Da 0 a 10: gli 80 min bruciati, la sostituzione misteriosa, il mezzo scudetto degli ingiocabili e la guerra ascellare del Var
Zero centimetri, forse millimetri. Un fuorigioco enigmatico, con una linea sull'ascella di Mazzocchi che è più fantascienza che realtà: una sorta di scelta di fede, chiudere gli occhi e credere davvero che quella chiamata sia come le lacrime della Madonna di Medjugorje. Non devi farti troppe domande. Devi crederci e basta.
Uno il cambio misterioso e totalmente sballato. Lang era vivo, intraprendente come poche volte in passato, molto mobile e desideroso di creare cose buone. Conte lo toglie per Elmas, che è un giocatore di sistema, di ordine, quando in quel momento la partita richiedeva disordine. Scelta sbagliata, come il parmigiano sulle vongole. E lo dice uno che Lang l’ha bastonato pesantemente.
Due punti in due gare interne al Maradona contro Hellas e Parma. Due episodi arbitrali controversi, gare giocate sotto ritmo, la tendenza a lasciar andare la partita pensando “tanto in qualche modo la vinco”. L’intensità, quella palpabile a San Siro, non si è mai palesata davvero nella serata di Fuorigrotta. È come se questa squadra non riuscisse a essere la migliore versione di sé a distanza di pochi giorni, avendo bisogno della settimana piena per indossare l’abito migliore.
Tre gare dopo la Lazio torna David Neres. Si capisce subito, però, che non è il solito Neres. Un tunnel, come una meteora, poi l’indolenza di chi non si sentiva al meglio. Al punto che al 90’ viene richiamato nuovamente in panchina, tra lo stupore dei compagni. “Ci sono degli anni con febbraio di ventinove giorni e tutto va male: sono gli anni bisestili”.
Quattro assist in stagione, ma i gol restano zero. Politano, in 29 presenze e 1874 minuti stagionali, non ha mai gonfiato una rete avversaria: un dato impietoso. Che in qualche modo incrina la narrazione sullo spirito di sacrificio, sulla forza di volontà, su un’intoccabilità da parte di Conte non sempre giustificata. Pensare che Ostigard, in 16 presenze stagionali, abbia 4 gol è spiazzante, come pensare che Charlie Chaplin sia arrivato terzo a un concorso di sosia di Charlie Chaplin.
Cinque minuti per Lucca, che riesce a fare più danni delle cavallette in Egitto. Commette un fallo inutile quando, pochi metri più in là, McTominay subisce un fallo da rigore che viene cancellato proprio dalla sua irregolarità. Sull’ultimo pallone prova una rovesciata, con il pallone che finisce prima sul suo stinco e poi, inesorabile, fa “sdeng” sul cartellone pubblicitario, lontanissimo dalla porta. Un matrimonio nato male, celebrato ma non consumato. Al punto che si potrebbe chiedere l’annullamento alla Sacra Rota.
Sei punti di distacco. L’Inter prende il largo, il Napoli paga questa scarsa attitudine al doppio impegno. La squadra di Chivu vince, pur soffrendo, ma vince. E già questo è un segnale per quello che sarà l’esito del campionato. Vuoi vedere che gli ingiocabili hanno finalmente deciso di onorare il nome che portano? Sembra tutto apparecchiato per una loro vittoria.
Sette alla personalità di Antonio Vergara. Non trema il ragazzo, tutt’altro. Sembra volerla la responsabilità del pallone, la richiede con un linguaggio del corpo piuttosto evidente. Si piazza sull’out di destra e mette qualche pallone illuminante, che solo per puro caso non si tramuta in un assist. A me sembra uno pronto, uno che meriterebbe qualche occasione in più.
Otto come quasi ottanta milioni sborsati per Lucca e Beukema: il primo è ormai una leggenda metropolitana, il secondo è chiamato in causa solo in caso di estrema necessità. Insomma, qualche calcolo, qualche ragionamento, qualche perplessità può pure essere sollevata sulle scelte estive. Amori da collanine rotte sulla sabbia, con promesse non mantenute e chiamate mai più fatte. Lorenzo e Sam sono costati come mezzo top player, ma il gioco non è valso la candela. Non sarebbe stato meglio prenderne uno da 80, ma un fuoriclasse vero?
Nove gare al Maradona: sei vittorie e tre pareggi. Questi tre pareggi, però, sono arrivati nelle ultime cinque a Fuorigrotta, con Como, Hellas e Parma. Un trend sicuramente al ribasso, un dato che testimonia come l’ossigeno non sembri aver fatto il suo dovere arrivando al cervello. Lucidità: è il grande problema di questa stagione, quella che ti annebbia la vista. Ma il cieco, credendo di farsi il segno della croce, si ruppe il naso.
Dieci alla speranza di una reazione. Questa squadra, dopo una batosta, ha spesso dato un segnale diametralmente opposto, rialzandosi quando già l’arbitro si era messo a contare, come in un incontro di boxe dopo un ko. La seconda metà di gennaio racconterà molto di questa stagione: Sassuolo, Copenaghen, Juventus, Chelsea e Fiorentina nascondono insidie, ma anche innumerevoli opportunità. In Italia e in Europa, dove è necessario strappare almeno un visto per i play-off. Siamo a un bivio: la scelta più coraggiosa è sempre quella di prendere la strada meno battuta. Momento verità.
Serie A Enilive 2025-2026
![]() |
VS | ![]() |
| Napoli | Sassuolo |
Editore: TC&C SRL - Testata giornalistica
aut. Tribunale Napoli n. 4 del 12/02/2020
Iscritto al Registro Operatori
di Comunicazione al n. 18246
Direttore editoriale: Antonio Gaito
Direttore responsabile: Francesco Molaro




