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Futuro De Bruyne, Altamura: "Non è mai entrato del tutto, forse non è ambiente per lui"

Futuro De Bruyne, Altamura: "Non è mai entrato del tutto, forse non è ambiente per lui"
Oggi alle 21:20Radio Tutto Napoli
di Davide Baratto
Radio Tutto Napoli, Marcello Altamura commenta i temi del giorno: dall'elezione di Malagò alla FIGC al futuro di Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku

Il giornalista Marcello Altamura è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video.

Confermato in blocco l'intero consiglio federale con Malagò nuovo presidente. Può bastare un cambio al vertice per riformare il calcio italiano?

"L'Italia è il paese del Gattopardo, di Tomasi di Lampedusa: deve cambiare tutto perché nulla cambi. È cambiato il vertice ma non sono cambiati i consiglieri federali, né io personalmente ho letto un programma di Giovanni Malagò per invertire una tendenza che da troppi anni sta facendo del calcio italiano una periferia del calcio mondiale. Credo che sia soltanto un cambio di cavallo politico: quella che era opposizione a Gravina ora è in maggioranza, ma è una maggioranza composta da uomini già seduti nel consiglio federale. È necessaria una riforma sia a livello giovanile che a livello di squadra. Condivido quello che si è letto stamattina: la riduzione delle squadre del campionato, magari non a 16 ma a 18, è necessaria. E soprattutto è necessaria una riforma a livello mondiale per fermare la FIFA di Infantino, che con questo calendario di partite non ha il minimo rispetto dell'incolumità dei calciatori. Possiamo fare mille discorsi populistici sui miliardari, ma i calciatori non sono androidi, sono umani: quando giochi 65 partite in sei mesi è chiaro che i muscoli ne risentono. E ci sono tantissime nazionali, come Curaçao o Capoverde, i cui rappresentanti non guadagnano certo miliardi: spesso fanno anche altri lavori oltre a giocare a calcio."

De Laurentiis ha detto che il prossimo allenatore del Napoli dovrà avere personalità, entusiasmo e umiltà, su una rosa fortissima a cui non manca nulla. Allegri ha questi requisiti?

"Sicuramente Massimiliano Allegri ha personalità ed è stato scelto proprio per questo e per la sua esperienza, preferito a Vincenzo Italiano, che era un allenatore per un progetto nuovo ma che, lo dico senza giri di parole, rischiava di fare la fine di Rudi Garcia: essere fagocitato da uno spogliatoio che, nonostante non sia popolato da spiccate personalità capaci di guardarsi dritto negli occhi, è fatto di personalità più subdole, che cercano la congiura di palazzo o la cosa sussurrata nell'orecchio piuttosto che affrontare i problemi. Lo si è visto con Conte: era palese che lo spogliatoio avesse dei problemi con l'allenatore, ma i calciatori di spessore in certi gruppi mandano il capitano dall'allenatore a dire 'mister, abbiamo un problema, dobbiamo parlare'. Nel Napoli questo non è avvenuto, perché è uno spogliatoio che già nell'anno del decimo posto ha dato prova di scarsa personalità. Allegri è l'uomo giusto per competere: credo che il Napoli, dopo due scudetti in tre anni e il secondo posto di Conte, abbia raggiunto lo status di squadra che ogni anno deve partire per competere, anche se non sempre si riesce a vincere — è complicato, lo abbiamo visto anche con l'Inter, che ha vinto lo scudetto ma negli ultimi anni dal Covid in poi le vincitrici si sono alternate. Allegri ha il compito di ottimizzatore della rosa: è un gestore, più simile ad Ancelotti che a Conte in questo aspetto. Il Napoli ha una buona rosa che deve essere integrata da qualche tassello strategico, e poi ci sarà il lavoro più difficile, soprattutto per Giovanni Manna: piazzare gli esuberi, che non sarà cosa di poco conto."

Ieri il Belgio ha avuto grandi difficoltà contro l'Iran, e con esso anche De Bruyne e Lukaku. In ottica Napoli, uno dei due si ritaglierà un ruolo importante con Allegri?

"Se dipendesse dai desideri di Allegri, sicuramente resterebbero tutti e due, ma bisogna fare due discorsi separati. De Bruyne è sicuramente un giocatore gradito ad Allegri, non solo per la personalità e il carisma ma anche per il profilo tecnico. Però mi chiedo: De Bruyne ha ancora voglia di restare a Napoli? Quest'anno, anche osservando i comportamenti a Dimaro, dove eravamo più vicini alla squadra come stampa, ho visto un ragazzo che non si è mai sintonizzato sulla lunghezza d'onda di Napoli, probabilmente per una questione di carattere. Mi ha colpito molto anche ieri sera il fatto che, durante gli inni nazionali allargati anche ai giocatori in panchina, l'unico del Belgio che non cantava fosse De Bruyne. Ovviamente non è significativo di per sé, ma è il profilo di un ragazzo che non ha il temperamento di un Lukaku, che invece si è subito calato nella realtà, sta vicino ai compagni, li incita, e quest'anno ha fatto un grandissimo lavoro su Hojlund insegnandogli movimenti in allenamento: un leader che fa sentire la sua presenza. Bisogna capire prima cosa vuole fare De Bruyne. Su Lukaku non ho dubbi che se dipendesse da Allegri lo tratterrebbe, ma è anche vero che il Napoli, dopo aver investito 50 milioni su Hojlund, non può permettersi una punta di scorta che guadagna cifre alte: magari si trova un accordo, un biennale con ingaggio ridotto. In questo momento sui due belgi mi sento di metterci un punto interrogativo."

De Bruyne ha ancora voglia di restare al Napoli? A me è apparso slegato dall'ambiente, non l'ho mai percepito come un giocatore del Napoli.

"Hai centrato il punto, è quello che penso da sempre: io lo vedo ancora come un ex City. Anche l'atteggiamento in campo, penso alla partita di Como dove oggettivamente non ha brillato — è vero che tornava da un infortunio — però quel fatto di fare cazziate continue ai compagni di squadra... Io ho giocato a basket a buon livello: se un mio compagno fa 30 punti e mi rimprovera perché non gli ho passato un pallone, me la prendo comunque ma penso 'tu stai a posto, fai la differenza, facci vincere le partite invece di prendertela con me'. Credo che sia una reazione umana, e penso che ti devi guadagnare quella credibilità che poi ti consente di dirmi dove ho sbagliato. Secondo me De Bruyne non è mai entrato del tutto, forse è un ambiente troppo rumoroso per lui: è un ragazzo abituato alla tranquillità della famiglia, alla sua privacy, e bisogna rispettare anche i desideri della persona. I calciatori, per rendere al meglio, devono prima di tutto trovarsi bene nell'ambiente in cui giocano."