ESCLUSIVA - "Un predestinato, lo capimmo subito...", speciale Gaetano dalla scuola calcio di Cimitile: "Tutto sugli inizi, la famiglia e il passaggio al Napoli..."

16.01.2019 08:20 di Dario De Martino Twitter:   articolo letto 26207 volte
ESCLUSIVA - "Un predestinato, lo capimmo subito...",  speciale Gaetano dalla scuola calcio di Cimitile: "Tutto sugli inizi, la famiglia e il passaggio al Napoli..."

(di Dario De Martino) Una pagina di storia è stata scritta domenica durante Napoli-Sassuolo. Non solo per la prima volta con la maglia del Napoli è sceso in campo un "millennial",  ma il primo classe 2000 che ha giocato in azzurro è anche un napoletano. Gianluca Gaetano, gioiello delle giovanili azzurre, è nato, cresciuto e pasciuto a Cimitile: 26 km dalla capoluogo, nel nolano. Il calcio ha accompagnato la vita di Gianluca sin da piccolino, insieme con suo fratello Felice che come lui è passato dalla primavera del Napoli. Prima dell'approdo in azzurro, il calcio per i Gaetano si viveva all'Asd Future Boys, scuola calcio dell'area a nord est di Napoli attiva sin dal 1987. Fondatore, animatore e presidente della scuola calcio nata a Cimitile, che si è spostata negli anni a Casamarciano e infine a Comiziano, è Gerardo Santorelli. In più di trent'anni Santorelli ne ha visti tanti di ragazzini che sognavano il grande calcio. Tanti i bambini fatti diventare uomini a colpi di calci ad un pallone, qualche buon talento e un ragazzo prodigio: "Dai primi giorni che l'ho visto ho capito subito che Gianluca aveva qualcosa in più" dice subito Santorelli. 

EMOZIONI - Sulla pagina Facebook la Future Boys pubblica in questi giorni tanti post per il talento che sin da quanto aveva 5 anni è cresciuto lì. D'altronde a Cimitile, comune di 7mila anime, la domenica di Napoli-Sassuolo è stata una giornata di festa per tutto il paese. Tra i più felici c'era proprio Gerardo Santorelli: "E' stata una grandissima gioia vedere un nostro ragazzo in campo con la maglia del Napoli" dice con voce emozionata. Una gioia ancora maggiore perchè Gaetano, per Santorelli, è una scommessa vinta: "Sono sempre stato convinto che potesse fare bene e raggiungere alti livelli, sin dai primi calci nella nostra scuola calcio". E proprio lì, all'interno di quella scuola calcio, Gianluca Gaetano si è formato come calciatore ma soprattutto è maturato come uomo. "Con ragazzi talentuosi come lui, al di là delle doti da calciatore, noi li aiutiamo a migliorare sul piano del rapporto con le persone e del rispetto delle regole" spiega Santorelli, che ne ha viste tante. "Di giocatori bravi e potenziali talenti - prosegue - ce ne sono tanti. Ma se non hanno il giusto supporto e le giuste guide diventa difficile imporsi ad alti livelli". 

MATURITÀ - "Anche da ragazzino è sempre stato molto più maturo rispetto alla sua età e agli altri ragazzi che frequentavano la nostra scuola" racconta Santorelli. D'altronde lo dicono i fatti. "Gianluca - ricorda il presidente della Future Boys - ha sempre giocato con un anno d'anticipo rispetto agli altri, con il gruppo di ragazzi di un anno un grande più di lui". Ma giocare con i ragazzi più grandi di lui di un anno, a Gianluca, non bastava. La sua voglia di calcio e di confrontarsi con il calcio dei più grandi era troppa. "Dopo gli allenamenti della sua squadra - racconta Santorelli con ricordi vivi, come se il bimbo Gianluca fosse ancora lì - si fermava a bordo-campo a vedere giocare i ragazzi più grandi. Potevi chiamarlo anche dieci volte, restava lì a guardare gli altri per imparare qualcosa e poter calciare ancora qualche pallone. E così restava lì fino a che al mister non lo faceva giocare con i ragazzi ancora più grandi di lui". 

