Dal Chelsea al Barça, l'ennesima sfida di Ringhio (21 anni dopo)

Evita banali battesimi, Rino Gattuso, il calciatore che anche da allenatore è rimasto un uomo, si è adeguato alla giacca come aveva fatto coi tacchetti
25.02.2020 08:20 di Fabio Tarantino Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Dal Chelsea al Barça, l'ennesima  sfida di Ringhio (21 anni dopo)

di Fabio Tarantino - Evita banali battesimi, Rino Gattuso, il calciatore che anche da allenatore è rimasto un uomo, si è adeguato alla giacca come aveva fatto coi tacchetti, ha smesso di rincorrere avversari per acciuffare idee, si diverte a scalare le montagne in questo sport del quale s'è innamorato fino a pretendere di farne parte. Oggi la sua "prima" in Champions dalla panchina ventuno anno dopo il debutto da calciatore. Era il 15 settembre 1999, il Milan di Zaccheroni affrontò il Chelsea a Stamford Bridge, il ventunenne Gattuso si sistemò al fianco di Albertini, rimediò anche un giallo che nella sua lunga carriera da mediano ha rappresentato un'abitudine molto più dei gol che lasciava agli altri. 

Lo scoraggiavano, gli esperti del poco, perché non aveva piedi da centrocampista: Gattuso ci rideva e anziché ribattere alimentava quella critica, ironizzava su quel destro che non era poi così diverso dal sinistro, eppure dal nulla Rino è diventato Gattuso, ha vinto tutto, è salito sul tetto del mondo e poi è sceso, ha resettato la sua stessa vita scegliendo di ricominciare, da allenatore, accettando il rischio di restare uno dei tanti, intrappolato nel passato per evadere da un presente infelice, avaro di soddisfazioni. Invece anche la panchina lo ha premiato: oggi il Barcellona è come il Chelsea di vent'anni fa, un nuovo inizio per arrivare lontano oppure una splendida illusione della quale intanto fidarsi, godendosi il momento. Si ricomincia.