TN - Dalla Bona: "Che fortuna lavorare con Ancelotti, nessuno come lui! ADL ha lanciato un messaggio ai tifosi! Fabián super, sul gol al Treviso..."

22.01.2019 07:50 di Fabio Tarantino Twitter:    Vedi letture
© foto di Alberto Mariani/TuttoAtalanta.com
TN - Dalla Bona: "Che fortuna lavorare con Ancelotti, nessuno come lui! ADL ha lanciato un messaggio ai tifosi! Fabián super, sul gol al Treviso..."

Era difficile far gol in quel modo. Sam Dalla Bona ci riuscì e non sembrò neppure troppo complicato, per lui: calciò al volo col mancino, i capelli biondi s'arrampicarono al cielo, il San Paolo si fermò per un istante. Nacque così, il 9 settembre 2006, il "famoso gol al Treviso", il suo biglietto da visita all'alba della stagione che valse la promozione in Serie A. Un acquisto prestigioso: 25 anni, un passato tra Chelsea e Milan, un'annata da incorniciare e poi le difficoltà prima dell'addio. Ma a volte basta un istante per diventare eterni. Spesso anche un semplice gol. 

Che fine ha fatto Sam Dalla Bona? "Guarda tante partite, sia dal vivo che in tv. Mi piace veder crescere i giovani e seguo sempre il campionato italiano. Ho anche visto il Napoli, domenica sera".

Ne approfitto: forte quel Fabián... "Mi piace molto, è un giocatore di grande classe che arriva con facilità al tiro. Il Napoli ha fatto un grande acquisto. Ma a centrocampo c'è da star tranquilli: Zielinski, Hamsik, ora Fabián. Un grande reparto". 

I tifosi, di lei, ricordano sempre il 'famoso gol al Treviso' perché non è stato banale... "Una rete stupenda per iniziare in modo fantastico la mia esperienza napoletana. Un ambiente che mi ha accolto benissimo. Il primo anno conquistammo la promozione in Serie A, poi...boh".

Non può cavarsela con un 'boh'... "Iniziai a giocare sempre meno, arrivarono altri calciatori e dunque ci furono scelte tecniche diverse. Ci sta, è il calcio. Ma della città e dei tifosi ho un gran ricordo. Lo stadio era sempre pieno e fu stupenda la festa promozione". 

Ha conosciuto Ancelotti al Milan, era il 2002: giocò sedici partite, di cui sei in Champions nell'anno del trionfo sulla Juventus... "Una gran fortuna, a quell'età, poter lavorare con Ancelotti. Una persona perbene che trasmetteva grande serenità a tutto l'ambiente. Ha vinto ogni cosa, la carriera parla per lui. Mi ha sorpreso il suo arrivo al Napoli. È come se De Laurentiis avesse voluto dire ai tifosi: vi ho preso il più bravo di tutti, ora basta critiche". 

Oltre i titoli, se è possibile spiegarlo: perché Ancelotti è un vincente? "Perché è diverso dai suoi colleghi. Quasi tutti gli allenatori vincenti, come Mourinho o Simeone, usano il carisma per far prevalere la propria leadership sulla squadra. Ancelotti è una persona tranquilla, riesce a trasmettere le proprie idee in modo diverso. Anche Benitez, in parte, era come lui. Un altro allenatore che stimo tanto". 

Al Milan ha conosciuto anche Gattuso: meglio in pantaloncini o in giacca e cravatta? "Un professionista eccezionale in ogni ruolo. Da calciatore era un predestinato, da allenatore sta facendo bene. Il Milan, quarto, è in piena corsa per l'obiettivo Champions. E poi Rino è una persona leale, vera, sincera. Come si mostra, senza filtri". 

Prima del Milan, il Chelsea: 55 presenze in Premier League all'età di ventuno anni. Non è da tutti... "Un'esperienza importante che mi ha aiutato a crescere. Mi sono trovato benissimo". 

La sorprendono le critiche a Sarri e Jorginho? "Non me l'aspettavo, anche perché i tifosi del Chelsea non erano troppo 'seguaci' delle critiche. Almeno ai miei tempi. Pensavo potessero esserci maggiori pressioni al Napoli. Ma alla prima stagione in Premier League, per entrambi, qualche difficoltà andava calcolata".