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Bucchioni: "Visto Alisson? Non solo il gol, c'è un aspetto che mi ha stupito"

Bucchioni: "Visto Alisson? Non solo il gol, c'è un aspetto che mi ha stupito"TuttoNapoli.net
© foto di Federico De Luca
Oggi alle 17:40Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone

Enzo Bucchioni, noto giornalista, è intervenuto nel corso di 'Napoli Talk', trasmissione sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o qui per Android): “Per come è andata la gara, se tiri una riga alla fine va bene così. Il Napoli, senza forse, la partita l’ha fatta un po’ di più; la Roma è stata più cinica e ha sfruttato meglio le occasioni. I gol della Roma sono arrivati in contropiede, in questo modo. Il Napoli ha dimostrato carattere andando a recuperare il risultato, soprattutto sul 2-1 sembrava complicato riportarla in parità e invece ce l’ha fatta. È un punto che accontenta: il Napoli resta avanti nella corsa Champions, che è quella da guardare, e la Roma ha superato la Juventus. Da queste sfide hanno tratto entrambi il meglio, pur sapendo le difficoltà che sta attraversando il Napoli: in casa avrebbe potuto anche vincere, ma non è il momento, troppe assenze. È una stagione straordinariamente sfortunata. Secondo me questo 2-2 va bene, accontenta tutti ed è fondamentalmente giusto”.

Ti ha sorpreso la capacità del Napoli di non mollare mai, anche con nuovi infortuni? “Sì, e lo sottolineo da tempo perché non è banale. Non tutte le squadre hanno questo impatto caratteriale quando sono in difficoltà: molte si sciolgono, la storia del calcio ce lo insegna, anche in tempi recenti. Vuol dire che il lavoro dell’allenatore è andato in profondità: ha dato senso di appartenenza, che è evidente. C’è una componente tecnica, certo, ma c’è anche una componente caratteriale: un gruppo che nelle difficoltà si rafforza, vuole andare oltre. Sono mancati tanti, troppi leader eppure la reazione c’è sempre: cercare di tirare fuori il meglio da ogni situazione”.

In questo discorso rientra anche l’impatto immediato di Alisson Santos: te lo aspettavi? “Entra un giocatore nuovo, appena arrivato, che conosciamo poco, fa subito gol e riesce a integrarsi. Non pensavo fosse così capace di entrare subito nel nostro campionato: di solito serve un periodo di rodaggio, di ambientamento. Queste sono le cose che ti porti a casa. Mancano ancora tante partite e dovrai lottare: se hai queste qualità, queste caratteristiche, può diventare più ‘facile’ la volata finale per quei posti Champions che restano l’obiettivo del Napoli”.

Secondo te Alisson può essere sempre una spina nel fianco o serve tempo per vederlo al massimo? “Lo vedremo. Il problema, quando arriva un giocatore dal campionato portoghese o da altri contesti, è che qui è tutto più tattico: gli spazi si chiudono, ti raddoppiano, ti triplicano appena vedono la qualità. Lui dovrà capirlo. Però l’impatto ci è piaciuto moltissimo: disponibilità e coraggio di cercare la giocata. E poi ho visto una cosa che mi ha colpito: questo ragazzo fa anche le rincorse per aiutare la squadra. Per i giocatori molto tecnici, in generale per certi profili brasiliani, non è scontato. Qui invece ho visto che quando ha perso palla ha rincorso, ha cercato di recuperare. Se sei mentalmente predisposto a fare quel lavoro, che Conte chiede sempre, allora puoi crescere tanto”.

Hai citato anche Giovane: che percorso immagini per lui e per Alisson con Conte? “Conte è così: ogni volta che metti gli scarpini, in allenamento o in partita, devi migliorarti e fare qualcosa di più. Se questi due ragazzi hanno la modestia e l’umiltà di mettersi a disposizione e imparare tutti i giorni con la guida di Conte, potranno crescere. Giovane ieri ha fatto un assist: bene. Nelle gare precedenti mi era piaciuto meno, ma questo è il mondo Conte”.

Passiamo all’attualità: le parole di Marotta su Bastoni dopo Inter-Juventus. Tu come la vedi? “Io assolvo l’aspetto umano: non voglio la gogna mediatica per Bastoni. Se la fai per lui, allora dovresti farla continuamente per una categoria di giocatori che si comportano così abitualmente. Bastoni fa più notizia perché era Inter-Juventus, c’era in ballo lo scudetto, tutto quello che sappiamo. Però che abbia sbagliato è evidente, non c’è bisogno di dirlo: spero che gli scatti in testa di non farlo più. Detto questo, il tema è enorme: nel calcio italiano c’è il ‘cascatore’, c’è chi simula gomitate, chi si butta come se gli avessero spaccato il naso, chi sullo ‘step on foot’ sembra che gli abbiano tagliato il piede… è ora di finirla”.

Qual è la soluzione, secondo te? “Punirli. Con le immagini si può fare. Cominciamo con multe pesanti: i giocatori sono sensibili ai soldi. Oppure una giornata di squalifica, e se sei recidivo aumenti: la seconda volta due, poi tre. Perché qui non è furbizia, è scorrettezza. E se in passato ‘si faceva così’, il mondo evolve: il calcio deve essere sport e deve avere fair play. O con le buone o con le cattive”.

E sul sistema arbitrale, che valutazione dai? “Il primo responsabile resta l’arbitro, ma non solo. Il designatore non può mandare un arbitro non pronto a dirigere una gara così difficile: lì si va sul sicuro, non fai esperimenti. E poi c’è il VAR e il protocollo: a me interessa evitare errori evidenti, punto. Il VAR deve aiutare l’arbitro a sbagliare meno. Se c’è un errore, lo chiami, lo correggi. Fine”.

Chiudiamo sul Napoli: lo vedi con un’anima da Champions nonostante tutto? “È la qualità migliore del Napoli: identità e personalità. Sai come gioca. Poi ci sono varianti, ma quello è il bagaglio dell’allenatore. Da quando è passato al 3-4-2-1 per ovviare alle assenze, riconosci meccanismi e catene di gioco. È una squadra affidabile per queste ragioni, nonostante mille difficoltà. Mancano giocatori importanti, l’elenco è lungo, però ieri ha giocato con dignità anche senza alcuni perni. Ora l’obiettivo è uno: entrare in Champions. Ci sono 13 partite per dare un senso a una stagione sfortunatissima”.