Allegri specialista Champions? Da Torino: "Ma aveva squadra forte e c'è un rimpianto"
Graziano Carugo Campi, giornalista che segue le vicende di casa Juventus, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania.
Che ricordi hai di quella partita, in generale, dell'ultimo Allegri in Champions con la Juve?
"Sì, diciamo che era una Juve in grossa difficoltà a livello mentale, perché comunque già si respirava la separazione tra il direttore generale, all'epoca Giuntoli, e Massimiliano Allegri. Si era capito che si stava andando in una direzione che poi portò al clamoroso litigio durante la finale di Coppa Italia. È stata una Juve che poi negli anni però ha continuato a confermare i limiti di quella stagione, una squadra che non riusciva ad alzare il livello. All'epoca tutte le colpe ricaddero su Massimiliano Allegri, c'è da dire che poi sono cambiati gli allenatori, ma la sostanza è sempre rimasta questa."
Allegri specialista della Champions: è ancora corretto parlare in questi termini mediaticamente di Allegri o è un po' anacronistico?
"Ti dico la verità, sono cambiate un po' le dinamiche, perché quella Juventus aveva una rosa che era di livello assoluto, basta pensare ai difensori, a Pirlo, Buffon, Bonucci, Barzagli, Chiellini, insomma, Pogba, Vidal. Era una Juve che aveva dei calciatori di livello assoluto, tra i più forti al mondo nei rispettivi ruoli. Peraltro ti dico la verità, le due finali è vero che la Juventus ha giocato contro due squadre molto forti, però il risultato alla fine ha lasciato l'amaro in bocca perché qualche speranza in più c'era. Dopo c'è stata ovviamente la sconfitta dell'Inter col Paris Saint-Germain, ma le due sconfitte molto pesanti nel punteggio subite dalla Juventus contro Barcellona e Real Madrid lasciarono l'amaro in bocca perché ci si aspettava una gara forse più equilibrata."
Ma si rischia a Napoli in particolar modo di vedere anche un Allegri, come dire, inedito, cioè nel senso lui ancorato al risultatismo?
"Ma sinceramente Allegri a modo suo ha sempre messo i puntini sulle i quando non c'era sintonia con la società. Però va anche detto che poi la società fa delle richieste, ci si mette d'accordo su quelli che sono gli obiettivi e quindi in base a quello poi l'allenatore giustamente pretende di essere giudicato. Allegri congiunto arrivò in Champions League e vinse la Coppa Italia, venne comunque esonerato e lì fu forse la prima volta che rispetto a quelle che erano le premesse c'era una punizione per l'allenatore. Forse anche quando venne esonerato da Andrea Agnelli dopo aver vinto lo Scudetto ci fu un po' di sorpresa, perché effettivamente non solo era stato centrato l'obiettivo, però si era praticamente raggiunto quello che era il massimo risultato possibile. In questo momento bisogna dare anche degli alibi, secondo me, a questo Napoli, a partire dal fatto che il calendario è stato veramente crudele, con Inter e Arsenal, sono tre squadre e non sottovaluto neanche il fatto che il Genoa in casa sia complicato, nonostante le tre sconfitte che ha avuto in questo inizio di stagione. Diciamo che il calendario non ha assolutamente aiutato gli azzurri e al tempo stesso le perdite di McTominay, quella di Buongiorno a inizio stagione e il fatto che De Bruyne non sia al top della condizione sicuramente limitano ancora un po' questo Napoli. Non dimentichiamoci che Antonio Conte è scappato a gambe levate, valutando questa rosa in un modo secondo me esagerato. Ad Allegri bisogna dare tempo, è anche vero, e chiudo, che quando comunque, vista una serie di circostanze ed anche sfortunate, magari non puoi giocare per vincere il campionato, per vincere la Champions League, ti devi aspettare che almeno i tuoi tifosi li devi far divertire. E quindi dici: d'accordo, come succede con il Como, per esempio, io il Como lo seguo sempre, male che vada il risultato conta relativamente, ma quando vai a vedere giocare il Como ti diverti perché la mentalità è quella di giocare per far divertire il pubblico e questo secondo me al Napoli bisogna chiederlo, perché comunque gli interpreti ci sono."
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