Vergogna a Verona, Zaccone: "Più vergognoso il complice silenzio"
Maurizio Zaccone, giornalista e scrittore, è intervenuto nel corso di "Domenica Azzurra" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android).
Napoli in difficoltà contro il Verona ultimo in classifica però sono arrivati tre punti importantissimi per la corsa Champions anche in virtù del fatto che stasera ci sarà la partita Roma-Juventus? "Sì, senza alcun dubbio non possiamo parlare di una bella partita in quanto la differenza, la cifra tra le due squadre era talmente grande che non c'erano alibi per una differenza che si sarebbe dovuta vedere anche nel rettangolo di gioco. Però sappiamo anche che il calcio è così, è questa roba qua e poi al Napoli spesso è capitato, è inciampato proprio nella sua storia con quelle che erano le partite sulla carta meno ostiche e più in discesa. Veniamo poi da un periodo così strano e altalenante che davvero questa vittoria ce la prendiamo con tutto il cuore e la gioia perché è giunta anche al 91°, al 97° e sono punti pesanti e importanti nella corsa Champions. Diciamo che ci siamo ripresi un po' quello che c'era stato tolto, anche se in realtà non abbiamo vinto per un favore arbitrale, abbiamo vinto perché ne abbiamo messa una in più degli avversari".
Che sensazioni ti lascia questo Napoli che vince a Verona ma gioca i due minuti iniziali e i due finali? "No, la penso così: per quanto riguarda la prestazione i risultati passano attraverso le prestazioni, noi altre strade non ne abbiamo quindi se le prestazioni sono sotto tono ci può andare bene una volta invece non ci andrà bene altre volte quindi è ovvio che noi dobbiamo vedere le prestazioni perché sono propedeutiche poi all'ottenimento dei risultati se non ci si mette di traverso qualche altra cosa come le decisioni arbitrali che ci hanno sfavorito e poi le disgrazie che arrivano con gli infortuni e via dicendo. Per quanto riguarda l'obiettivo minimo sì, il Napoli deve agevolmente sfilarsi da quella situazione che ha di incertezza terzo-quarto posto con una squadra alle calcagna e consolidare un distacco dalla prima inseguitrice in modo da blindare il prima possibile il traguardo Champions. Su questo sono assolutamente d'accordo con te al 100%. Noi eravamo partiti per giocarci lo scudetto, l'Inter va come un treno, vari fattori ci hanno impedito di rimanere agganciati a questo treno, io spero anche nel secondo posto".
Il Napoli è parso anche un po' monotono nella proiezione offensiva, cercava sempre il pallone solo ed esclusivamente su Hojlund senza avere altre idee? "Monotono sotto tutti gli aspetti, raramente ci siamo entusiasmati ma la partita di ieri aveva tratti di monotonia forti oltre che sotto l'aspetto, come dici tu, di soluzioni praticamente sia come interpretazione della gara. Non si è vista la differenza che si doveva vedere e c'è qualcosa su cui riflettere. Quando si riflette e hai preso i tre punti è sempre meglio perché puoi guardarti allo specchio. Io lo sento con questi ragazzi perché alla fine alternano anche prestazioni importanti spesso ad altre, quindi andare a decodificare perché il Napoli offre una piccola prestazione una volta e poi due volte palesa una stanchezza che però non è mentale perché alla fine i ragazzi in qualche modo si dà che lo vogliono vincere, allora è materia da post campionato. Ora come ora si guardassero negli occhi e dicessero è andata bene a Verona, vediamo, non ci andrà sempre bene, vediamo come dobbiamo fare fra virgolette perché se continuiamo con queste prestazioni è ovvio che poi dopo gli inciampi arriveranno.
Su Conte e sulla comunicazione: quando cita sempre gli anni di contratto, che messaggio vuole mandare? "Potrebbe succedere tutto, tutto e il contrario di tutto. Se il Napoli ha deciso che il discorso con Conte è finito si starà già attrezzando per l'anno prossimo, se ha deciso invece di proseguire valuterà poi a campionato in corso o a fine campionato di fare in modo che quello con Conte non sia l'ultimo anno. Però è anche difficile perché veramente è dura da gestire con Conte, perché se prima dicevamo che gli allenatori non duravano con De Laurentiis, si può dire che è un presidente che riesce a durare con Conte in questo senso, perché i segnali arrivano da troppo tempo e sempre forti. A volte sono stati pure molto utili e non hanno creato drammi e spaccature quando lo pensavamo, in realtà perché c'è stato un momento in cui sembrava avesse dato le dimissioni, lo spogliatoio spaccato, risultati che non arrivavano, in realtà ha fruttato proprio il periodo critico poi grazie anche alla saggezza del club e di altri attori in campo, allenatore compreso, per una ricostruzione e in qualche modo una rinascita del Napoli. Molte cose le dobbiamo prendere o con le pinze o farcele entrare ed uscire perché fanno parte delle caratteristiche del personaggio che al di là dei messaggi che vuole mandare ha un po' questa fine polemica, questo rimarcare le difficoltà, però a noi poco interessa, l'importante è che davvero si faccia di tutto per ottenere i tre punti a ogni partita e Conte questo ci prova a farlo".
Ieri è tornato al gol Romelu Lukaku, come l'hai visto? "Mi sono emozionato, mi sono emozionato oltre che per il gol, per le sue parole, le lacrime per il papà. Il calcio è ancora questo, è emozione. Quando vedi che chi entra dice al Napoli ero finito prima di venire a Napoli, quelle parole mi hanno colpito moltissimo al di là di qualunque condizione fisica, quando c'è un coinvolgimento emotivo sembra che davvero ti ricordi che non siamo solo una squadra di calcio, siamo qualcosa che dà e che prende, quindi è un discorso che mi ha colpito fortissimamente e sono stato felice.
È possibile che nel 2026 si raccontino ancora episodi come pietrate ai tifosi e aggressioni, mentre Napoli viene dipinta sempre in un certo modo? "A noi ci tocca solamente raccontarle perché fino a prima che Maradona venisse a giocare la sua prima partita col Napoli quello che succedeva era un chiacchiericcio tra i tifosi ma la stampa nazionale non ha mai evidenziato quello che era un sentimento popolare. Fortunatamente con il lavoro fatto da Maradona e poi con l'avvento dei social quarant'anni dopo tutto questo non passa più sotto silenzio però comunque viene ribattuto sempre con due misure e l'unica via è la strada del denunciare. Purtroppo c'è ancora chi crede di avere cultura e onorabilità per diritto di nascita, invece l'onorabilità si dimostra e non la dimostrano quando andiamo in trasferta nel nord, capita a Firenze, capita a Verona, capita a Bergamo, capita da tante altre parti ed è più vergognoso il complice silenzio che invece di stigmatizzare oscura tutto questo salvo poi farti i reportage se c'è una pallina di carta che viene lanciata invece all'ombra del Vesuvio, quindi il nostro lavoro è solamente ricordarlo come state facendo ora in questo momento".
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