Podcast

L'editoriale di Forgione: "Analogie col 3º scudetto e il trionfo a Sanremo di Sal"

L'editoriale di Forgione: "Analogie col 3º scudetto e il trionfo a Sanremo di Sal"
Oggi alle 15:30Radio Tutto Napoli
di Antonio Noto

Angelo Forgione, giornalista e scrittore, è intervenuto nel corso di "Domenica Azzurra" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android).

Ieri partita difficile per il Napoli che si è complicata andando ancora più avanti nel match, peccato perché il Napoli l'aveva sbloccata, l'aveva indirizzata in maniera giusta? "Sì, dispiace perché vedi Conte dopo il gol invitare la squadra a continuare, quindi a macinare il gioco e a considerare ancora il risultato sullo 0-0 e poi viene fuori una partita totalmente scialba, anonima, senza nessuna proposta di gioco. Quindi il Napoli la vince aprendo e chiudendo con due gol in apertura e in chiusura della partita, ma in mezzo c'è veramente poco. Dispiace veramente perché poi il Napoli ha lavorato tutta una settimana, quindi te l'aspetti una proposta di gioco e non la vedi. Quindi questo è preoccupante. D'altro canto invece poi c'è il fattore positivo, una squadra che comunque è concentrata sull'obiettivo, ci prova almeno fino alla fine. I quattro punti che vengono da Genova col Genoa e da Verona col Verona sostanzialmente ti mantengono ancora lì in quella posizione di vantaggio rispetto alla quinta".

Ore difficili per il leghista medio da quelle parti, nel senso che abbiamo raccontato purtroppo questi tentativi di aggressione anche al nostro Christian Marangio, Lukaku bersagliato per altri motivi, forse persino più squallidi, poi polemiche persino su Sanremo dove trionfa un napoletano? "Sì, per l'ignorante, chiamiamolo così, a me poi queste caratterizzazioni politiche lasciano il tempo che trovano. In realtà è gente ignorante di base, non è gente che partecipa a chissà quale ideologia politica, vi partecipa a certe ideologie semplicemente perché di fondo non ha nessun valore, nessuna considerazione di quelli che sono i valori umani, quindi anche la conoscenza, l'accettazione della persona altrui, del prossimo, del diverso, chiamiamolo così, ma per me non c'è nessuna diversità, la diversità è solamente nella cultura, ognuno ha la sua cultura e probabilmente qualche ignorante non riesce ad accettare la cultura napoletana, che come sempre dico è preponderante, debordante, è la vera capitale d'Italia, la cultura, qualcuno cerca di farla passare invece per una città retrograda, retriva, ma in realtà chi conosce Napoli sa benissimo di cosa si tratta. Poi magari gli ignoranti soffrono questa superiorità, è una questione poi di differenziazione, chi lavora con la pancia e chi lavora con il cervello, chi lavora con il cervello ama Napoli, chi lavora con la pancia la detesta".

A volte sento racconti di Napoli come se fosse un fronte di guerra, poi un tifoso ci diceva solo una pietrata, come se fosse quasi sollevato perché si aspettava persino di peggio a Verona? "Purtroppo ragazzi questa è la normalità delle cose, anche aspettarselo, dispiace perché non dovrebbe essere così, ma la situazione si ripete ogni volta in certi campi, a Verona, a Firenze, magari in altri campi che in Serie A non ci sono più, però succede sempre, quindi ci sono città e città, magari a Milano non succede, c'è molta più civiltà, in altre città no. Se non si riesce ad arginare questo genere di atteggiamento vuol dire che fa parte di una certa risacca di quei popoli, ha detto bene Christian, Verona è una città bellissima, è una città che non può essere macchiata da certi personaggi, succede anche a noi a Napoli chiaramente, per altri aspetti, nel senso che anche la nostra napoletanità è macchiata da certi atteggiamenti, da persone che non capiscono come ci si deve comportare, magari diversamente, magari non allo stadio ma in altri settori, però bisogna anche denunciarle certe cose e dirle chiaramente a voce alta perché non è accettabile una situazione del genere. Poi sulla narrazione di Napoli città cattiva se ne fa ampio utilizzo, ma come diceva giustamente Antonio poi accadono cose anche in altre città, ad altre latitudini e io in questi giorni ho sentito addirittura qualcuno che aveva paura della vittoria di Sal Da Vinci, quindi la narrazione si estende a tutto un contesto che non fa solo parte della città".

38 anni dall'ultima vittoria di un napoletano a Sanremo, troppi? "Assolutamente sì, di artisti napoletani che hanno partecipato a Sanremo ce ne sono stati, non è che non si siano presentati, però magari negli anni passati un po' di puzza sotto al naso, c'erano atteggiamenti anche irriguardosi nei confronti di chi ha usato il dialetto, ma lo stesso Geolier, che due anni fa meritava la vittoria, non l'ha avuta per una questione anche nota, che conosciamo, assolutamente. Al di là delle questioni, la polemica la conosciamo, poi io voglio dire, sono stato in qualche modo partecipante a certe polemiche, ma non di quel tipo lì, polemiche riguardo al tipo di napoletano scritto, ma non aveva a che fare con il napoletano parlato, con il napoletano che va comunque accettato, e infatti Sal Da Vinci poi alla fine fa un'operazione che oggi è vincente, cioè mette il napoletano, quella punta di napoletano che non guasta, anzi fa assolutamente bene, probabilmente questo a qualcuno continua a non andare bene. 38 anni sono tanti, sono assolutamente tanti. Come 33 erano gli anni dello scudetto del Napoli, 23 anni. Ci sono delle analogie. Esatto, qualcuno ha paragonato lo scudetto mancato del 2018 alla vittoria di Geolier mancata di due anni fa, a questa vittoria di Sal Da Vinci allo scudetto del 2023. Si è rimediato, per fortuna".