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Avv. Pisani: "Divieto trasferte? Mi aspetto la revoca dal TAR, ecco perché... "

Avv. Pisani: "Divieto trasferte? Mi aspetto la revoca dal TAR, ecco perché... "
Oggi alle 20:10Radio Tutto Napoli
di Davide Baratto

Angelo Pisani, avvocato, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o qui per Android).

Sulle trasferte vietate ai tifosi residenti in Campania, ci spiega un po’ anche il ricorso al TAR che ovviamente verrà discusso martedì?
"Sì, diciamo che purtroppo siamo ostaggio, perché eravamo abituati a subire delle discriminazioni territoriali per qualche trasferta. Oggi invece siamo di fronte a un provvedimento, oltre che incostituzionale, disumano, ingiustificabile, irricevibile, non solo per i tifosi innocenti, ma per tutti i cittadini residenti in Campania che pensano di vivere in una democrazia regolata da una Costituzione. Quindi c’è qualcosa di molto più grave rispetto al passato. Anzi, ora siamo anche in compagnia di altri tifosi: quelli innocenti residenti nel Lazio e quelli, sempre innocenti, residenti in Toscana. Sono tre le regioni e quattro le squadre unite, mortificando i residenti in queste regioni da parte del Ministero dell’Interno sulla base di presunti pericoli. Dico 'presunti pericoli' perché, per quanto riguarda il Napoli, pare che questo provvedimento sul diritto di trasferta si estenda fino a fine campionato. Quindi è un provvedimento incredibilmente inutile, incostituzionale e soprattutto anomalo, oltre che disumano, perché mortifica tutti i diritti fondamentali di una persona: la libertà, la dignità, la possibilità di trascorrere una giornata in famiglia a vedere uno spettacolo calcistico. Ci sono tanti diritti personali che vengono violati senza nessuna ragione. Come diceva lei, ricordiamolo: la responsabilità è sempre personale. Se io sbaglio, non è che ha sbagliato Pisani, Stanzione o Esposito: bisogna punire Pisani. Tra l’altro, nel 99% dei casi, quando ci sono disordini i responsabili sono identificati, puniti, hanno il Daspo. Non c’è motivo di estendere la punizione ad altre persone, cittadini, famiglie, giovani, bambini totalmente estranei a ogni episodio criminale. È un’assurdità. Dal punto di vista del diritto è assurdo. Vorrei trovare un giudice limpido, che legga la Costituzione e poi questo provvedimento e scriva nero su bianco che si tratta di una punizione non attribuibile ai residenti di queste regioni, ma che dovrebbe essere attribuita solo ai responsabili dei fatti".

Ci sono le basi giuridiche affinché questo divieto venga ridotto o eliminato del tutto?
"Io l’ho detto chiaramente: vorrei discutere questo ricorso con giudici puri, che applicano la legge. Non deve essere una decisione politica, né di potere, ma una decisione secondo diritto. E secondo diritto non esiste alcun presupposto affinché questo provvedimento continui a violare i diritti dei cittadini, a creare danni e a mortificare la giustizia. In questo provvedimento non c’è nulla di giusto, di logico, di sensato. Nulla. Mi aspetto quindi dal TAR la revoca del provvedimento, anche con soluzioni diverse, perché è giusto garantire l’ordine pubblico, ma ricordiamoci che gli stadi sono probabilmente i luoghi più sicuri: ci sono controlli, telecamere, biglietti nominativi. Vietare l’ingresso allo stadio significa vietare l’accesso al luogo più sicuro del mondo per vedere uno spettacolo. Vietare le trasferte non è la soluzione più giusta, è la più sbagliata. Si dovrebbe vietare solo a chi è responsabile dei disordini, non a tutti i residenti di una regione, non a una famiglia che vuole portare i figli allo stadio. Le società di calcio, purtroppo, non protestano abbastanza per difendere i propri tifosi. Ma senza tifosi le partite sono falsate: giocare con il tifo è una cosa, giocare a porte chiuse è un’altra. È come un matrimonio senza musica".

