Da Zero a Dieci: il nuovo acquisto in difesa, il tradimento di Meret, la rabbia di Mario Rui e la scelta di Allan

 Da Zero a Dieci: il nuovo acquisto in difesa, il tradimento di Meret, la rabbia di Mario Rui e la scelta di AllanTuttoNapoli.net
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
lunedì 13 maggio 2019, 11:06In primo piano
di Arturo Minervini
Calciomercato Napoli

(di Arturo Minervini) - Zero ad un campionato meno credibile di un centralinista di un call center che ti offre l’offerta della tua vita. Tutto così scontato, risultati più prevedibili del finale di un film di Di Caprio (con la morte di Leo). La Juve va a Roma in canottiera (orribile la nuova maglia) e ciabatte ed offre ancora una volta i tre punti ai giallorossi, la Samp che non si lascia sfuggire l’occasione di inguaiare il Genoa, il Frosinone che ancora una volta dà ragione a De Laurentiis. Così come nello scorso anno, con il Napoli che ne fece le spese, le televisioni pugnalano la regolarità imponendo ancora lo spezzatino. Se vi piace così…

Uno come la prima in Serie A di Gianluca Gaetano. Un fiore che sboccia, ossimoro in una primavere che tarda a portare i suoi frutti. Pochi frammenti per il classe 2000, che rompe però il ghiaccio con il massimo campionato e può ora alzare l’asticella, sperando magari in uno spezzone più ampio o, perché no, in una maglia da titolari. “La giovinezza finisce quando il tuo calciatore preferito ha meno anni di te”. Speriamo prestissimo di doverci sentire tutti terribilmente vecchi innamorandoci delle giocate di questo ragazzo. 

Due gare, 180 minuti più recupero poi il rompete le righe. Nella stanza dei bottoni del club, però, questa stagione è già il passato. Bisogna accelerare le operazioni sul mercato, prendere decisioni importanti, magari anche impopolari, per provare ad allestire una squadra ancora più forte. Le fondamenta sono state poste da Ancelotti, ora bisognerà limitare il margine di errore sul mercato. La Juve può anche sbagliare un acquisto, il Napoli non può permetterselo. È la condanna di chi deve provare a lottare con un gigante avendo risorse nettamente inferiori. 

Tre difensori centrali, con Allan che si affiancava a Koulibaly e Luperto per uscire dalla pressione della Spal. Si può avere qualsiasi opinione su Ancelotti, ma fingere di non vedere la varietà di soluzioni tattiche provate in questi mesi non rende merito ad un osservatore che ha la presunzione dell’onesta. È un Napoli che si sta attrezzando per avere più volti, per saper declinare nuovi versi quando l’avversario pensa di conoscere già il tuo spartito. È un punto di partenza importante per il prossimo anno. 

Quattro volte titolare nelle ultime sette ed una crescita costante. A tratti Younes è enigma più irrisolto di quello della Sfinge per la difesa della Spal, con Amin che passeggia nella difesa di Semplici senza che nessuno riesca a tenerne il passo. Con questo ritmo sincopato, il tedesco manda fuori giri gli interventi dei difensori con l’unica pecca di ritardare in alcuni casi la conclusione. Violino zigano un po’ ribelle Amin, capace di stordire l’avversario ed in alcuni casi lasciarsi stordire anch’esso dalla sua musica inebriante. Non si possono mettere le briglie al talento, ma cercare di indirizzarlo verso il risultato ottimale quello sì. Buon lavoro Ancelotti.

Cinque non al ritmo sincopato di Younes, ma a quello balbettante di Verdi che a differenza di Montesano in ‘Culo e camicia’ non trova nell’indossare le scarpette rimedio ai suoi problemi. Ancelotti lo lascia ancora fuori dall’unidici iniziale, ma nella mezz’ora a disposizione trasmette ancora una volta un senso di incompiuto, una distanza incolmabile tra pensiero e realtà. Giocate forzate da una mente che evidentemente è affollata da cattivi pensieri più dell’R5 in un tranquillo week end di paura.

Sei al difensore centrale che non ti aspetti. Petagna si sdoppia in pochi minuti: prima realizza il rigore del momentaneo 1-1, poi cambia casacca e va a murare da perfetto difensore centrale (del Napoli) la conclusione di Jankovic. Avrà pure segnato 15 gol in campionato (5 su rigore), ma resta più macchinoso dell’Uomo di Latta nel Mago di Oz.

Sette al mancino rabbioso di Mario Rui. Dopo quattro panchine consecutive, ritrova maglia da titolare ed il primo gol stagionale, infilando nel suo sinistro tutta la rabbia accumulata in queste settimane. Sceglie di non esultare, lanciando un messaggio ai tifosi e probabilmente anche al club. Ha ricevuto tante critiche, molte meritate. Forse sarebbe stato più saggio godersi il momento, lasciarsi trasportare dall’emozione e non condizionare dalla rabbia. Accetta il consiglio Mario, semmai dovesse esserci una prossima volta.

Otto due punti come gli 82 punti raccolti da Sarri al primo anno in azzurro. Vincendo le ultime due Ancelotti potrebbe eguagliare quel punteggio, traguardo significativo solo statisticamente perché questo continuo confronto resta poco edificante. Bisognerebbe affrontare la questione mettendo da parte gli interessi di parte, le inclinazioni personali, le simpatie, i vecchi e nuovi rancori. Praticamente impossibile, ecco perché ognuno cerca di portare acqua al proprio mulino per far prevalere una tesi più di un’altra. E continuiamo a farci del male. 

Nove all’innata grandezza. A quello che non puoi insegnare, un’istinto che non è trasmissibile geneticamente. Meret è per natura destinato ad essere tra i migliori al mondo, non per una sua scelta. È la natura che ha voluto che lo fosse e lui non può che assecondare quella volontà. Un dono che Alex porta con spalle larghe, camuffando da semplici interventi parate in realtà molto complesse. Viaggia con qualche secondo di anticipo rispetto al mondo, così sa già dove piazzarsi in attesa del pallone spezzando il cuore all’ex tecnico Semplici. Puntuale ad ogni appuntamento mostra di essere più affidabile di una Fiat Panda Fire a quattro marce. Alex non ti lascia mai a piedi e non lo farà per i prossimi 15 anni. Proprio come la Panda.

Dieci a qualcosa che va oltre il calcio. Ad un sentimento, labbra che incontrano un colore dominante. Allan segna un gran gol, il primo del suo campionato, ma la sua priorità diventa lanciare un messaggio. Un annuncio come una bottiglia lanciata in fondo al mare con un messaggio custodito, un desiderio che si rinnova come il fuoco della passione. Il brasiliano dimostra di voler resistere al vento del cambiamento parigino, come un piumone che combatte strenuamente contro il cambio di stagione. Un bacio a volte sa farsi attendere per così tanto tempo, si perde tra la banchina di un porto affollato ed il buio che non aiuta a raggiungere la destinazione desiderata. Poi, però, arriva il sole a fare chiarezza. Allan pare aver fatto la sua scelta.