I ca**i non erano solo di Pirlo caro Gattuso

13.11.2020 07:37 di Arturo Minervini Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
I ca**i non erano solo di Pirlo caro Gattuso

(di Arturo Minervini) - Prospettive. Inclinazioni. Soggettività. “Cosa penso di Pirlo alla Juve? Ora sono ca**i suoi!” diceva Rino Gattuso interrogato sull’avvento dell’ex compagno sulla panchina bianconera. E aveva ragione, perché ben consapevole della pressione che ha chi allena la Vecchia Signora.

Quel che forse sottovalutava, però, che quel tipo di pressione investe allo stesso modo chi siede sulla panchina di una squadra che ha milioni di persone che vivono in simbiosi con la stessa. Napoli è passione, passionalità, opinioni, follie tecniche, pareri, scienziati, filosofi del pallone. Non da oggi. Non dall’arrivo di Gattuso. Nasce e morirà così.

Non si dovrebbe stupire, dunque, il buon Ringhio se ogni sua decisione venga vivisezionata in ogni dove: in tv, sui giornali, nei bar, sul web, nelle chat su whatsapp e persino nelle mailing list. Napoli è città di Maestri, per eccellenza. Veri, presunti, aspiranti, falliti. Ma di Maestri, senza ombra di dubbio. E non si deve certo crucciare Gattuso, come fatto dopo la vittoria di Bologna. 

Resta libero, liberissimo di fare le sue scelte. E lo farà. E vincerà (lo si spera) o perderà (speriamo di no) con quelle. E siamo sicuri che nessuno riuscirà nemmeno a scalfirle quelle idee. Gattuso rivendica una libertà di scelta che è sua, che va tutelata. Ma Gattuso non deve cadere nell’errore di lasciarsi turbare, o pensare che certe voci saranno silenziate dopo il suo sfogo. È il bello del calcio. La discussione, il parere contrario, la voce stonata. Non si arrabbi Rino. Dovrebbe saperlo, per lui vale la stessa regola che valeva per l’amico Pirlo. I ca**i sono anche i suoi.