Oltre il divieto delle trasferte e della contestuale chiusura del settore ospiti, come vedi questo attacco che sta subendo il Napoli mediaticamente, i torti arbitrali, gli attacchi a Conte? Napoli è un po’ sotto attacco a livello mediatico?
"Napoli è sotto attacco perché è la città più bella del mondo da tutti i punti di vista: culturale, artistico, sportivo. È vincente in questo momento e quindi attira tante invidie, gelosie, anche dispetti e mortificazioni. Però sono i napoletani che devono, nella maniera più civile ed elegante possibile, contrastare questi attacchi e denunciare le discriminazioni. Quello che mi è dispiaciuto è che non ho visto migliaia di tifosi denunciare l’incostituzionalità di questo provvedimento: molti si rassegnano, molti accettano queste punizioni senza protestare, senza chiedere giustizia, e questo ovviamente fa piacere ai poteri forti che continuano a fare quello che vogliono, il loro porco comodo. La gente non deve solo lamentarsi e poi girarsi dall’altra parte: quando c’è bisogno di scendere in campo per far vincere la giustizia bisogna scendere in campo e gridare giustizia, non soltanto quando il Napoli vince per festeggiare. Dobbiamo far vincere i valori, dobbiamo far vincere la giustizia. Io dopo il TAR certamente non mi fermerò: andremo al Consiglio di Stato, poi alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Faremo tutto il percorso giuridico fino a quando non troveremo giustizia, perché sono convinto che si tratti di un provvedimento veramente ignobile, temerario, una punizione ingiustificabile. Questo ovviamente lo dovranno dire i giudici, lo dovranno scrivere loro, ma io farò di tutto per portare avanti questa battaglia di civiltà, perché deve vincere lo sport, ma deve vincere anche la giustizia. Se facciamo squadra è molto meglio: chiamiamo in causa tutti i tifosi che si sentono discriminati e che non sono d’accordo con questo stato quasi dittatoriale nello sport, perché il calcio lo stanno completamente rovinando. Non è più lo sport che io, da bambino, anche insieme a Diego Armando Maradona, ho visto e vissuto. Oggi parliamo di un altro sistema, di altri interessi. Però almeno sulle cose evidenti e logiche facciamoci valere, perché non è possibile che accada tutto questo".

Su Napoli-Roma:
"Prima di tutto solidarietà ai tifosi innocenti e perbene della Roma che non possono assistere alla partita a Napoli, squadra con cui, ricordiamo, erano gemellati prima del fatto ignobile dell’assassinio di Ciro Esposito. Solidarietà quindi ai tifosi romanisti perbene, che a causa di delinquenti e criminali oggi non possono venire a godersi la bellezza di Napoli. Poi dobbiamo vincere questa partita per tre motivi. Il primo è in memoria di Ciro Esposito: abbiamo un dovere morale di far vincere i valori e di vincere sul campo anche per ricordare questo tifoso vittima della criminalità. Ciro è sempre vivo, sono persone che non muoiono mai, diventano bandiere di valori. Come dice sempre mamma Antonella, che colgo l’occasione per salutare. Questo è il primo motivo per cui il Napoli deve vincere. Il secondo motivo è calcistico: la Roma è una delle concorrenti dirette del Napoli, quindi è fondamentale vincere per aumentare il punteggio e restare in zona Champions League. Il terzo motivo è simbolico: Napoli-Roma è anche la partita contro Roma Capitale, la città dei ministeri e del Ministro dell’Interno. Dobbiamo vincere domenica sul campo e poi dobbiamo vincere il 17 febbraio a Roma con il ricorso al TAR. Prima vinciamo a Napoli, poi andiamo a vincere a Roma. Ci sono tanti motivi per cui questa volta deve trionfare la bandiera azzurra, sia quella dei tifosi sia quella della giustizia, sotto un cielo limpido".