L'ex team manager: "Quando saranno al top, credo che vedremo di nuovo i Fab4 dall’inizio”
Giovanni Paolo De Matteis, ex Team Manager del Napoli e attuale Technical Manager della nazionale slovacca,è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video.
Ci crede ancora a questo finale di stagione aperto oppure il Napoli deve limitarsi a guardare alla qualificazione Champions? “Allora, io dico che è difficile per quanto riguarda lo Scudetto, soprattutto perché l’Inter ha una rosa forte e non credo che perderà terreno, soprattutto adesso che ha solo un impegno, oltre alla Coppa Italia, dato che è uscita dalla Champions. Il Napoli, dal canto suo, sta facendo bene, sta recuperando tutti i suoi giocatori migliori, quindi questo può solo far sperare. Certo, mancano nove partite e tutto può succedere: è molto difficile, ma l’obbligo è crederci”.
Guardando le prossime tre partite, quanto influirà il calendario su Napoli e Inter? “Il Napoli affronterà Milan, Cagliari e Parma; l’Inter giocherà contro Fiorentina, Roma e Como. La Fiorentina ha mostrato ottime prestazioni, la Roma deve provare a restare in zona Champions e il Como è sempre ostico. Se l’Inter dovesse sbagliare una o più partite, qualcosa potrebbe cambiare, ma bisogna vedere la situazione tra tre partite per fare i conti. Anche il Napoli dovrà affrontare trasferte delicate, come quella a Como: partite che sembrano facili ma possono sempre riservare sorprese”.
Secondo te, quanto possono influire le squadre “piccole” sulla corsa del Napoli? “Con il recupero di tutti i giocatori, la differenza di qualità è grande. Il Napoli non deve sottovalutare nessuno, nemmeno le piccole. Sabato scorso, pur soffrendo contro il Lecce, si è visto come l’ingresso di De Bruyne e McTominay abbia alzato la qualità e la personalità della squadra, facendo la differenza anche contro squadre considerate inferiori. Con il pieno recupero di McTominay, De Bruyne e Lobotka, credo che il centrocampo del Napoli sia il più forte d’Italia, anche più dell’Inter. La concentrazione deve restare altissima, ma Conte sa come mantenerla”.
Come gestirà il Napoli i minutaggi con il ritorno dei giocatori chiave, in particolare i Fab4? “Questo va valutato man mano, perché il tecnico ha sotto mano quotidianamente i giocatori. Quando saranno tutti al massimo della condizione e con 90 minuti nelle gambe, credo che vedremo di nuovo i Fab4 in campo come all’inizio della stagione. Oggi, però, alcuni non hanno ancora piena condizione fisica, quindi bisognerà attendere un paio di settimane per reintegrarli tutti insieme senza rischi”.
Cosa può dirci sul futuro dei giocatori più esperti del Napoli, come Lukaku o De Bruyne? “De Bruyne è un campione e un professionista esemplare: dopo gli infortuni si è presentato in perfetta condizione fisica e credo che possa ancora dare molto. Per gli altri, il Napoli dovrà svecchiare la rosa, perché insieme all’Inter ha la squadra più vecchia del campionato. Questo è evidente se confrontiamo l’età media dei giocatori con quella di squadre giovani come il Chelsea, che ha vinto in Champions con una media di 23 anni. Serve puntare su giovani di qualità”.
Giovanni, quanto sei ancora legato al Napoli? “Sono molto legato. Mio figlio è nato a Napoli e un po’ tutti siamo tifosi del Napoli, quindi credo che lo saremo sempre”.
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