Guido Clemente di San Luca a TN: "Primo gol è indiscutibilmente irregolare e ha spostato il verso della partita"

Guido Clemente di San Luca, Ordinario di Diritto Amministrativo, Università della Campania Luigi Vanvitelli, ha scritto per Tuttonapoli un editoriale analizzando la gara con il Barcellona.

09.08.2020 19:37 di Redazione Tutto Napoli.net  Twitter:    Vedi letture
Guido Clemente di San Luca a TN: "Primo gol è indiscutibilmente irregolare e ha spostato il verso della partita"

Guido Clemente di San Luca, Ordinario di Diritto Amministrativo, Università della Campania Luigi Vanvitelli, ha scritto per Tuttonapoli un editoriale analizzando la gara con il Barcellona.

"Ho lentamente coltivato, nell’intimo più profondo, l’attesa per la partita del Camp Nou. Alla fine è arrivata, e naturalmente non ho avuto la gioia che sognavo. Benché il giorno prima – come, senza vergognose ipocrisie, la stragrande maggioranza degli italiani – sono stato soddisfatto dalla eliminazione dei non colorati. Si fa una gran fatica a capire perché la stampa e le Tv non raccontino della gioia della maggior parte del Paese per la eliminazione della squadra percepita dai più come espressione di tirannia ed arbitrio, continuando a celebrarli in maniera servile e codina. E poi si rivendica la libertà di informazione. Informare significa raccontare i fatti, anche se accompagnati dalle opinioni. E la diffusa convinzione della proterva impunità dei privi di colore è un fatto: c’è sete di giustizia, e nessuna anti-italianità, nel gioire per la sconfitta del tiranno! Veramente non se ne può più: abbiamo piene le tasche di tanta codina e servile compiacenza nel raccontare la realtà!

Torniamo a noi. Non abbiamo avuto fortuna, è indubbio. Ma non solo. E precisarlo non è mettere in scena il solito ‘piagnisteo napoletano’. Semplicemente continuare imperterriti a pretendere il rispetto e l’eguale applicazione delle regole.

Il primo gol è indiscutibilmente irregolare. Ed è quello che ha spostato il verso della partita. Fino a quel momento si aveva la netta sensazione che il Napoli fosse nel suo pieno controllo. Preso il gol ha perso convinzione, mentre loro hanno acquistato fiducia. Non si discute: una grande squadra è tale se non si abbatte. E gli azzurri si sono palesemente avviliti e spaesati per mezzora. Tuttavia succede: l’anno scorso non si è abbattuto proprio il Barça dinanzi al Liverpool? E qualche anno prima non si sgretolò il PSG di fronte allo stesso Barça?

Sul secondo gol, ipercelebrato dai media, prima di fare un tiro perfetto, Messi ha avuto una ‘suerte’ infinita. Ancora una volta è venuto meno il kairos (come a Londra con il Chelsea): la palla che carambola tre volte, sempre a favore della pulce, e poi, certo, Messi è Messi.

Ne fa pure un altro, ma stavolta il Var lo fa annullare. E la circostanza è più che sospetta: non essendo intervenuto sul loro primo gol, in maniera clamorosamente illegittima, questa era l’occasione perfetta per apparire neutrale; ma – nemmeno c’è bisogno di sottolinearlo – un conto sarebbe stato annullare il primo gol, ben altro il terzo, a quel punto quasi ininfluente.

Soprattutto ove si consideri che dopo poco il video-assistente ha subito rimediato con il rigore concesso al Barça: questa volta è sollecito a richiamare l’arbitro turco (scadente e assai presuntuoso, l’avevo pronosticato), che – in buona compagnia dei commentatori televisivi – rinviene il fallo di Koulibaly: io resto fermamente convinto che, a termini di regolamento, il fallo sia di Messi, perché lui non prende lo spazio sulla palla prima del calcio di Kalidou, bensì, in gioco pericoloso, frappone il piede fra quello del difensore ed il pallone che stava calciando. La dinamica non può confondersi con quella del rigore a favore degli azzurri, perché lì Rakitic interviene su Mertens che invece ha preso lo spazio sulla palla prima dell’altro. Lo so, qualcuno dirà che sono fazioso. Non è così, è solo amore per la verità dei fatti.

Abbiamo così perduto il gusto di seguire la parte finale della Champions. Un po’ mestamente ci tocca riprogrammare lo stato emotivo, proiettandoci sulla prossima stagione. Perderemo alcuni beniamini. Sono certo che rimpiangeremo Callejon, e se andrà via – come sembra – anche Kalidou. A loro va il nostro grazie più sentito per aver dimostrato di essersi sentiti napoletani. Un tristissimo sguardo infine – fugace e confermativo – al prevedibile tramonto del rinnegato. La bellezza degli ideali non ha prezzo. E tradirli ti porta inesorabilmente nella polvere.