Allegri aziendalista? Vocalelli: "Ha sbagliato a non chiedere un mercato diverso"
Alessandro Vocalelli, giornalista e opinionista de La Gazzetta dello Sport, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania.
Napoli spacciato con l'Arsenal questa sera o Napoli dovrà provare e riuscirà magari a strappare un risultato positivo, direttore?
"Ma io non capisco tutto questo. Adesso negatività. Ti riporto un po' il pensiero collettivo. I tifosi sono molto, molto preoccupati. Eh, sì, ma perché essere preoccupati è giusto. Io credo che sia preoccupata anche l'Arsenal, comunque, insomma, credo che giocare a Napoli contro il Napoli non sia divertente per nessuno, perché è una partita di Champions e può succedere di tutto, può finire in tutti i modi, però, ripeto, io credo che come il Napoli debba avere grande rispetto dell'Arsenal, stiamo parlando di una società importante che vale, leggo la Transfer Market, un miliardo e trecento milioni di valore di mercato, perché sappiamo quello che ha fatto anche recentemente, però credo che anche il Napoli possa giocare la sua partita senza sentirsi una vittima predestinata, come invece capita delle squadre di medio-basso livello. Cioè, Napoli è comunque una squadra che tre giorni fa, quattro giorni fa, in maniera poi criticabile su alcuni episodi, su alcuni atteggiamenti, su cui ne parliamo, e comunque a due minuti della fine era sul 2-2 in casa dell'Inter, ha avuto una clamorosa occasione per fare il 3-2, poi ha perso, ci deve leccare le ferite e capire dove ha sbagliato, però mi sembra che non sia questa squadra di scappati di casa, allenati da un incompetente, come a volte sento dire. Io penso che il Napoli resti una squadra di livello, per cui ha avuto un impatto sicuramente negativo, agevolato dal fatto che alla seconda giornata, mentre le sue concorrenti giocavano con Lecce, con Cagliari, con Venezia, con Frosinone, con tutto rispetto a queste due squadre, lei ha affrontato il Como alla seconda giornata, alla prima partita in casa. Tra l'altro mi chiedo quali siano i parametri, se la seconda del campionato scorso alla prima partita in casa debba affrontare la quarta, mentre ci sono squadre che sono arrivate ottave e none che hanno giocato per ora solo con squadre che sono arrivate dopo di loro. Per cui trovo che il Napoli sicuramente debba interrogarsi, debba fare un esame di coscienza, debba pensare a cosa migliorare, però non anticipiamo il verdetto di un anno dopo tre partite, dai."
Qualche paletto in più nell'algoritmo che fa il calendario. Forse si poteva inserire, al di là del discorso del Napoli?
"No, ma anche perché il calcio che noi frequentiamo da qualche anno ci insegna che il calcio è vero, si gioca con i piedi, ma le percezioni a volte dipendono dalla testa e allora partire bene, avere un avvio un po' più abbordabile e partire bene è sicuramente un vantaggio rispetto a chi si trova subito Como, Inter nelle prime tre giornate. Mi sembra che ci sia un po' di sproporzione e quindi poi va giustamente, come dite voi, in campo preoccupato perché poi se perdi un'altra partita la negatività si fa anche legittimamente più forte e tutto diventa più complicato e antipatico. Però, ripeto, partire bene o male a volte non dipende solo da te, ma dagli ostacoli che hai davanti."
Allegri aziendalista, ma è contento del mercato che è stato fatto a Napoli? O prima o poi Allegri dirà la sua verità?
"Questa risposta la può dare solo Allegri. Io credo che essere aziendalista non significa essere così in subordine a tutte le decisioni della tua azienda, ma lo dico per un fatto anche di rispetto dell'azienda. Ho avuto anch'io qualche coppio di responsabilità nella mia carriera e penso che essere aziendalista, almeno così l'ho interpretato qualche volta in maniera chiaramente un po' scomoda, però essere aziendalista vuole dire segnalare quali sono i problemi, spiegare dove sono i limiti, avvertire, far scattare degli allarmi su alcune decisioni. Poi è chiaro che in un'azienda di calcio dipende, decide il Presidente, in una radio o in un giornale parlando del nostro lavoro e poi decide un editore, però uno secondo me essere aziendalista vuole dire non dire sempre sì, va bene, perché così si è aziendalista. Essere aziendalista significa segnalare quali sono i possibili rischi e problemi. Io non so se Allegri l'ha fatto, però questo è il vero, secondo me, errore in base ad Allegri: che lui si considera aziendalista, per cui va alla Juve e praticamente non gli fanno mercato, gli vendono l'ultimo giorno Ronaldo, come è successo, quindi questo è un fatto. Va al Milan e fa una stagione senza centravanti perché gli hanno detto che gliene comprano uno, non glielo comprano e lui va avanti lo stesso. Va a Napoli e accetta un mercato che non c'è stato e che secondo me è un limite da un punto di vista tecnico, ma anche da un punto di vista proprio emotivo, perché, stesso, ripeto nella mia piccola esperienza di direttore, quando tu fai un'assunzione crei anche uno stimolo, una curiosità, non vuol dire una competitività, però una voglia di non sederti su quello che è stato fatto. E lui, da questo punto di vista, secondo me ha sbagliato a non pretendere qualcosa di più, senza arrivare allo scontro, diciamo al modo un po' più comodo di Conte, però qualcosa di più si poteva fare."
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