Fedele: "Mercato confuso e pasticciato! Non hai preso i vice Di Lorenzo e Anguissa"
Enrico Fedele, dirigente sportivo, è intervenuto nel corso di "Pausa Caffè" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android): “Alisson Santos? Io non farei paragoni. È un ragazzo che non è giovanissimo, ma ha dimostrato di avere qualche numero: sa saltare l’uomo, ha una sequenza di passo che gli permette di creare superiorità. E soprattutto ha una cosa che non è comune”.
Quale, nello specifico?
“La predisposizione al tiro. Lang o anche Neres sono bravissimi nell’uno contro uno, però difficilmente vanno in doppia cifra. Questo ragazzo, almeno per gli spezzoni iniziali, dà l’idea di poter cercare di più la porta. Poi bisogna vedere se lo farà con continuità nell’arco di una partita, perché l’esterno non deve solo attaccare: deve anche aiutare a riconquistare palla”.
A gennaio un’operazione così (con un riscatto complessivo vicino ai 20 milioni) è stata un capolavoro di Manna?
“Andiamo con calma. L’operazione è stata intelligente, sì, ma è stata soprattutto un’operazione ‘di mercato’, con dinamiche tipiche degli scambi e dei rapporti tra procuratori. In questo momento sembra andata bene, però le valutazioni non si fanno su una fiammata o su una partita”.
Però oggi un calciatore del genere, in Italia, non costerebbe molto di più?
“Per valere 50 milioni devi fare 7-8 campionati di livello. Se uno è stato supervalutato, non significa che quella debba diventare una costante. Il valore si misura su più stagioni, non su un episodio”.
In sintesi: il Napoli ha pagato troppo Lang e Lucca? C’è stata fretta a luglio?
“Io l’ho detto appena finito il mercato: è stato pasticciato e confuso. Dovevi prendere un esterno che facesse gol, non una scommessa. Avete preso il sostituto di Anguissa? No: Elmas non potrà mai farlo. Avete preso il sostituto di Di Lorenzo? No. Dicevate: ‘Ce l’abbiamo in casa’, poi però Zanoli è stato dato via. Servivano giocatori mirati, non scommesse”.
Perché, secondo lei, Lang non era il profilo giusto?
“Perché parliamo del campionato olandese: fare 6-7 gol lì e 4-5 nelle coppe non è lo stesso che farli in Serie A. Se spendi 200 milioni devi prendere giocatori con caratteristiche certe”.
Il nodo resta sempre lo stesso: i gol.
“Esatto. Il Napoli ha preso 27 gol e mancano 12 partite. Ma soprattutto: se non fai 70-75 gol, non sei competitivo per lo scudetto. E allora la domanda è: chi li fa?”.
Direttore, oltre al mercato: alcune scelte di gestione sono state sbagliate? Penso a Beukema, utilizzato poco…
“Beukema era uno dei primi della lista. Ma io ragiono da campo, non con ‘l’occhiometro’ a caso: bisogna vedere le cose. Sapete che ruolo faceva da giovane? Il rifinitore. Poi metodista, poi difensore. È un calciatore, non un marcatore che ‘azzanna’. Può rendere in una squadra che propone gioco, ma non ha la postura del difensore puro: concede troppo spazio perché affronta l’avversario troppo centralmente”.
Osimhen alla Juve l’anno prossimo: rischio concreto?
“Se è l’Osimhen visto ieri, sì. Ieri non ha toccato palla, poteva segnare solo a inizio gara. Osimhen è un giocatore che deve giocare in un certo modo”.
Sul quadro generale, che cosa l’ha colpita?
“La fase difensiva di quella squadra: poteva prendere 6-7 gol. E mi ha meravigliato anche l’Atalanta per condizione atletica e forza fisica”.
Palladino può essere un nome “da Napoli” se Conte andasse via?
“Non lo so. Io penso che il Napoli cambierà politica: tornerà al ringiovanimento per fare plusvalenze e andare avanti con sostenibilità. Ma attenzione: la Champions è fondamentale. Se per sfortuna non ci vai, perdi 50 milioni e diventa tutto complicato”.
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