Ballarini: "Macché mercato fallimentare! Ma a gennaio mi aspettavo qualcosa in più"
Valentina Ballarini, giornalista, è intervenuta nel corso di 'Cronache Azzurre', trasmissione sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o qui per Android): “Per l’Atalanta sì, è andata come speravo: sta molto bene e, nonostante assenze pesanti, Palladino sta facendo un grande lavoro. Avevo la sensazione che potesse ribaltare il Borussia Dortmund. Sull’Inter invece non me l’aspettavo, soprattutto in casa. Ma guai a sottovalutare il Bodø/Glimt: è una squadra vera, con giocatori importanti”.
Cosa ti ha colpito del Bodø/Glimt?
“In mezzo al campo c’è Berg, un norvegese che mi fa impazzire: fortissimo. Hanno esterni e terzini bravi, qualità e organizzazione. È una squadra che, specie in casa, ti mette sempre in difficoltà”.
E sull’Inter, che lettura dai?
“Ho avuto il sentore che Chivu stia puntando in modo molto deciso sul campionato. Non è l’Inter di Inzaghi, dove la Champions era diventata quasi un obiettivo primario. Secondo me il turnover all’andata l’hai pagato, e poi si è fatto male Lautaro: con lui davanti è un’altra Inter”.
La Juventus, invece?
“Mi aspettavo un ritorno complicato, anche perché arrivava da un febbraio molto negativo e perché ribaltare un 5-2 è durissima. Però ieri c’è stato anche un errore arbitrale clamoroso: quando succede a questi livelli, rischi di pagarlo. Sul 3-0 la partita ce l’avevi in mano. Non me la sento di rimproverare troppo la Juve, anzi ho condiviso diverse scelte di Spalletti, a partire dal portiere: Di Gregorio non era più sereno”.
Il calcio italiano esce ridimensionato da questa Champions?
“No, non mi sento di dire che siamo usciti ridimensionati in modo netto. Bisogna sempre contestualizzare obiettivi e avversari: in Champions la sorpresa può sempre esserci. E spesso sottovalutiamo le altre coppe: l’Europa League vinta dall’Atalanta, la Roma che è arrivata in fondo, la Conference vinta dalla Roma, la Fiorentina finalista… Se metti tutto insieme, qualcosa c’è”.
In Serie A, invece, la corsa Champions è serrata: Napoli può stare tranquillo?
“Il Napoli ha tutto per entrarci, ma sarà una battaglia clamorosa. La classifica è cortissima: sono rientrate forte Atalanta e Como. E anche il Milan, per me, non è ‘al sicuro’: spesso soffre contro squadre di medio-bassa classifica e lì ha perso punti”.
Roma-Juventus può indirizzare la volata?
“Sì, credo di sì. La Roma deve approfittare del momento della Juventus: fisicamente e mentalmente arriva da una delusione e da una partita dispendiosa, più le assenze. È un’occasione enorme per dare un segnale. Dopo Roma-Juve capiremo se la Roma può davvero entrare in Champions”.
Sul Napoli: giudizi opposti su stagione e mercato. Tu che idea ti sei fatta?
“Non sono d’accordo con l’etichetta di mercato fallimentare. Mi aspettavo qualcosa in più a gennaio, però se devi fare un mercato a saldo zero hai le mani legate. Alisson Santos mi piace molto. Su Giovane, invece, io non l’avrei preso a quelle cifre: a volte ti fai dettare le scelte dalla necessità e dalla fretta”.
Con tutti questi infortuni, che peso hanno avuto sulla stagione?
“Enorme. Quando ti mancano giocatori chiave per mesi, a un certo punto anche il miglior allenatore fa fatica a inventarsi soluzioni. E infatti io dico: se il Napoli arriva in Champions, per tutto quello che è successo, è già un’impresa. Non me la sento di criticare più di tanto: ci sono attenuanti reali”.
Quindi, in sintesi, che giudizio dai?
“Né mercato fallimentare, né Napoli ridimensionato. Per come si è messa, il Napoli sta facendo quello che può: l’obiettivo è la Champions e, con questa stagione piena di problemi, sarebbe un risultato pesantissimo”.
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