Ravanelli a TN: "Io tifoso e capitano come Insigne, non era tranquillo, ma ha avuto gli attributi. La Juve non ha rubato..."

Fabrizio Ravanelli a metà anni '90 era per la Juventus ciò che oggi è Lorenzo Insigne per il Napoli: punta di diamante, capitano, rigorista e tifoso.
21.01.2021 14:25 di Pierpaolo Matrone Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Ravanelli a TN: "Io tifoso e capitano come Insigne, non era tranquillo, ma ha avuto gli attributi. La Juve non ha rubato..."

Tra capitani, rigoristi e tifosi - tutti allo stesso tempo - ci s'intende. Fabrizio Ravanelli a metà anni '90 era per la Juventus ciò che oggi è Lorenzo Insigne per il Napoli: una delle punte di diamante, il capitano (quando non c'era Vialli), spesso il prescelto dagli undici metri e soprattutto il primo sostenitore. "Sono sempre stato uno juventino sfegatato", racconta l'ex bianconero ai microfoni di Tuttonapoli.net all'indomani della Supercoppa vinta dalla sua Juve e persa dal Napoli. E proprio per questo non se la sente di crocifiggere Insigne, forse rivedendosi in lui e comprendendo appieno quelle lacrime versate a fine partita, espressione fisica del sentimento di ogni tifoso-calciatore: "Lorenzo ha un'esperienza tale da poter calciare un rigore in Supercoppa. Io sono stato rigorista e dico che ci sono quei momenti in cui, andando verso il dischetto, ricordi i tuoi errori precedenti. Insigne ha sbagliato tre penalty su tre contro la Juve e questo ha condizionato la tranquillità del giocatore. Ma credo che Lorenzo sia un grandissimo calciatore e, come dice De Gregori, non si può giudicare un giocatore da un calcio di rigore. Ne ha sbagliati Maradona, ne ha sbagliati Baggio: i rigori li sbaglia chi li tira. Dispiace per lui, ma si vede che doveva andare così".

Cosa vuol dire per un calciatore che gioca per la squadra per cui fa il tifo andare sul dischetto in una gara così importante contro i rivali di sempre? "Si sente la responsabilità aumentare. Insigne è il primo tifoso del Napoli e mi piace proprio per il suo senso di responsabilità: ci mette sempre la faccia. In questo momento il tifoso del Napoli deve ringraziare Insigne perché ha dimostrato di avere gli attributi per andare a calciare quel rigore. Bisogna sostenere Lorenzo fino alla fine".

Si aspettava questo genere di match tra Juventus e Napoli? "E' stata una partita equilibrata in cui la Juventus s'è ritrovata dopo la brutta sconfitta di Milano. Il Napoli ha fatto la sua partita, ma è stato un po' timido rispetto ad altre volte, eppure ha avuto le sue chance. La gara è stata decisa dai dettagli. E' stata comunque una bella finale e, come tutte le finali, non è stata giocata all'arrembaggio da nessuna delle due squadre. Non dico che avevano paura, ma non volevano rischiare più di tanto. Anche il Napoli non può fare mea culpa perché ha avuto le sue occasioni. Dal punto di vista del gioco e dell'approccio ha fatto comunque la sua gara e ha avuto delle occasioni che poteva sfruttare meglio, rigore compreso".

Secondo lei al Napoli manca qualcosa in attacco? "Non credo. Al Napoli ieri sono mancati due giocatori fondamentali: Koulibaly e Zielinski. Sono i due calciatori che hanno in mano il Napoli, più di altri come Insigne e Mertens. I giocatori che spostano gli equilibri sono loro due. Zielinski non è mai entrato in partita, mentre Koulibaly era troppo macchinoso e ha sbagliato qualche appoggio di troppo. Kalidou è il miglio difensore al mondo, insieme a van Dijk, ma nell'ultimo anno e mezzo ci sono state delle vicissitudini che gli hanno negato la continuità. Io sono uno juventino sfegatato, ma adoro Koulibaly. La sua qualità e quella di Zielinski parlano da sole, a Reggio Emilia sono mancati".

Per chiudere: possiamo dire che la Juventus ha meritato la Supercoppa o no? "Non credo che la Juventus abbia rubato la partita perché ha avuto subito una grandissima occasione con Danilo e nel secondo tempo quella di Bernardeschi. Poi sicuramente Lozano ha avuto le sue chance, ma ha trovato un grande Szczesny. Se avesse vinto il Napoli non avrebbe rubato nulla, ha vinto la Juventus e non ha rubato nulla. E' stata una finale classica tra due grandi squadre: vince chi riesce a fare gol per primo".