Napoli alla pari dei marziani ma verso l'Europa League. E ora senza un giocatore-chiave
Il Napoli sfiora l'impresa contro il Manchester City, annullando per larghi tratti il divario tecnico con una squadra costata 746mln di euro (contro i 216 dei partenopei) che guida la Premier, è imbattuta da 23 gare ufficiali, ha il miglior attacco d'Europa, il minor numero di tiri subiti e da agosto addirittura non andava sotto nel punteggio. Il 4-2 finale condanna quasi sicuramente gli azzurri all'Europa League e non rende l'idea della gara del San Paolo, spettacolare ed aperta fino alla fine ma con la svolta a 20' dalla fine: trovato il 2-2 nel momento più difficile, il Napoli torna a spingere ed Ederson nega con un prodigio il 3-2 a Callejon. Sull'angolo seguente parte però il contropiede del City che porta al vantaggio degli inglesi. L'infallibile legge del calcio trova applicazione ma nulla toglie alla prova del Napoli, dominante per i primi 25', che passa con Insigne ma non trova il raddoppio, subendo poi il ritorno del City e pagando dazio sul cronico problema della fisicità sulle palle inattive.
Non ha aiutato di certo gli azzurri l'infortunio di Ghoulam alla mezz'ora, col Napoli che ha perso la solita spinta e non ha avuto neanche il tempo di riposizionarsi - con l'ingresso di Maggio e Hysaj spostato a sinistra - subendo il gol di Otamendi su cross proprio dalla destra. Più che per la partita, però, le riflessioni su Ghoulam riguardano il resto della stagione: è rottura del crociato. Un altro dopo quello di Milik in appena un mese che priva Sarri di quello che finora è stato uno dei giocatori chiave e punto di forza. Sostituirlo è tutt'altro che facile, soprattutto nell'immediato - a partire dalla trasferta col Chievo - con Mario Rui che deve prima trovare ritmo e condizione dopo la lunga inattività.
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