Esclusiva, Albertino Bigon: "Napoli, che ricordi la mia Coppa dei Campioni"

"In campionato firmerei per ripetere il terzo posto. Ma il Napoli ha abituato tutti a sovvertire i pronostici..."
14.09.2011 07:15 di Redazione Tutto Napoli.net  articolo letto 12158 volte
Fonte: Vincenzo Balzano per Napolissimo e Tuttonapoli.net
Esclusiva, Albertino Bigon: "Napoli, che ricordi la mia Coppa dei Campioni"

Il Napoli ritorna in Champions League dopo ventun’anni dall’ultima apparizione in quella che all’epoca si chiamava più poeticamente “Coppa dei Campioni”. Quel Napoli, e questo di oggi, forse non hanno niente in comune, tranne che un cognome: Bigon. Riccardo è il direttore sportivo che con il suo lavoro è riuscito a creare di nuovo una squadra forte e all’altezza delle aspettative della piazza partenopea; Alberto, il papà, era l’allenatore di quella che diede le ultime forti emozioni ai tifosi azzurri: “Anche se in relazione a quella Coppa dei Campioni, ho un rammarico che ancora oggi mi accompagna”

Non aver potuto contare sul “miglior” Maradona?

“Si, ma non solo. E’ vero, Diego combinò un pasticcio per quella partita con lo Spartak (che il Napoli perse 5-3 ai rigori ndr), ma in generale non fu il solito Napoli a scendere in campo a Mosca. Oltre l’episodio di Maradona, dovetti rinunciare anche a Careca per un infortunio, e in panchina avevamo giocatori che a loro volta avevano parecchi problemi fisici”

Una sconfitta immeritata, quindi, non dovuta semplicemente al fatto che Maradona arrivò a Mosca da solo, il giorno della partita.

“Sicuramente. In quell’edizione mancavano alcune squadre forti, e noi avevamo previsto inizialmente di poter arrivare almeno in semifinale. E invece andò così, elminati senza prendere un gol nel doppio confronto. Se ci penso, fu davvero una beffa”

Ha la sensazione che quel Napoli abbia vinto poco in relazione alla sua forza?

“Non è una sensazione, è un dato di fatto. I giocatori erano molto forti, e anagraficamente ancora molto giovani. Ma se ho imparato una cosa nel calcio, è che la squadra è sempre lo specchio fedele della società. Quel ciclo sarebbe potuto durare altri tre, quattro anni, invece la società non ebbe la forza di far fruttare quelle vittorie. Peccato”

Oggi invece il Napoli sembra solido, sia dal punto di vista societario che da quello tecnico.

“Ed è così. Io sono sicuro che è nelle intenzioni di De Laurentiis far rimanere stabilmente la squadra nell’elite del calcio italiano. Poi, vincere uno scudetto può dipendere da tantissimi fattori, non tutti calcolabili”

Da esperto di calcio e non da padre: come giudica il lavoro di suo figlio?

“Non sono abituato a dare giudizi. E’ chiaro che nel calcio serve raggiungere gli obiettivi per dire se un manager ha lavorato bene. I risultati per ora stanno dando ragione alla gestione sportiva intrapresa da Riccardo e Mazzarri”

Il loro connubio, iniziato ai tempi della Reggina, può essere considerato uno dei segreti di questo Napoli?

“Non so se è un segreto, ma di certo tra loro c’è un grande affiatamento. Parlano, si confrontano, poi decidono. Riccardo ha imparato a conoscere Mazzarri nel corso degli anni, sa quali sono i giocatori che possono essere utili al suo progetto tattico. Forse non è un segreto, ma di certo un bel vantaggio”

La stagione si annuncia dura e lunga, dove può arrivare il Napoli quest’anno? Si dice sempre che ottenere certi risultati è semplice, confermarsi poi diventa difficile…

“Ed è giustissimo. Io, da tifoso, firmerei se mi dicessero che la squadra ripeterà il terzo posto. Ma so anche che i calciatori hanno ancora tanta fame, sono abituati a stupire tutti e a sovvertire anche i pronostici più sfavorevoli. Non mi meraviglierei se accadesse qualcosa di ancor più bello…”

In cinque mila al Manuzzi, oltre due mila a Manchester e il solito annunciato pienone con il Milan. E’ il pubblico di Napoli che non stupisce più.

“La cosa più bella che sta accadendo, è che sembra si sia creata una simbiosi, tra la squadra - che ha un pubblico che merita - e gli stessi tifosi - che hanno finalmente e a loro volta una società che meritano. E che forse non c’è mai stata prima. Ci sono tutte le condizioni affinchè il Napoli continui a crescere, e rimanga seduto stabilmente e per lungo tempo al tavolo delle grandi”