TN - Sorrentino (Difendi la città): "Parlano di vittimismo per giustificare i pregiudizi verso la città. Azioni legali contro Sky e D'Amico"

Flavia Sorrentino, responsabile dello sportello comunale "Difendi la città", a Tuttonapoli: "Loro continuano a chiamarci vittimisti, noi continuiamo a difendere la città"
16.04.2019 08:00 di Dario De Martino Twitter:    Vedi letture
TN - Sorrentino (Difendi la città): "Parlano di vittimismo per giustificare i pregiudizi verso la città. Azioni legali contro Sky e D'Amico"

di Dario De Martino. Non si placa la bufera su Ilaria D'Amico dopo l'infelice intervento, in diretta su Sky, in cui ha parlato di "approccio partenopeo con fuochi d'artificio e triccheballacche" per stigmatizzare il comportamento dei tifosi dell'Ajax che avevano disturbato il sonno dei calciatori della Juventus alla vigilia della sfida di Champions contro i bianconeri. Un'uscita che non è affatto piaciuta ai napoletani che si sono scatenati sui social. L'avvocato Angelo Pisani aveva già annunciato di voler portare in tribunale Sky e la D'Amico. Anche il Comune, però, potrebbe adire le vie legali. 

LA RICHIESTA ALL'AVVOCATURA. 
Lo sportello "Difendi la città", che si occupa proprio dei casi di "Sputtanapoli" era intervenuto chiedendo chiarimenti e scuse ufficiali a Sky e alla D'Amico. Stessa cosa aveva fatto l'assessore allo Sport Ciro Borriello. Scuse non sono arrivate, anzi al Comune è arrivata da Sky una mail di risposta con un form precompilato, come se il municipio napoletano fosse un qualunque utente che non riesce a ricevere il segnale Sky. Anche la D'Amico ha reagito dicendosi "stupita e senza parole", attaccando chi ha "strumentalizzato" la vicenda piuttosto che chiedere scusa (clicca qui per leggere la nota di difesa della giornalista Sky). Reazioni che non sono affatto andate giù al Comune di Napoli. Sollecitata dall'assessore Ciro Borriello, da una cinquantina di segnalazioni arrivate allo sportello e dall'indignazione social dei cittadini, la responsabile dello sportello Flavia Sorrentino (nella foto) ha mandato il fascicolo all'avvocatura comunale per valutare se sussistono "sufficienti motivi legali - si legge in una nota - per agire contro Sky e la signora D'Amico". 

L'INTERVENTO DELLA SORRENTINO. 
"Sono arrivate circa una cinquantina di richieste. Appena sono arrivate le segnalazioni abbiamo seguito la nostra classica procedura, inviando una lettera con una richiesta di chiarimento. Poi, anche su sollecitazione dell'assessore Ciro Borriello che ci ha inviato una nota ufficiale, abbiamo mandato i documenti all'avvocatura che valuterà se c'è la possibilità di intervenire", spiega a Tuttonapoli la responsabile dello sportello Flavia Sorrentino. Entrando nel merito della vicenda, la Sorrentino spiega: "C'è sempre un utilizzo del nome di Napoli in maniera scorretta, anche quando la città non è coinvolta. Il nome della città viene utilizzato come termine di paragone per qualcosa di negativo o, come nel caso della D'Amico, per qualcosa di farsesco e carnevalesco. Tutto ciò che è chiassoso, rumoroso, in accezione negativa viene troppo spesso ricondotto alla napoletanità". Le mancate scuse, poi, sono state la goccia che ha fatto traboccare il vaso. "Quando c'è un'indignazione social così forte ci si aspetterebbe prima di tutto le scuse dalla persona interessata. La D'Amico ha parlato di fraintendimento, ma se ti hanno frainteso così tante persone evidentemente è perché hai detto qualcosa che le ha offese e ha toccato la loro sensibilità. Per questo ci saremmo aspettati le scuse. Non è arrivato nemmeno questo e quindi andiamo avanti sulla nostra strada".

ALTRO CHE VITTIMISMO.
Ma non solo. La Sorrentino non ci sta nemmeno ad un altro pregiudizio che troppo spesso, in circostanze come queste, viene citato a proposito dei napoletani: il vittimismo. "La richiesta di rispetto - dice la Sorrentino - viene fraintesa con il vittimismo con il quale troppo spesso si giustifica un razzismo e un pregiudizio verso i napoletani. Noi siamo convinti che chiedere rispetto per un intero popolo e un'intera città che sono stufi di essere chiamati in causa anche quando non c'entrano nulla sia un'azione doverosa. Loro continuano a chiamarci vittimisti, noi continuiamo a difendere la città".