Stop Superlega, una bella notizia (anche per la passionalità di Napoli): il calcio è ancora dei tifosi

Perché si trattava di rivoluzione, e da che mondo è mondo la rivoluzione è spinta dalla forza popolare, mai da pochi eletti.
21.04.2021 08:01 di Pierpaolo Matrone Twitter:    Vedi letture
Stop Superlega, una bella notizia (anche per la passionalità di Napoli): il calcio è ancora dei tifosi

Il calcio è ancora dei tifosi. E meno male. La bella notizia è arrivata nella notte, quando la Superlega con un comunicato ufficiale ha annunciato la sospensione della competizione, a 48 ore esatte dalla sua nascita. Una figuraccia bella e buona per il Real Madrid e la Juventus su tutti, che avevano fatto da guida agli altri scissionisti, ma in generale per tutti i 12 club fondatori. E' la vittoria del merito sportivo contro la élite che voleva fare dello sport più bello del mondo solo uno strumento di business, dimenticando però una cosa fondamentale: il tifoso non è un cliente, la sua passione non può passare in secondo piano.

POTERE AI TIFOSI - Il popolo del pallone è enorme, supera ogni confine e si è schierato subito contro al progetto di Andrea Agnelli e Florentino Perez. Insieme a loro, ovviamente, sono state determinante le posizioni di Stati, Federazioni, UEFA e FIFA. Questo è ovvio. Ma la pressione maggiore è arrivata dal tifoso medio. E' stato lui, più di ogni altro, a spingere le squadre inglesi a ritirarsi dalla competizione. Perché si trattava di rivoluzione, e da che mondo è mondo la rivoluzione è spinta dalla forza popolare, mai da pochi eletti. La notizia più bella, anche per i tifosi del Napoli e la passionalità che li contraddistingue, è questa: il calcio è ancora dei tifosi, in attesa che possano tornare a popolare gli stadi di tutto il mondo.