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America’s Cup, Agata: “Napoli non è in ritardo. Giovedì si parte: 6 team e 9 barche nel Golfo”

America’s Cup, Agata: “Napoli non è in ritardo. Giovedì si parte: 6 team e 9 barche nel Golfo”
Oggi alle 19:20Radio Tutto Napoli
di Antonio Noto
Gianluca Agata presenta le regate dell’America’s Cup e fa il punto su lavori, trasporti e preparazione della città.

Il giornalista Gianluca Agata è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, la prima radio tematica sul Napoli in onda tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e Dab Campania, per fare il punto sull’America’s Cup a Napoli, dalle prime regate alla preparazione della città, fino alle caratteristiche delle imbarcazioni che solcheranno il Golfo.

È partito il countdown verso la Louis Vuitton Cup, ma in realtà le prime regate sono ormai vicinissime. Cosa vedremo?
“È un countdown che ci proietta nel futuro, ma avrei da dire che il futuro è già adesso. Perché, in realtà, è vero che questo countdown segna 241 giorni, 242 giorni, che, come dicevi giustamente tu, sono i giorni che ci separano dalla Louis Vuitton Cup, quindi le regate tra gli sfidanti. Però è anche vero che giovedì si comincia con gli allenamenti di flotta, di tutti quanti i sei team partecipanti, quindi nove barche, e poi successivamente venerdì ci saranno le regate. Venerdì e sabato regate di flotta, che dovranno poi decidere quale sarà il vincitore, cioè i primi due che successivamente si sfideranno in un match race che decreterà il vincitore della pre-regata napoletana. Non assegna punti, non si assegna la Coppa America, però è sicuramente qualcosa che serve a testare equipaggio, campo di regata e soprattutto show”.

Napoli è pronta dal punto di vista urbanistico oppure ci sono ancora delle criticità?
“Secondo me ci sono due aspetti. Uno è parlare adesso e l’altro è parlare a maggio prossimo. Adesso ci sono ancora diverse criticità, ci sono dei lavori sul Lungomare, dei lavori su Bagnoli, ci sono varie aree della città che urbanisticamente non sono ancora pronte. Io credo che siamo nella tabella indicata. Non credo che Napoli sia in ritardo perché almeno il cronoprogramma l’ha stabilito qualche giorno fa il sindaco. L’area di Bagnoli sarà consegnata entro i primi di ottobre e arriveranno gli AC75, i lavori sul Lungomare saranno pronti per fine anno, quindi diciamo che la tabella è quella. È normale che Napoli dovrà rispondere. Poi ci saranno altre criticità, una che probabilmente si risolverà anche se con qualche problematica. Parlo della metropolitana e nello specifico della Linea 6. Non è che funzioni al singhiozzo, però diciamo che nel weekend si ferma al pomeriggio per le pre-regate e poi successivamente, quando sarà maggio o giugno, dovrebbe essere a pieno regime.

E poi probabilmente forse è l’unica amarezza che ci possiamo portare dietro: non sarà chiuso in tempo il collegamento della metropolitana con l’aeroporto. Parlo di ferro, perché arriverà la metropolitana, la Linea 1 arriverà a Centro Direzionale, Tribunale e poi successivamente ci sarà una navetta che collegherà con l’aeroporto. Ho chiesto al sindaco se c’è una situazione sindacale in questo momento per tentare di tenere aperta anche la Linea 6 il pomeriggio, almeno giovedì, venerdì, sabato e domenica. Però stanno facendo una trattativa”.

Napoli è davvero in grado di ospitare un evento internazionale di questa portata?
“Se tu mi dici che noi siamo in perenne ritardo, ti dico di sì. Ma c’è Milano-Cortina che è in ritardo, ci sono le Olimpiadi in qualsiasi posto del mondo che sono in ritardo e così. Nella tua domanda però c’è una risposta. Se tu mi dici: noi siamo in grado di ospitare questi eventi? Io ti dico: c’è qualcuno che ha deciso di portare questi eventi. C’è qualcuno che è venuto e che ha scommesso sulla nostra città per portarli. Non è mai accaduto che a Napoli sia arrivata l’America’s Cup e dal punto di vista sportivo probabilmente il punto zero di questa città, che poi dopo ha organizzato in maniera splendida le Universiadi e tante altre cose, sono state le World Series del 2012, che hanno fatto vedere al mondo quello che era Napoli. Noi siamo abituati a vedere queste cose in televisione che accadono in altre città e diciamo: ‘Che peccato, le avremmo potute organizzare anche noi’. Adesso sono arrivate e secondo me dobbiamo fare il meglio possibile”.

Come funzionano gli AC40 e perché queste barche sembrano letteralmente volare sull’acqua?
“La classe Coppa America è fatta di questi catamarani velocissimi che sono AC40, sono lunghi 12 metri e la loro caratteristica è quella dei foil. Questi foil sarebbero queste ali di carbonio che in realtà sfruttano un po’ lo stesso principio dell’aereo, che è quello della portanza. Nel momento in cui prendi velocità automaticamente crei dell’aria, diciamo così, tra il suolo e l’aereo grazie alle ali per quanto riguarda l’aereo, il suolo e la parte della chiglia della barca per quanto riguarda la barca. Crei questo spessore, questo spessore tende a portarti in alto e quindi tendi a volare. Lo stesso concetto del perché l’aereo vola è lo stesso concetto che si applica agli AC40”.

Come sono suddivisi i team e perché vedremo nove barche pur essendoci sei squadre?
“Sono sei team per nove barche. Il programma di America’s Cup prevede, così come a Barcellona 2024, anche nel 2027 una competizione per donne e giovani. Praticamente prevede una competizione per le donne e una per i giovani, che noi vedremo a maggio e che sono sugli AC40, mentre invece i senior, che hanno comunque l’obbligo di avere una donna a bordo, competono sugli AC75 che entreranno in campo l’anno prossimo. Ora noi vedremo, per quanto riguarda queste regate, una barca senior, che è quella con i velisti che presumibilmente vedremo anche sugli AC75, e una barca del programma giovani e donne, Youth and Women, dove praticamente ci saranno a bordo dei giovani e delle donne. Ci sono alcuni team come Luna Rossa, Team New Zealand e GB che hanno entrambe le barche, quella dei senior e quella di Youth and Women. Gli altri no. Quindi tre team con due barche fanno sei barche, tre team con una barca fanno tre barche: sei più tre fanno nove. Ecco le nove barche. Le barche sono identiche tra di loro”.

Team New Zealand parteciperà anche alle pre-regate insieme agli sfidanti?
New Zealand non solo gareggia, New Zealand sarà presente fino alla fine e gareggerà sempre con i challenger. Ovviamente non farà punteggio. Poi ci ritroveremo, paradossalmente, che New Zealand potrebbe affrontare nella primavera prossima il vincitore dei challenger e studiarlo già in regata prima di riaffrontarlo nuovamente come defender nella Coppa America. Questo deve mostrare nell’anno prossimo e vediamo”.