Sala stampa Sanremo, Caccia: "Pizzico di razzismo e analogie Da Vinci-Geolier"
Alberto Caccia, giornalista presente in sala stampa al Festival di Sanremo, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi seguire sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o per Android), qui sul sito anche in video.
Come hai vissuto questa esperienza a Sanremo? "Dal punto di vista emozionale, nel momento in cui da napoletano vince un napoletano resti felice. È una felicità mediatica, facevo parte della sala stampa. È stata una bella sensazione, anche perché Sal è riuscito a diventare un tormentone prima della vittoria. Però c’è stata la solita disamina con quel pizzico di razzismo che tarda a sparire quando si tratta di persone napoletane o del Sud. Nel 2026 è qualcosa che stanca decisamente.
Un festival come Sanremo dovrebbe essere una festa per tutti, ma si rischia di macchiare il messaggio della musica? "Sono d’accordo. Purtroppo questo non avviene ancora. È stata una settimana agrodolce: la canzone è piaciuta a tantissimi, tutte le giurie l’hanno votata, ma c’è sempre quel “sì, però” che lascia l’amaro in bocca. Però è una vittoria importante e credo che tutti i napoletani debbano essere contenti".
Hai vissuto un episodio spiacevole mentre guardavi la partita a Sanremo? "Sì, con un collega tifoso del Napoli volevamo vedere la partita in un bar sul lungomare. Al gol di Hojlund abbiamo esultato senza esagerare, ma siamo stati accerchiati da battutine. Il cameriere ci ha detto che, se non prendevamo altre consumazioni, dovevamo andare via. Ci siamo sentiti a disagio e quasi in pericolo, così abbiamo lasciato il locale e siamo tornati in albergo. Purtroppo esiste ancora questa sorta di razzismo".
Hai trovato analogie con l’edizione del 2024? "Sì, assolutamente. Però Geolier aveva un genere più di nicchia e il pezzo era totalmente in napoletano, quindi ha avuto un maggiore ostracismo rispetto a Sal, che canta in italiano con qualche frase in napoletano. Ho trovato parecchie analogie".
In sala stampa c’era divisione sulla vittoria? "Sal non ha vinto con largo margine, ma per pochissimo. Ha diviso alcune giurie, però anche chi non gli ha dato un voto alto non poteva dargli uno. È stata una vittoria per un soffio, circa 0,03 di differenza.
Che impressione ti ha fatto il Napoli a Verona? "Fondamentalmente ci credevo. Il Napoli ha gestito dopo il vantaggio, ma ha rischiato per un episodio che ha portato al gol del Verona. Non fare il 2-0 contro l’ultima in classifica è un errore che non dovrà ripetere. La vittoria è meritata, ma qualcosa va rivisto. Mi è piaciuto l’impatto iniziale, meno la gestione.
Il gol di Lukaku può essere un gol svolta? "Credo di sì. Vincere al 95' ti carica, ti protegge dalle critiche e ti dà un’altra energia. Inoltre può rilanciare Lukaku, che ha avuto una stagione sfortunata. Può dare qualcosa in più nel finale".
Rimane il rammarico per la distanza dall’Inter? "Sì, meno 14 è difficile da digerire. Speravo in una distanza a una cifra, meno 9 o meno 8. Il calcio non è esatto, però recuperare 14 punti è oltre il miracolo. L’Inter ha meriti, ma anche episodi favorevoli che incidono".
Sal Da Vinci all’Eurovision? "È un pezzo eurovisionabile. Può funzionare all’estero, queste canzoni funzionano. Attenzione, perché può uscire dai confini nazionali".
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