Podcast

Rimonta Scudetto? Forgione: "Più realistica quella sul Milan, ma se l'Inter nelle prossime 3..."

Rimonta Scudetto? Forgione: "Più realistica quella sul Milan, ma se l'Inter nelle prossime 3..."
Oggi alle 19:00Radio Tutto Napoli
di Antonio Noto

Angelo Forgione, giornalista e scrittore, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o qui per Android).

Stiamo raccontando di questi rientri che proseguono a piccoli passi. Aggiornamenti incoraggianti per Lobotka e De Bruyne potrebbe esserci dall'inizio contro il Cagliari. "Che bello, raggi di sole all'orizzonte, arriva la primavera, rientrano i calciatori e addirittura si vede la luce di una possibile rimonta a Scudetto. Insomma, è tutto molto bello. C'è un fondo di verità, sicuramente, e c'è anche una bella speranza per questa primavera e questo finale di stagione, che ci deve regalare qualche emozione sicuramente". 

E' possibile una rimonta Scudetto? "Io mi accontenterei del secondo posto. Poi, ribadisco, ne riparliamo alla sera di Pasquetta, quello che succederà. Lì possiamo fare discorsi magari un po' più netti. Adesso guardiamo alla rimonta sul Milan, che mi sembra la cosa più realistica".

L'Inter teme di poter perdere lo Scudetto? "Ah, decisamente. L'Inter ha perso uno scudetto l'anno scorso, che sembrava raggiungibilissimo, l'aveva in mano, se vogliamo. È quello con il Milan di Pioli, anche, ricorderai. Anche, anche. Lì però l'ha perso per colpe proprie. La famosa sconfitta anche a Bologna. Loro sono scottati, l'Inter sono scottati da certe decisioni arbitrali dell'anno scorso. Mi faccio una su tutte. Quella contro la Roma, effettivamente quello era un rigore, il famoso episodio di Inter-Roma. Sono scottati in questo senso, quindi per loro vedono gli spettri del passato, è chiaro che se dovessero, ipoteticamente, faccio veramente l'ipotesi in questo momento più remota, dovessero perdere ancora una volta lo scudetto, non dico dopo quello che è successo l'anno scorso, perdere ancora, e ancora peggio in questa maniera qui, avendo avuto qualcosa come una decina di punti di vantaggio e forse anche di più rispetto alla seconda, sarebbe davvero doloroso. Però in questo senso io mi aspetto un tremolio dell'Inter, eventualmente, qualora dovesse perdere altri punti".

E' difficile tremare a meno nove, forse parliamo del nulla? "Sì, parliamo del nullo, ma in realtà, più che la differenza in classifica, adesso ancora molto rassicurante, quello che dà incertezza all'Inter è il calo di rendimento, il gioco che è scemato, le occasioni da gol che non arrivano, i punti che perdi, perché poi il problema è che sì, hai nove punti di vantaggio, ma ne hai persi cinque nelle ultime due gare, quindi se a questo poi associ le sconfitte in Champions League, in realtà sostanzialmente dovevano vedere un Inter in qualche maniera vincente sugli avversari, ma in realtà poi alla fine abbiamo visto com'è andata, è stata una vittoria schiacciante da parte del Bodo e io dico che l'Inter qualche incertezza la sta nutrendo. I punti la rassicurano, ma internamente qualche scricchiolio c'è. E sostanzialmente io direi che quello che diventa decisivo sono le prossime tre partite alle quali io, per tabella mia personale, proprio per questo non parlerei di rimonta, però queste tre partite sono molto delicate. Questo è un momento particolare per l'Inter e se l'Inter non dovesse fare almeno 6-7 punti in queste partite, io prevedo cataclisma perché a quel punto tu nel giro di cinque partite avresti perso qualcosa che adesso a conti fatti sarebbero 7-8 punti forse, 9 punti, se il Napoli o il Milan addirittura dovesse fare il bottino pieno perché poi Napoli-Milan se una delle due vince, tutte e due potrebbero fare anche 9 punti in queste tre partite".

E se una delle due fa 9 punti e l'Inter ne fa 5, pareggio, due pareggi o una sconfitta diventa veramente particolare. E lì arriva il tremolio, no? "Eh sì, sì, a quel punto sì. Perciò le prossime tre partite sono molto delicate per l'Inter".

A Napoli si è stati felici della vittoria della Lazio contro il Milan perché si è ridotta di tre punti la distanza, però probabilmente se il Milan avesse vinto avrebbe giovato anche al Napoli perché avrebbe messo ulteriore pressione all'Inter? Però i giornali fanno i conti sul Napoli.
"Eh sì, ma è lui lo spauracchio, c'è poco da fare. Quando hai un Conte in panchina la paura te la mette, è uno che molto candidamente te lo dice, io arrivo primo, arrivo secondo, quindi il calcolo è molto semplice visto che adesso sei al terzo posto, se poi dovessi scavalcare il Milan già saresti secondo, poi potresti anche puntare al primo, quello è uno che non si accontenta, quello è uno che quando vede il sangue, sente l'odore, ci si butta a capofitto, quindi adesso io non so, però secondo me nello spogliatoio del Napoli qualche parolina la sta pronunciando Conte, secondo me a Cagliari ci va col sangue agli occhi, sono partite delicatissime, importanti, sta cominciando un finale di stagione importante, interessante, che poi finisca secondo pure va bene voglio dire, però quello è uno che veramente se la fida da lontano la punta e se la va a prendere magari quella preda lì".

