Giuliani: "Il Napoli non deve ripetere Verona! Sal? Può fare benissimo all’Eurovision"
Fulvio Giuliani, giornalista e direttore de La Ragione, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o qui per Android).
È stato un weekend importante per Napoli, tra la vittoria del Napoli e quella di Sal Da Vinci. Che giornata è stata? Che sensazione hai provato? "Non sono riuscito ad arrivare sveglio alla proclamazione, lo ammetto, ma la colpa non è di Sal. Il festival, dal punto di vista televisivo, è costruito non benissimo: molto lento, a tratti noioso. Trenta canzoni sono troppe e molte erano dimenticabili. Però, al di là della questione musicale – io ascolto Springsteen, vengo da un altro mondo – quello che mi piace della vittoria di Sal è aver premiato una persona che ha faticato tanto. La gavetta che ha fatto va raccontata ai nostri figli. Non si può fare San Siro dopo tre giorni di carriera. Si cresce gradualmente. Sal non impazzisce vincendo Sanremo, resta sé stesso. È un artista che ha interpretato Sanremo in maniera onesta e sincera".
Possiamo fare un parallelo con il calcio? Poche canzoni come poche squadre per lo Scudetto? "Sì, perché molte canzoni fra poco non le suoneranno più. È tutto lì.
Vittoria all’ultimo secondo, partita poco brillante del Napoli. "La vittoria all’ultimo secondo è un romanzo, bellissimo per Romelu Lukaku. Però non possiamo dimenticare il resto: la partita è stata profondamente insoddisfacente, soprattutto nella gestione. Se non guardiamo anche questo, facciamo un errore".
C’è un problema psicologico nella squadra? "Sì, è una situazione complicata. L’obiettivo grande è andato. La Champions è finita male, fuori anche dalla Coppa Italia. Ora c’è l’obiettivo Champions League, vitale per la società, ma per i giocatori non è la stessa cosa. Ho avuto la sensazione che si farà fatica a mantenere la concentrazione. La classifica è corta".
Con un altro tecnico dove sarebbe il Napoli? E Conte resterà? "Se il Napoli è lì è perché c’è un allenatore che tiene la barra dritta. Conte ha enormi meriti. Però il suo profilo non è l’allenatore ideale per il Napoli dal punto di vista economico. Conte ha bisogno di giocatori affermati e costosi. Il Napoli non può fare mercati da 200 milioni. L’allenatore ideale, per filosofia, sarebbe più un profilo come Fabregas o Gasperini, uno che lavora sui giovani. Detto questo, mandare via Conte sarebbe costoso e poco logico. Probabilmente resterà".
Il silenzio di De Laurentiis è significativo? "È una cosa buona. Meglio così".
Napoli in Champions e Sal Da Vinci all’Eurovision? "Sal può fare benissimo all’Eurovision. È un pezzo da Eurovision: festa, allegria, ritmo. Per quanto riguarda il Napoli, deve andare in Champions. È vitale per restare ad alto livello. Il calendario è buono, ma serve una squadra diversa da quella vista ieri".
La lotta Champions è apertissima. Che sensazione hai? "È tosta. Il Napoli è più forte di molte concorrenti, ma non deve ripetere partite come quella di Verona. Ce l’abbiamo tra le mani. Bisogna chiudere il campionato con fame e onore. Tutto il resto è noia".
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