Un miracolo che vale 200mln per ADL

Con la manualità dell’artigiano, Gattuso inizia a lavorare prima di tutto sulle cose di un tempo antico: i rapporti umani.
01.07.2020 08:02 di Arturo Minervini Twitter:    Vedi letture
© foto di Alessandro Garofalo/Image Sport
Un miracolo che vale 200mln per ADL

(di Arturo Minervini) - Datemi un Ringhio e vi solleverò il mondo. O per lo meno risolleverò una squadra che stava affrontando i segni del tempo, specchiandosi dentro ad uno specchio che non ricambiava più con l’immagine splendente di un tempo. Perchè il calcio non avrà leggi rigide come la matematica, ma si basa sull’interazione di corpi/menti/personalità che in qualche modo fanno riferimento alla fisica, quella sì. 

E allora si può parlare di forze che spingono in parte differenti, di un tecnico che non è riuscito a toccare le corde giuste per rendere una squadra un corpo uniforme. Perchè Ancelotti sarà ed è uno dei tecnici migliori di sempre, ma il percorso napoletano è frammentato più da ombre che da intuizioni brillanti. Sui motivi di questo insuccesso, si è detto/ipotizzato/teorizzato tutto ed il contrario di tutto, senza arrivare però ad una versione univoca. Restano i fatti, che raccontano di una squadra in picchiata assoluta. Svalutata in tutti i suoi elementi, svilita nelle ambizioni, traumatizzata da un ammutinamento che non aveva precedenti nella storia. Se certe cose succedono, non succedono mai per caso. Le azioni sono spesso frutto di un vissuto precedente, di un malessere che cova nel petto prima di diventare fatto che si compie. Che non puoi più tornare indietro, anche quando vorresti. 

Sta di fatto, dunque, che Rino Gattuso si è trovato in mano un teorema che sembrava impossibile da risolvere. Parentesi nell’equazione aperte e mai chiuse, risultati che portavano a conclusioni totalmente sballate. Numeri deficitari in classifica, numeri al ribasso per il valore di una rosa che rischiava di essere depauperata fino allo sfinimento. 

Con la manualità dell’artigiano, Gattuso inizia a lavorare prima di tutto sulle cose di un tempo antico: i rapporti umani. Lancia messaggi di fiducia al gruppo, concede occasioni anche a chi pensava di non averne più a disposizione. Gratifica Insigne nel ruolo di capitano riscoprendolo talentoso e dedito al sacrificio, fa esplodere Maksimovic, recupera Hysaj che sembrava ormai prossimo alla rottura, restituisce a Zielinski e Fabiàn la loro posizione naturale. L’elenco sarebbe lungo e quello fatto non è certo esaustivo, ma ci siamo capiti.

Non solo. Sul piano economico questo tipo di rivalutazione rappresenta una garanzia per la società. I calciatori appetibili sul mercato sono tornato a rendere su livelli alti e non ci sarà nessun rischio svalutazione (se non legato ad una flessione globale del mercato dopo l’emergenza Covid). In più la squadra ha messo in cascina il denaro derivante dalla vittoria della Coppa Italia, che porterà anche altri introiti: la partecipazione alla Supercoppa e l’accesso automatico ai gironi della prossima Europa League.

Un orizzonte totalmente ribaltato. Con un uomo che ha assunto la funzione di leva per risollevare un mondo che sembrava aver smarrito tutte le regole che lo regolavano. Quella leva si chiama Rino Gattuso. E può si esclamare con soddisfazione: Eureka.