Clamoroso, parla Rizzoli: "A Pechino c'era il rigore, scelta condivisa. Premazione? Non uno spot felice per l'Italia. Pirlo ed altri juventini protestano con compostezza". A Catania invece fu un bello spot? Ed ora come può arbitrare il Napoli?

Clamoroso, parla Rizzoli: "A Pechino c'era il rigore, scelta condivisa. Premazione? Non uno spot felice per l'Italia. Pirlo ed altri juventini protestano con compostezza". A Catania invece fu un bello spot? Ed ora come può arbitrare il Napoli?TuttoNapoli.net
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
mercoledì 2 gennaio 2013, 11:10Copertina
di Redazione Tutto Napoli.net
Si torna a parlare della gara di Pechino e Rizzoli a sorpresa rivela che il rigore su Vucinic è stata una scelta condivisa.

Di seguito uno stralcio dell'intervista all'arbitro Rizzoli concessa alla Gazzetta dello Sport. Si torna a parlare della gara di Pechino e Rizzoli a sorpresa rivela che il rigore su Vucinic è stata una scelta condivisa. Dichiarazioni sicuramente strane, considerando che Mazzoleni sembrava aver fatto proseguire l'azione. Non manca anche una stoccata sulla premiazione disertata, così come i riferimenti al metro di giudizio completamente diverso da una metà campo all'altra che ha portò all'espulsione di Pandev per una protesta a venti metri dall'assistenza e al doppio giallo per Zuniga, dopo due falli ai suoi danni non sanzionati. Ricordiamo, tra l'altro, che Rizzoli è stato giudice di porta anche di Catania-Juventus, portando l'assistente Maggiani ad annullare il gol regolare del Catania.

In questo avvio di stagione lei è stato protagonista di situazioni particolari. Partiamo dal rigore contro il Napoli in Supercoppa... «Decisione condivisa. Mazzoleni aveva visto il fallo: io ho dato una ulteriore conferma. Le immagini sono chiare anche se c’è chi sostiene che non era rigore. La premiazione disertata? Credo non sia stato uno spot felice per l’Italia».

Come le scommesse. Che ne pensa? «Sono molto orgoglioso che non ci siano arbitri coinvolti. È una vicenda triste».

Episodio che ha fatto discutere: il rigore in Milan-Juve...  «Le rispondo in generale.A volte persino la tv fa fatica a dare certezze. Credo che allora valga più l’impressione avuta dall’arbitro. Ci sono dettagli che le immagini non riproducono, penso ai rumori e alla prospettiva di chi è sul campo. Poi c’è l’esperienza. Se un difensore allarga in modo innaturale le braccia, lo fa perché vuole impedire un cross o un tiro. Magari il tocco non sarà volontario, ma quella intenzione si punisce col rigore. Ma su Milan-Juve vorrei far notare altro». Ci dica? «La grande compostezza dei giocatori. Pirlo e gli altri mi hanno chiesto spiegazioni in modo civile e sono andati via».