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Petino: "Mai vista una cosa simile nel calcio, bisogna dare meriti a Conte"

Petino: "Mai vista una cosa simile nel calcio, bisogna dare meriti a Conte"
Oggi alle 19:50Radio Tutto Napoli
di Antonio Noto

Pierpaolo Petino, giornalista, è intervenuto nel corso di "Napoli Talk" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android).

Qual è la tua opionione sugli arbitiri e il Var dopo i tanti errori in questa stagione?
"Ma io sugli arbitri ho maturato una convinzione che il VAR abbia rovinato completamente una categoria che, secondo me, dal punto di vista qualitativo, non è scarsa. Scarseggia in personalità, purtroppo, ma su questo incide lo sviluppo della tecnologia. È un connubio complicato, è un ambiente, quello del calcio in Italia, che non è mai sereno, per cui questo naturalmente incide ancora di più, ma io sono contrario all'utilizzo della tecnologia a 360 gradi perché gli arbitri arbitrano con quel maledetto auricolare e in continuazione li tiene in contatto con qualcuno all'esterno. E poi vengono fuori delle aberrazioni che sono gli errori della tecnologia.

Di fatto arbitra il VAR, quello a cui non bisognava arrivare mai e che quello che invece avevano spiegato non sarebbe successo, invece è successo e allora arbitrando il VAR con l'arbitro in campo la prima vittima del VAR è l'arbitro e non avendo più la presenza autorevole, anche se fallace, di un uomo che è appunto l'arbitro, ma con l'occhio elettronico che prevale su tutto e questo però poi in maniera anche sbagliata, perché io ricordo sempre che l'immagine televisiva di un monitor è un'immagine bidimensionale che quasi mai risolve definitivamente un dubbio, mentre quello che vede l'arbitro in campo è qualcosa di reale, immediato, pieno di tante altre cose, di sensazioni, di rumori, di dinamiche di gioco che lo schermo non può riproporre".

Quello che disse anche Carlo Ancelotti un po' di anni fa, ricorderai in quell'incontro con gli arbitri?
"Dico una cosa, per me è riferente alla stampa sportiva. Noi abbiamo fatto degli incontri a Coverciano con gli arbitri dall'inizio di quando è nato il VAR, quindi dal primo incontro con Rosetti e poi via via un altro paio di volte con i dirigenti degli arbitri. Abbiamo fatto delle simulazioni in aula con i giornalisti e con gli arbitri e non siamo mai riusciti a trovare l'unanimità davanti a situazioni di scuola con anche 12 o 24 inquadrature, questo ti fa capire che ci deve essere un'alea di incertezza, ma che deve essere solo ed esclusivamente appannaggio dell'arbitro, a cui bisogna riferirsi e la cui decisione deve essere accettata perché puoi accettare l'errore di una persona, non puoi accettare l'errore di una macchina".

Quando tu dici possiamo accettare l'errore di un essere umano, di una macchina, andiamo verso l'infallibilità della macchina, però poi possiamo anche contestare. "Altera qualunque cosa, parliamo di una cosa completamente diversa rispetto a quello che è successo in campo e allora lì non ci sto e infatti il calcio non è più quello sport che amavamo tutti, è diventato una marmellata di situazioni inaccettabili per cui è anche noioso, è anche ormai poco appetibile, non a caso il pubblico è un pubblico con un'età sempre più adulta, le giovani generazioni se ne allontanano perché è stato completamente alterato da questi fatti, quindi molto negativa la mia valutazione sul VAR, sulla tecnologia e sulla condizione nella quale sono gli arbitri".

Ovviamente però poi c'è da ricordare che il calcio prima del VAR vedeva dei disastri non sempre legati all'incapacità arbitrale ma anche ad altri fattori. "Ma questo poi con il VAR diventa un delitto perfetto, mentre c'è il delitto imperfetto, con il VAR diventa un delitto perfetto e lì è assolutamente impossibile provare a metterci d'accordo sul fatto che si può accettare".

Poi resta l'idea che bisognerebbe quantomeno tornare sulla scia dell'UEFA, nel senso che lì qualche problema in meno ce l'hanno.
"Ma in un sistema che è un sistema malato, perché in Italia e solo in Italia sono venute fuori tendenze che hanno evidenziato l'alterazione in interi campionati, hanno discusso l'altezza di squadra, gli scudetti vinti, hanno evidenziato sistemi di controllo diretto e indiretto degli arbitri e quindi dei risultati, quando introduci la tecnologia c'è qualcosa di uno strumento che quando interviene non lo puoi più contestare".

C'è la sensazione che gli arbitri spesso siano più bravi del VAR. "Perché la prima decisione dell'arbitro la condivido quasi sempre, anche quando viene cambiata dal VAR, io resto della convinzione che la sua prima decisione sia giusta, perché ho vissuto insieme agli arbitri di Serie A alcuni momenti e mi sono reso conto che hanno una capacità di vedere e di leggere le situazioni che è veramente impressionante".

Che Napoli arriva a queste ultime 9 giornate di campionato?
"Guarda, mentre mi facevi questa domanda sono in strada, mi passa davanti una coppia di ragazzi. Lui che ha indosso una maglia del Napoli con l'undici di De Bruyne. Tu mi fai la domanda e io penso a De Bruyne. Ti aggiungo anche che la maglia marrone, quella color moca, due giorni fa mi è arrivata in omaggio la stessa maglia a casa. Allora io ti dico che è il Napoli di De Bruyne. Quello che io vedo arrivare e mi auguro che arrivi sia un Napoli che finalmente riesca a buttare dentro un livello qualitativo adeguato, perché sulla personalità, sul carattere, sulla determinazione, sull'intensità, sulla resilienza, che poi è tipica del calcio italiano e credo che il Napoli sia la squadra più italiana che oggi gioca nel campionato italiano, non ho nulla da dire".

Ci ancora credi nello Scudetto?
"Ovviamente il riferimento è a quello che è nelle mani dell'Inter. Oggettivamente l'Inter fino a questo momento ha legittimato la posizione di classifica e quindi aspira e può aspirare e ha tutte le chance. Io non ho mai visto nella storia del calcio un club affrontare tutti i problemi tecnici che ha avuto il Napoli quest'anno e non ho mai visto una squadra rispondere in questa maniera. Bisogna dare a Conte il merito di aver instillato in questa squadra questa forza, questa determinazione, questa grande capacità di stare costantemente sul pezzo nonostante tutto".

Ci auguriamo di poterci godere il Napoli di De Bruyne.
"De Bruyne è uno degli ultimi 4-5 top players ancora in attività nel mondo. Non ce lo siamo goduti all'inizio, speriamo di godercelo almeno in questo finale di stagione"