5 volte quarti e quinti, 7 volte sesti e per 50 volte tra le prime dieci del campionato*. Tutto questo in epoche in cui non esistevano i diritti televisivi e gli sponsor che, potenzialmente, collocano il Napoli quale quarta forza del campionato italiano dando, di fatto, un valore aggiunto al club rispetto al passato. I numeri e la storia dicono che il Napoli e la piazza di Napoli non devono ringraziare all’infinito per trovarsi fuori dalle serie minori perché non le appartengono. Non si può far sognare la gente parlando di orizzonti da Champions e pretendere poi entusiasmo perché si è consolidata la partecipazione alla massima serie. Vedremo…

 

* piazzamenti tratti dall'almanacco illustrato del calcio Panini