DUTTILITA' E PERSONALITÀ - Il racconto di questo aneddoto, "che si ripeteva quasi ogni giorno" precisa, apre a Santorelli un libro dei ricordi che riguarda Gaetano. "La squadra in cui giovava Gianluca era forte, avevamo un buon gruppo di 2000. Ma ovviamente capitavano partite in cui la squadra era in difficoltà, sotto nel risultato. Gianluca ne ha risolte tantissime di partite" dice Santorelli. Come? Con personalità e duttilità. E d'altronde sono le doti che ancora oggi vengono riconosciute maggiormente a Gaetano. "Anche da piccolino, quando la squadra ne aveva bisogno, se la prendeva sulle spalle e in tante occasioni ha 'ripreso' partite che sembravano perse" ricorda Santorelli. L'altra dote, oltre a quelle tecniche, riconosciuta a Gaetano è ancora oggi la duttilità. Un pregio che si notava da ragazzino: "In caso di difficoltà, da bambino, si è messo anche in porta per aiutare la squadra" ricorda ancora Santorelli. 

LA TELEFONATA - Arrivato nella scuola calcio alla tenera età di 5 anni, Gianluca Gaetano è rimasto con la maglia della Future Boys fino agli esordienti. Poi un giorno arrivò a Santorelli la telefonata di Luigi Cafarelli. "Vogliamo anticipare i tempi" disse l'allora responsabile del settore giovanile degli azzurri. "Col Napoli - dice Santorelli - c'è sempre stato un ottimo rapporto, soprattutto di lealtà. Per noi è stata una gioia poter lasciar volare verso l'azzurro il nostro Gianluca, così come avevamo già fatto per altri ragazzi. Compreso il fratello di Gianluca, Felice Gaetano". 

FAMIGLIA - Già, perché il cammino dalla Future Boys fino al Napoli l'ha fatto anche Felice Gaetano, fratello maggiore di Gianluca (classe 1996, quattro anni in più del "fratellino"). Dopo la primavera azzurra e qualche prestito (Torres, Taranto, Lupa Roma e Messina), Felice è tornato a casa ed oggi gioca nel Nola. "Anche Felice era bravissimo, ma è stato sfortunato. Gli infortuni in una età delicata della crescita, sotto tutti i punti di vista, fanno diventare tutto più difficile". A Felice non è andata come sognava, ma non ha mollato il calcio e come il "fratellino" corre ancora dietro ad un pallone. D'altronde, Felice e Gaetano sono cresciuti a pane e pallone. Con la famiglia sempre pronta a sostenerli: "Sono sempre stati molto presenti e vicini al ragazzo, ma con tanta fiducia nella nostra scuola calcio e di come portavamo avanti il ragazzo" ricorda Santorelli. 

ORGOGLIO. Intanto in quel di Comiziano, la Future Boys continua a far crescere bambini che sognano la serie A e formare ragazzini che diventeranno uomini. Dopo 30 anni Santorelli ha ancora la stessa voglia di insegnare calcio ai suoi ragazzini e con orgoglio ci tiene a ricordare che Gaetano non è stato il primo ad arrivare al grande calcio passando per la sua scuola. "Da noi - ricorda - è cresciuto anche Emanuele D'Anna, che è arrivato in serie A con il Chievo". Oggi D'Anna ha 36 anni ed è tornato a casa, gioca per il Nola in serie D, insieme con Felice, il fratello di Gianluca. Nel nolano, però, oltre alla squadra bianconera, per il calcio d'alti livelli si guarda a Gianluca Gaetano. Lo osserverà, più emozionato di tutti, anche Gerardo Santorelli, mentre guarderà nuovi ragazzini crescere nella sua scuola e sognare la maglia azzurra come Gaetano.