Format della Supercopppa dipende pure da chi arriva secondo e in finale, nel senso che i mitici arabi decidono in base al blasone se fare la quattro o meno, cioè se va di nuovo il Napoli, il Bologna loro non sono interessati? "Ma infatti loro non sono più interessati, l'ha detto il presidente di Lega, l'ha detto qualche mese fa, non sono più interessati, evidentemente l'esperimento per loro non è valso la candela. Ma noi ancora meno, quindi. Starebbero cercando altre soluzioni per fare la formula a quattro, ma non credo che arriveranno interessanti offerte, quindi si va verso una finale secca come la tradizione passata. Per gli arabi fondamentalmente è un mezzo smacco perché noi consideriamo il blasone del Napoli anche in relazione a quello che è diventato. Poi addirittura la finale Bologna-Napoli lì con mezzo lo stadio vuoto, cioè pur regalando i biglietti non sono riusciti a riempirlo".

L'AIA stanno riflettendo, mentre i vertici arbitrali non hanno dubbi e spingono per mandare in archivio Open Var.
"E quindi si torna all'omertà. E certo, assolutamente. Però se devono dirci queste favole, io sono quasi per l'omertà, cioè se devono dirci le favole. A seconda di chi tocchi. La ragione secondo me sta nella sensazionalità, chiamiamola come vogliamo, della caduta di chi subisce il fallo. Faccio l'esempio di Vergara che a Genova crolla a terra e poi dopo dice, per me è stata una gioia perché ho capito che lui stava votando la vittoria alla squadra. E quindi lì diventa rigore, rigorino il tocco, l'entità e quant'altro. Poi se non c'è tutta questa narrazione, questo romanzo che viene fatto attorno, evidentemente non c'è il problema. Quindi conta il tocco a prescindere da come si cada e da come la si racconti. Quindi è tutta una questione di come si narra il calcio, di come si chiacchiera questo nostro sport".

Cagliari vittima sacrificale per il Napoli nel prossimo incontro? "No, nessuno lo è, è chiaro che il Cagliari sta attraversando un periodo molto molto difficile, parlano i numeri, ma il Cagliari è partito molto bene questo campionato, c'è stato un avvio di stagione nelle prime posizioni, poi ha cominciato a scendere, ha preso la sua dimensione e adesso sta rischiando, deve fare molto attenzione, perché il campo di Cagliari è sempre molto difficoltoso, è un campo molto piccolo, dimensioni molto piccole, quindi il Napoli deve stare molto attento e deve fare la partita da Napoli, altrimenti non esce fuori con i tre punti".

Poi c'è anche una rivalità unilaterale, ce la spieghi ancora una volta?
"Sì, ma assolutamente. Poi avremo modo di approfondirlo anche nei prossimi giorni immagino, però magari a questo punto, visto che ne stiamo parlando, ci dai un accenno, Angelo, di cosa è successo, perché tu ricordo che più volte hai ricostruito la vicenda. Qual è stata la narrazione, anche quella sbagliata, sul quale poi si è incentrato tutto il racconto, ma in realtà tutto nasce dalla cessione di Daniel Fonseca, che va a Cagliari e diventa il nemico giurato alla doppietta. L'anno prima viene fischiato e viene espulso, il secondo anno pure viene fischiato, ma se l'è legata al dito e fa doppietta, fa l'ombrello, il gesto dell'ombrello, succede di tutto in campo, tifosi del Cagliari che poi attendono i napoletani all'esterno dello stadio, al centro, e lì diventa veramente insostenibile il rapporto tra le tifoserie. Poi accade quello che accade a Napoli, ma quella è solamente una risposta che i napoletani attuano per quello che era successo in passato a Cagliari. Risposta: Poi colpa a prescindere, perché uno può anche scegliere di parteggiare per una compagine anziché un'altra, non mi pare che a Piacenza ci amino, quindi lascia il tempo che trova questo. In assenza di matrice storica, rispetto a un odio in questo caso sportivo, si tramanda poi da padre in figlio, non c'è una sostanza vera e propria. Poi nasce sempre da frange ultras, credo".

Però vi devo dire, io sono stato a Cagliari a luglio scorso, presentavo il mio libro al Club Napoli Cagliari, a parte i cagliaritani che… io ci ho suonato a Cagliari, due volte, sono stato trattato splendidamente. Però mi hanno raccontato i cagliaritani stessi che effettivamente poi i napoletani, in senso assoluto, come popolo, non sono ben visti a Cagliari. C'è una sorta di odio atavico, non lo so. Ci sarà qualcos'altro, sì. C'è qualche altra cosa che evidentemente li porta poi ad alimentare questa faziosità e quest'odio nei confronti dei napoletani, anche e soprattutto sui campi di calcio, per quella questione lì mal raccontata".