Milinkovic-Savic: "Dicono che sono matto! Se mi tiri in faccia sono contento perché ho parato"

Milinkovic-Savic: "Dicono che sono matto! Se mi tiri in faccia sono contento perché ho parato"TuttoNapoli.net
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Oggi alle 17:30Le Interviste
di Pierpaolo Matrone

Intervenuto al microfono di Dazn, Vanja Milinkovic-Savic ha raccontato il suo percorso, il rapporto con il calcio italiano e le ambizioni con il Napoli di Antonio Conte: "Se vuoi diventare un portiere di alto livello devi controllare tutto. Nel calcio moderno devi giocare 10-15 metri fuori dall’area, essere sempre dentro la partita e leggere ogni situazione. Io mi sento quasi un difensore centrale aggiunto".

Sulle sue origini da attaccante Milinkovic-Savic svela: "Non sono nato solo per parare, ero anche uno che voleva metterla dentro. Avevo quella cattiveria lì, ero un bomber vero, egoista, non passavo mai il pallone. Poi è scattato qualcosa dentro di me: ho scelto di proteggere, come nella vita. E poi diciamolo, oggi l’attaccante corre tantissimo, io ho preferito la porta. Vengo da una famiglia di sportivi. Abbiamo seguito nostro padre ovunque: Portogallo, Austria. Parliamo 4-5 lingue. Con Sergej c’è competizione vera, non lo farei mai segnare. Lui ci ha provato, ma non ci è riuscito. Spesso mi dicono che sono matto, ma in realtà sono normalissimo. Se in un uno contro uno mi tiri una pallonata in faccia sono contento, vuol dire che ho fatto una parata".