Caro Josè, l’ultimo inchino lo facciamo noi a te

02.08.2020 18:00 di Carmine Ubertone Twitter:    Vedi letture
© foto di Alessandro Garofalo/Image Sport
Caro Josè, l’ultimo inchino lo facciamo noi a te

(Di Carmine Ubertone) Ha indossato la fascia. Ha baciato e ribaciato il terreno di quella che è stata casa sua per 7 lunghi anni. Nell’ultima al San Paolo avrebbe meritato uno stadio pieno zeppo di gente pronta ad acclamarlo concedendogli l’ultimo grande tributo. 348 presenze totali, di cui 255 in Serie A. 82 gol segnati. Josè Callejon è stato un professionista esemplare, dotato di un’intelligenza tattica fuori dal normale, resterà nei nostri occhi per sempre il suo taglio senza palla con annesso lancio di Insigne e quelle diagonali in copertura in fase difensiva. 

L’ULTIMA AZIONE - Al minuto 71 vi è l’ultima azione nel tempio del San Paolo di quel storico tridente che ha fatto le fortune del Napoli per 7 lunghi anni: “Insigne premia la sovrapposizione di Mertens, cross arretrato a trovare Josè, che calcia al volo a incrociare: palla di un soffio a lato”. L’ennesimo manifesto di cosa hanno fatto quei tre piccoletti assieme, un qualcosa che, nonostante in 7 anni si sia ripetuta spesso, non ha mai annoiato, ma anzi ha trovato sempre il massimo dell’efficacia.

LA PASSERELLA FINALE - Al minuto 77, ecco la passerella finale. Josè esce dal campo, abbraccia uno ad uno i compagni, sguardo basso e milioni di immagini che ti appaiono negli occhi. Del resto alcuni ricordi sono indimenticabili, rimangono sempre vivi nel cuore di chi ha amato. L’eleganza del silenzio, la delicatezza di spendere corpo e anima per i colori azzurri accompagnata a quella malinconia apparsa sul viso. Questo è Callejon.

IL GESTO CHE IN POCHI AVRANNO VISTO – Al triplice fischio finale, una volta tornata la calma tra le panchine, diversi calciatori si stavano scambiando la maglia. Tanti, ma non Callejon. Si è tenuto quella casacca come se fosse il cimelio più prezioso di sempre, non ha voluto scambiarla con nessuno. Una maglia che ha il sapore di una seconda pelle.

“Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale, e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino”. In questa verso, c’è tutta la storia d’amore tra Josè Callejon e il Napoli. Tante volte abbiamo visto esultare lo spagnolo dopo una rete inchinandosi, ma dopo l’ultima notte al San Paolo, da capitano, caro Josè, seppur virtualmente, l’inchino lo facciamo noi a te.